L'ombra della crisi su South Stream?

Secondo quanto dichiarato da Gazprom, il programma non è mutato e il tratto sottomarino verrà iniziato quest'anno, come pianificato (Foto: Reuters)

Secondo quanto dichiarato da Gazprom, il programma non è mutato e il tratto sottomarino verrà iniziato quest'anno, come pianificato (Foto: Reuters)

Come suppongono gli esperti russi, Gazprom potrebbe incontrare problemi finanziari e politici nella realizzazione del progetto. L'inizio della costruzione della tratta sottomarina del gasdotto è stato rimandato di un mese, ufficialmente, per motivi tecnici

L'inizio della costruzione del tratto sottomarino di South Stream è rimandato di quasi un mese. Lo ha dichiarato il membro del Consiglio di Amministrazione di Gazprom, Vladimir Markov, così riporta il quotidiano russo d'affari RBK-Daily. Secondo le parole del top manager, l'inizio dei lavori è previsto per il 15 dicembre, ma anche questa data non è definitiva. “Il programma non è mutato. Il tratto sottomarino verrà iniziato quest'anno, come pianificato. La data precisa dipende dalla disponibilità della nave per la posa delle condotte, dal momento del suo ingresso nelle acque russe”, hanno spiegato a RBTH all'ufficio di gestione delle informazioni Gazprom. Tuttavia, secondo esperti russi, i ritardi potrebbero essere conseguenza di motivi più seri.

Crescita dei costi

“Il ritardo potrebbe essere legato ad una mancanza di finanziamenti, visto che di recente è stato reso noto l'aumento dei costi del progetto South Stream. A questo proposito, potrebbe essere che la compagnia stia incontrando difficoltà con la ricerca di nuovi mezzi”, sostiene il docente della cattedra di regolazione statale dell'economia RANCHiGS, Ivan Kapitonov. Inoltre, secondo le sue parole, la parte bulgara non ha ancora preso la decisione sull'autorizzazione del passaggio del gasdotto sul suo territorio. E per questo motivo, al momento, spuntano gli interrogativi sul futuro del progetto dopo la costruzione del tratto sottomarino, evidenzia l'esperto.

Nell'agosto del 2014, il Ministero dell'Economia e dell'Energia bulgaro aveva bloccato la realizzazione del progetto, dato che la Commissione Europea riteneva che il progetto non corrispondesse alle norme del terzo pacchetto energetico. In accordo con queste regole, le compagnie estrattive non possono essere in Europa anche proprietarie del gasdotto. Da parte sua, Gazprom ritiene queste misure dettate da ragioni politiche. “La svalutazione della valuta russa, la tensione generatasi nelle relazioni fra la Russia e i partner europei, il cambiamento della congiuntura economica del mercato del gas hanno apportato modifiche ai piani di Gazprom”- concorda l'analista capo di UFS IC, Aleksej Kozlov. Secondo le sue parole, date le condizioni, il gigante del gas correggerà i suoi programmi, in particolare quelli riguardanti la costruzione di un grande progetto come South Stream”.

All'inizio di ottobre si è appreso che il costo del percorso sottomarino di South Stream era cresciuto da 10 a 14 miliardi di euro, mentre quello del tratto terrestre in territorio europeo, da 6,6 miliardi a 9,5 miliardi di euro. Il costo complessivo del progetto è comparabile all'intero margine operativo lordo (EBITDA) di Gazprom per il 2013: 55 miliardi di dollari e due volte superiore al costo del gasdotto “Forza della Siberia” in Cina. Del resto, secondo l'opinione di Vladimir Markov, anche tenendo conto dell'aumento, i costi per South Stream rientrano nei parametri del tasso interno di rendimento fissati da Gazprom.

Rischi del progetto

South Stream è un gasdotto dalla capacità di 63 miliardi di metri cubi che passa attraverso il bacino del mar Nero. Inizialmente, si era ipotizzato che il trasporto del gas sarebbe iniziato entro il 2015 e che il gasdotto sarebbe arrivato ad usare la sua massima capacità nel 2018. South Stream dovrebbe passare per i territori di Bulgaria, Serbia, Ungheria, Austria, Italia e Slovenia, volontà di partecipare al progetto è stata espressa anche dalla Macedonia. Dopo l'avvio a piena potenza di South Stream, la capacità di esportazione dei gasdotti dalla Russia all'Europa arriverebbe a 319 miliardi di metri cubi all'anno, mentre senza considerare la capacità del sistema di trasporto gas ucraino, raggiungerebbe i 176 miliardi di metri cubi verso il 2017. In questo caso, Gazprom potrebbe soddisfare circa il 55% della richiesta europea di gas importato. Per un confronto, attualmente questa quota ammonta a circa il 30%. 

Per la prima volta nella storia del progetto, il ministro dello Sviluppo Economico russo, Aleksej Uljukaev, il 27 novembre 2014 non ha escluso che il progetto possa essere congelato per motivi politici. Il South Stream è un modo per eliminare i rischi di transito per i consumatori europei, se i consumatori europei desiderano limitarli questi rischi, noi costruiremo il South Stream, se questo bisogno invece non c'è, non lo costruiremo” ha dichiarato all'agenzia di stampa RIA Novosti. Tuttavia, secondo le parole del ministro, in caso di congelamento del progetto da parte della Commissione Europea, il rischio di riduzione delle garanzie degli approvigionamenti di gas ricadrebbe interamente sull'Europa.

Nondimeno, secondo gli esperti, nell'ultimo periodo sono stati registrati miglioramenti riguardo il destino del progetto. “La situazione tuttavia sta cambiando in meglio. In particolare, la parte ungherese ha già dato il nulla osta alla costruzione e l'UE sta lentamente arrivando alla conclusione che non vi è al momento alternativa alcuna a South Stream”, afferma Ivan Kapitonov. Secondo le sue parole, “senza simile progetto, assicurare gas all'Europa in condizioni di qualsiasi situazione di instabilità in Ucraina è piuttosto difficile. Pertanto, è negli interessi dell'Europa innanzitutto che si cercava di accelerare la costruzione del gasdotto in modo tale che South Stream fosse operativo già dal prossimo inverno”, aggiunge Karitonov.

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