Economia, le previsioni per il nuovo anno

Foto: Epa / Tass

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Cosa aspettarsi per il 2015? La Banca Centrale della Russia ha considerato lo scenario più pessimistico, con il prezzo del petrolio a 60 dollari al barile. Se ciò accadesse l'economia russa entrerebbe in recessione, ma solo per un anno. Gli economisti osservano che il petrolio e il rublo a basso costo creano condizioni favorevoli per l'ingresso di aziende straniere sul mercato della Federazione   

A partire dal mese di settembre il prezzo del petrolio sulle borse internazionali si è ridotto di quasi un terzo. Attualmente il Brent viene venduto a 70-71 dollari al barile. Il bilancio statale della Russia per i prossimi tre anni, costituito per circa il 60 per cento dalle entrate derivanti dall'esportazione di materie prime, è stato approvato stimando un prezzo di 96 dollari al barile.  I principali dicasteri economici del paese hanno già cominciato a rivedere le previsioni per il 2015. Il Ministero delle Finanze ha preparato un piano di bilancio alternativo, e propone di rivederlo sulla base di un prezzo mondiale del petrolio di 80 dollari al barile. 

Il 3 dicembre è stato approvato il bilancio statale per il 2015, il 2016 e il 2017. Nel documento, l'inflazione per il prossimo anno è stimata al 5,5 per cento, benché alla fine di quest'anno il suo livello abbia sfiorato il 9 per cento. La media annuale del cambio del dollaro per il 2015 secondo le previsioni sarà di 37,70 rubli. Attualmente il cambio ufficiale del dollaro oscilla tra i 52 e i 54 rubli. Il prezzo base del petrolio avrebbe dovuto essere di 96 dollari al barile, mentre adesso il Brent si vende a 70-71 dollari.

La Banca Centrale della Russia si spinge anche oltre, e propone di basare le previsioni su un prezzo di 60 dollari al barile. La banca di stato per ora non si pronuncia sulle cifre della recessione, ma secondo gli analisti quest'ultima potrebbe variare dal -0,5 per cento al -1,7 per cento del PIL (per fare un confronto, lo scorso settembre il Ministero dello Sviluppo economico prevedeva una crescita del PIL di 1,2 punti percentuali). La Banca Centrale della Russia prevede però che questa tendenza negativa si interromperà già nel 2016. 

Stimoli per la crescita

La crescita economica sarà favorita dal rincaro delle importazioni. Secondo il principale analista del Centro di previsioni economiche di Gazprombank Maksim Petronevich, con i prezzi del petrolio intorno ai 60-65 dollari al barile la svalutazione del rublo potrebbe arrivare all'80-90 per cento (attualmente è di poco inferiore al 50 per cento, N.d.R.). "In queste condizioni gli importatori, che già oggi hanno perso quasi del tutto il loro margine di guadagno, andranno in forte perdita", afferma Maksim Petronevich.  Il rincaro delle importazioni, a detta degli esperti, metterà in moto due processi. In primo luogo, una diversificazione delle importazioni: i clienti russi, cioè, potranno orientarsi verso prodotti analoghi ma meno costosi provenienti da altri paesi, ad esempio dall'Asia", spiega Petronevich. 

La seconda tendenza sarà la sostituzione delle importazioni, ovvero la manifattura di prodotti nazionali sostituirà l'acquisto delle merci d'importazione. In questo caso si tratta di mettere a punto la produzione industriale di beni non complessi dal punto di vista tecnologico, spiega l'economista Sergei Khestanov: è il caso, ad esempio, dell'assemblaggio o dell'industria alimentare.

Una situazione simile si era già presentata durante la crisi del 1998, quando la valuta nazionale si era svalutata riducendosi in sei mesi a un terzo del suo valore iniziale (da 6 a 21 rubli per un dollaro). "Nel '98 la svalutazione del rublo costituì un forte stimolo per l'industria alimentare nazionale", ricorda Khestanov. "Ad esempio, i produttori russi di gelato in quell'occasione ebbero la meglio. Fino ad allora i gelati polacchi, i cui prezzi erano molto bassi, avevano fatto loro una forte concorrenza; con la svalutazione del rublo, però, anch'essi rincararono notevolmente. Alla fine i produttori russi si attivarono e riconquistarono il mercato".

In caso di forte svalutazione del rublo rimangono in attivo anche i settori petrolchimico e metallurgico, perché in essi i costi sono in rubli, ma i prodotti sono destinati all'esportazione e parte degli introiti viene percepita in valuta estera.  

"La situazione che si è venuta a creare potrebbe favorire un incremento delle esportazioni e delle entrate finanziarie nei settori petrolchimico e metallurgico. Sarà però necessario condurre delle trattative nell'ambito dell'OMC per ridurre dazi e contingenti", osserva Khestanov.

Un ulteriore stimolo per la crescita dell'economia potrebbe venire dalla localizzazione della produzione. Gli esperti intervistati da Rbth osservano che l'interesse dei produttori stranieri è destinato ad aumentare. "Il fattore importante è che la crescita economica sarà favorita dalla costruzione stessa di nuove fabbriche, e non solo dall'aumento della produzione", spiega l'analista di Gazprombank Maksim Petronevich.

Quando il rublo è a bassi livelli il costo del lavoro e quello delle materie prime in Russia si riducono. "Le aziende straniere che hanno già dei progetti in atto nel nostro paese saranno avvantaggiate, perché il valore aggiunto dei prodotti fatti in Russia aumenterà. Nell'ambito delle joint venture può essere opportuno avviare delle produzioni complementari, ad esempio di quei componenti che attualmente vengono importati dall'estero", osserva Sergei Khestanov.  

"In futuro a promuovere la crescita potranno essere varie regioni della Russia in cui oggi si sta cercando di migliorare il clima degli investimenti: il Tatarstan, l'Ossezia del Nord, la Mordovia, le regioni di Kaluga e di Rostov", conclude Elizaveta Belurgina, analista della società di brokeraggio finanziario FBS.

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