Nuovo intervento della Banca centrale a sostegno del rublo

La divisa nazionale è reduce da un brusco calo verso dollaro ed euro. Le ragioni della crisi

Per reagire al crollo del rublo, nella notte fra il 15 e il 16 dicembre la Banca Centrale russa si è vista costretta a innalzare il tasso d'interesse principale dal 10,5 al 17% (Foto: Reuters)

A voler guardare il bicchiere mezzo pieno, va constatato che il crollo del rublo si è fermato, almeno per ora. Anche se la situazione della valuta russa resta molto difficile nel confronto delle principali divise internazionali.

Questa mattina, in apertura di seduta, il rublo ha guadagnato circa il 3% rispetto al dollaro e oltre il 4% nei confronti dell’euro, salendo rispettivamente a quota 65,5 e 81,5. Un rimbalzo che gli operatori spiegano con la mossa del ministero russo delle Finanze russo, che ha annunciato di aver cominciato a vendere valuta straniera sul mercato per difendere la moneta nazionale. 

Ora si tratta di capire se questa mossa sarà sufficiente a invertire la rotta dopo il crollo dei giorni scorsi o se, quanto meno, sarà sufficiente a stabilizzarne le quotazioni. Sul mercato valutario, il 15 dicembre la valuta russa è calata del 9% in confronto alle valute estere, mentre il 16 dicembre il crollo ha superato il 24%: record assoluto nell'intera storia del rublo, salvo di seguito recuperare del 15%.  

Secondo l'opinione degli esperti, la forte volatilità del rublo è esplicabile solo attraverso le azioni degli speculatori. “Durante la prima fase del mercato abbiamo assistito a un rafforzamento netto del rublo, immediatamente seguito dal suo altrettanto rapido crollo. Sulla dinamica della valuta russa influiscono ora diversi fattori, che sommati, hanno portato a un simile risultato”, dice l'analista della holding d'investimento FINAM, Anton Soroko. Secondo le sue parole, “sul mercato è presente una grande quantità di capitali speculativi per i quali osserviamo andamenti inadeguati della valuta russa, difficili da spiegare con qualsivoglia fattore fondamentale”.

In particolare, nessun’altra valuta di paesi produttori di petrolio precipita in questo modo. Ancora di più, come ha dichiarato il portavoce del Presidente della Russia Dmitri Peskov, il crollo del corso del rublo è stato in larga misura determinato da atteggiamenti emotivi e speculativi.

I fattori principali

“Il costo del rublo nel corso di un periodo di tempo abbastanza lungo è stato determinato tanto da fattori economici, quanto politici. La situazione attuale è la risposta netta al cambiamento del corso politico e in primo luogo alle azioni della Banca Centrale, che ha rinunciato a soccorrere il rublo”, afferma il vice direttore generale per il lavoro con gli istituti di credito Finexpertise, Natalia Borzova. Secondo le sue parole, difficile è valutare obiettivamente le prospettive del rublo, la fiducia verso la valuta russa è minata. “L'improvviso indebolimento del rublo che si è osservato negli ultimi tempi è dovuto a una serie di situazioni venutesi a creare, a flussi di denaro provenienti dalla Russia. Come risultato, sul mercato del rublo si è costituito uno sbilanciamento tra la domanda e l'offerta e come conseguenza il corso del rublo è in caduta”, sostiene l'analista capo di UFS IC, Aleksei Kozlov. Secondo le sue parole, la futura dinamica del rublo dipende da molte circostanze, in particolare anche dalle azioni della Bank Rossii e del governo, che intraprenderà probabilmente enormi sforzi per la stabilizzazione della valuta nazionale. In particolare, la moneta russa ha cominciato a crescere di prezzo dopo che il capo di Rosneft, Igor Sechin, ha dichiarato che la più grande compagnia petrolifera russa sostiene il rublo e non intende acquistare dollari sul mercato.

Altro fattore fondamentale che ha contribuito al deprezzamento del rublo è, secondo gli esperti, la caduta del prezzo del petrolio e la conseguente attesa negativa. In particolare, il 16 dicembre sul mercato di Londra, il valore di un barile di Brent è diminuito più del 2% rispetto all'apertura degli scambi. Al minimo, il petrolio Brent è stato quotato a $58,84 anche se in seguito il prezzo è lievemente aumentato a $59,02. Come in precedenza dichiarato dal ministro dell'energia degli Emirati Arabi Uniti Suhail Al-Mazrouei, l'OPEC non ridurrà la produzione del petrolio neppure nel caso di $40 al barile.

Risoluzioni chiave

Reagendo alla caduta del corso del rublo, nella notte fra il 15 e il 16 dicembre la Banca Centrale russa si è vista costretta ad innalzare il tasso d'interesse principale dal 10,5 al 17%. Questo coefficiente determina il costo del denaro nel paese e in base ad esso si orientano le banche, gli istituti di credito e la popolazione. Tradizionalmente, si considera che il costo del credito non possa essere inferiore a quello del tasso. L'incremento del tasso di 6,5 punti percentuali ha stabilito un record nell'intera storia nuova della Russia, l'ultima volta, l'11 dicembre, era stato innalzato dal 9,5 al 10,5%. Stando all'opinione degli esperti, l'aumento del tasso d'interesse principale potrebbe condurre a un aumento dei costi di credito per il business e per la popolazione.

“La decisione è cardinale ed è volta a placare gli umori sul mercato valutario. Tuttavia, non sarebbe opportuno lasciare l'interesse a questo livello per lungo tempo, dal momento che ciò comporterebbe un drastico abbassamento delle attività di business in Russia”, dice Anton Soroko. Secondo le sue parole, ciò si rifletterebbe sia sulla popolazione, i prestiti personali diverrebbero infatti più costosi, che sulle compagnie, cui risulterebbe più difficile finanziare l'attività operativa e di investimento.

“L'innalzamento del tasso d'interesse principale influenza diversi segmenti del mercato, attualmente la priorità è quella di stabilizzare il corso della valuta russa. Se consideriamo le azioni della Banca Centrale russa sotto questo punto di vista, l'aumento del tasso rappresenta di fatto una manovra di sostegno al rublo”, ritiene Andrei Kozlov. Tuttavia, secondo Anton Soroko, “dopo che la situazione con il rublo si sarà stabilizzata, l'economicità dei titoli delle compagnie russe potrebbe attirare sul mercato russo molti investimenti”.

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