Economia, sfuma lo spettro della recessione

Secondo l'analista Anton Soroko, le previsioni più negative finora espresse, a partire dall'inizio della crisi ucraina, non si sono avverate (Foto: Reuters)

Secondo l'analista Anton Soroko, le previsioni più negative finora espresse, a partire dall'inizio della crisi ucraina, non si sono avverate (Foto: Reuters)

Secondo la Banca Mondiale, la crescita del pil russo per il 2014 si attesa intorno allo 0,5%. Tre le varianti di sviluppo previste per il futuro, strettamente legate all’evolversi della situazione politica estera: secondo uno scenario ottimistico, l’economia della Russia sarà in grado di accelerare fino allo 0,9% nel 2015, e fino all’1,3% nel 2016

Secondo le stime del 2014, l’economia russa crescerà dello 0,5% indipendentemente dalla situazione estera, riuscendo così ad evitare la recessione. Tuttavia un suo ulteriore sviluppo dipenderà dal livello di tensione nei rapporti fra la Russia e i paesi occidentali. Nel complesso, la Banca Mondiale ha preparato tre varianti di crescita dell’economia russa. Lo scenario di base presuppone che in assenza di cambiamenti il pil aumenti nel corso del prossimo anno, mentre la crescita resterà minima: dello 0,3 o 0,4% nel 2015 -2016. Secondo uno scenario ottimistico invece, l’economia della Russia sarà in grado di accelerare fino allo 0,9% nel 2015, e fino all'1,3% nel 2016, posto che la situazione geopolitica migliori e le sanzioni vengano abolite entro la fine del 2014.

Uno scenario pessimistico infine prevede un inasprimento delle sanzioni e in conseguenza di ciò un crollo del pil allo 0,9% nel 2015 o allo 0,4% nel 2016.

Entro i limiti di tolleranza

Secondo l’opinione degli esperti, la crescita del pil per un coefficiente dello 0,5% è uno scenario assai probabile. “Mezza percentuale è anche il margine d’incertezza nelle previsioni. Nel complesso, il rallentamento dei tempi di crescita ha continuato a persistere nel corso degli ultimi anni e la situazione politica estera non ha fatto che peggiorare la tendenza. Uno dei fattori chiave che influisce sulla decelerazione dell'economia è la riduzione del tasso di crescita monetario. Difficile è garantire alti tempi di crescita quando il saldo monetario non sale ai termini necessari“, sostiene Konstantin Korishchenko, capo del Dipartimento dei mercati azionari e ingegneria finanziaria RANCHiGS. Secondo le sue parole ciò è legato in buona misura alle fluttuazioni della bilancia dei pagamenti. Fino al 2008, fonte principale dell'offerta monetaria era il saldo alto del bilancio corrente, nonché il flusso di capitali. Ora invece, all'opposto, si registra una significativa fuga di capitali e la bilancia commerciale non migliora sostanzialmente il quadro, afferma Korishchenko.

Ancora di più, secondo l'opinione dell'analista di “Investcafe“, Timur Nigmatullin, la dinamica del pil russo è in principio difficile da calcolare con una precisione superiore a uno o due punti percentuali, dal momento che forte influenza esercitano le quote petrolifere, per via del loro effetto sul saldo del bilancio commerciale e della difficoltà di valutazione dei mercati neri e della spesa pubblica.

“La previsione della Banca Mondiale rientra nei margini d'errore, tuttavia ad essa mi rivolgerei con una certa dose di scetticismo“, ritiene l'esperto.

Due scenari

In ogni caso, in accordo con le ricerche della Banca Mondiale, la stabilità geopolitica non è sufficiente a garantire la stabilità dell'economia russa. “L'economia russa, probabilmente, è prossima al raggiungimento della soglia del potenziale produttivo“, si legge nel rapporto. Nel 2013 gli esperti del FMI avevano già avvertito di questo fatto.

Al giorno d'oggi, le reali prospettive dell'economia russa rientrano esattamente in due scenari, ritiene Alexei Baskakov, direttore del dipartimento di valutazione AKG “Finexpertisa“. Secondo le sue parole, il primo scenario prevede un'attenuazione delle sanzioni introdotte, alla quale faranno seguito la crescita del mercato e un attivo rilancio dei programmi d'investimento nella produzione. “In questo caso, la crescita dell'economia russa nel 2014 potrebbe già essere dello 0,7 o 0,8%, mentre in futuro potrebbe raggiungere l'1 o 1,2%”, afferma Baskakov. Il secondo scenario, secondo il suo parere, pronostica invece un'ulteriore escalation del conflitto un congelamento della tensione; in tal caso, il coefficiente per il 2014 sarà con ogni probabilità dello 0,3-0,5%, dopodiché la crescita potrebbe passare del tutto ad indici negativi.

Secondo le parole dell'analista della holding di investimento “FINAM” Anton Soroko tuttavia, si potrebbe affermare che le previsioni più negative finora espresse, a partire dall'inizio della crisi ucraina, non si sono avverate. “Nonostante tutto il pil della Federazione Russa continua a crescere, se pure al coefficiente simbolico dello 0,5%, mentre per le stime del 2015 potrebbe benissimo arrivare al supposto scenario ottimistico dello 0,8-1,0%.

Nonostante le sanzioni, l'integrazione dell'economia russa nell'economia globale rimane ad un livello alto, come ritiene l'analista capo di UFS IC Alexei Kozlov. In aggiunta, secondo lui, si deve considerare che le limitazioni introdotte dalla Russia sull'importo dei prodotti alimentari provenienti da Europa e Stati Uniti e la conseguente necessità di trovare sostituti possono stimolare l'aumento dell'attività dei produttori russi di generi alimentari e dei settori affini. Secondo i dati di Rosstat, nel primo semestre dell'anno la produzione industriale è già cresciuta dell'1,5%. Alcuni settori crescono più attivamente di altri. Ad esempio, la produzione di navi, aeromobili, veicoli spaziali ed altri mezzi è cresciuta del 26,9%.

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