Il futuro dell’Unione Economica Eurasiatica

Dell'Unione Economica Eurasiatica attualmente fanno parte Russia, Kazakistan e Bielorussia, ma sono già in corso delle trattative con il Vietnam, Israele e l'India, in una prospettiva a lungo termine (Foto: PhotoXPress)

Dell'Unione Economica Eurasiatica attualmente fanno parte Russia, Kazakistan e Bielorussia, ma sono già in corso delle trattative con il Vietnam, Israele e l'India, in una prospettiva a lungo termine (Foto: PhotoXPress)

La Russia ha definitivamente ratificato l'accordo con la Bielorussia e il Kazakistan. Una nuova alleanza che dovrà costituire la base per la creazione di una realtà analoga all'Unione Europea

Lo scorso 5 settembre la Russia ha ratificato in via definitiva l'accordo con la Bielorussia e il Kazakistan per la creazione dell'Unione Economica Eurasiatica. Il documento prevede la costituzione entro dieci anni di una nuova unione integrata di stati con una regolamentazione economica comune, un analogo dell'Unione Europea. In particolare, l'accordo prevede la graduale rinuncia alle misure protezionistiche e la creazione di mercati comuni, anche nei settori maggiormente regolamentati, come quello farmaceutico, quello della distribuzione dell'energia elettrica, dei servizi finanziari e dei prodotti petroliferi.  

"Il progetto di integrazione eurasiatica non è un vero e proprio analogo dell'Unione Europea, anche se nel nostro lavoro noi cerchiamo di tenere presente l'esperienza europea e di evitarne per quanto possibile gli errori - spiega a Rbth il ministro del commercio della Commissione Economica Eurasiatica (organo del potere esecutivo della nuova unione) Andrei Slepnev -. Nell'Unione Europea le istituzioni sovranazionali hanno poteri molto maggiori; conducono una politica estera comune; in Europa c'è una moneta unica: si tratta di un livello di integrazione qualitativamente diverso". Secondo Slepnev, l'obiettivo cruciale della nuova unione sarebbe quello di creare uno spazio economico comune tra i paesi che partecipano al progetto, nel quale vengano realizzate quattro libertà fondamentali: le libertà di circolazione delle merci, dei servizi, dei capitali e degli investimenti, e della forza lavoro.     

 
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Il senso del progetto

Secondo Andrei Slepnev, il mercato delle merci mostra già dei notevoli effetti positivi per le economie dei paesi membri della nuova unione. Nel 2011 sono state abolite le barriere doganali tra i tre paesi, è stato costituito un territorio doganale unico, e in seguito è stata introdotta una tariffa doganale comune che ha posto le basi per l'Unione Doganale. "Nel 2011 gli scambi commerciali tra i paesi membri hanno cominciato a crescere più rapidamente rispetto a quelli con l'esterno, e nel 2012 la loro crescita è stata tre volte più rapida. Questo balzo in avanti negli scambi commerciali è il risultato dell'abbattimento delle barriere tra i mercati nazionali e della creazione di una regolamentazione commerciale comune", afferma l'esperto. Attualmente, secondo i dati del ministro, sono già visibili gli effetti a lungo termine dell'integrazione. In particolare, la quota dei macchinari tecnologici negli scambi commerciali tra i membri dell'Unione supera di otto volte quella del commercio con i paesi terzi, e la quota del petrolio, del gas e delle materie prime energetiche, al contrario, è scesa da quasi il 40 per cento al 32 per cento.  

L'accordo per la creazione dell'Unione entrerà in vigore in seguito alla ratifica da parte dei tre paesi che lo hanno sottoscritto. Prossimamente all'accordo potrebbe unirsi anche l'Armenia, come già annunciato dal vice premier Igor Shuvalov. Un altro candidato è il Kirghizistan, che potrebbe entrare a far parte dell'Unione nel 2015. "Un altro effetto è l'aumento del numero di paesi che si dichiarano interessati ad ampliare il loro partenariato con noi attraverso la stipula di accordi di libero scambio.  Questi partner sono in tutto una quarantina", afferma Andrei Slepnev. Secondo i dati in possesso del ministro, attualmente sono in corso delle trattative per il libero commercio con il Vietnam, mentre a breve inizierà i suoi lavori una commissione di studi congiunta con Israele e con l'India.    

I livelli dell'integrazione

"Secondo la teoria dell'integrazione economica, esistono cinque livelli di integrazione. Il primo livello presuppone la creazione di una zona di libero scambio commerciale; il secondo, la creazione di un'unione doganale; il terzo, di uno spazio economico unico; il quarto, di un'unione economica, e, infine, il quinto livello prevede di aggiungere all'integrazione economica anche l'integrazione politica", spiega il professore della cattedra di Politica Estera della Russia della RANEPA (Accademia Russa di Economia Nazionale e Amministrazione Pubblica) Aleksandr Mikhajlenko. Secondo il docente, mentre l'Unione Europea si trova al quinto stadio di integrazione, l'Unione Economica Eurasiatica sta entrando ora nel quarto stadio. "Dal punto di vista economico si tratta del massimo livello di integrazione. Avanzare verso il quinto livello è assolutamente opportuno, ma sulla Bielorussia e sul Kazakistan gravano l'esperienza dell'Unione Sovietica e il timore che Mosca voglia nuovamente schiacciare tutto con il suo peso", osserva Mikhajlenko.

Gli esperti fanno notare che la nuova unione al momento presenta alcuni problemi fondamentali. "La Russia nel 2013 ha sperimentato un sostanziale rallentamento dell'economia: si è già avverato il rischio di un aumento dell'inflazione reale per via della svalutazione del rublo e delle sanzioni imposte dall'Unione Europea", spiega Anton Soroko, analista del gruppo di investimento Finam. In Kazakistan e in Bielorussia, invece, il problema cruciale secondo l'esperto sarebbe l'elevato livello di partecipazione statale nell'economia e il basso livello di diversificazione economica. Secondo il principale analista della società di investimento UFS Aleksei Kozlov, se un'unione non possiede una moneta unica restano delle differenze anche nelle sue politiche monetarie e creditizie.   

"L'integrazione economica eurasiatica richiederà anche una cooperazione politica assai più stretta. A quel punto passeremo al livello successivo, ovvero alla creazione di una Unione Eurasiatica", spiega Aleksandr Mikhajlenko. Secondo l'esperto, all'inizio anche l'Unione Europea costituiva un'unione meramente economica, mentre ora accanto all'integrazione economica vi si stanno sviluppando anche delle forme di integrazione politica: nella politica estera, nella difesa e in altri ambiti.   

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