Se il nucleare entra nell'era green

Il pannello di controllo a blocchi del gruppo elettrogeno N. 3 con il reattore BN-600, nella centrale elettronucleare di Belojarsk (Foto: ufficio stampa)

Il pannello di controllo a blocchi del gruppo elettrogeno N. 3 con il reattore BN-600, nella centrale elettronucleare di Belojarsk (Foto: ufficio stampa)

Nonostante l’Italia abbia rinunciato all’energia nucleare, il dialogo in materia con gli scienziati russi continua. Sviluppi recenti sono stati presentati al forum economico Atomexpo

La cooperazione russo-italiana nel settore nucleare al giorno d'oggi non è più legata alla costruzione di centrali nucleari, bensì a progetti scientifici di ricerca. La Russia, ad esempio, fornisce all'Italia gli isotopi medici utilizzati nella diagnostica di precisione. Inoltre, entrambi i paesi sono coinvolti nella realizzazione dell'importante progetto per la costruzione di Ignitor, un reattore sperimentale a fusione nucleare, ideato dal professor Bruno Coppi, del Massachussets Institute of Technology (Mit) di Boston, con il sostegno finanziario dello Stato italiano. Il luogo destinato alla sua costruzione è l’istituto Triniti di ricerche termonucleari e innovative nella regione di Mosca. Si presume che la fase di montaggio e preparazione del sito per la fabbricazione dell’Ignitor, nonché la preparazione dell’infrastruttura per il suo posizionamento e collaudo, si concluderanno verso il 2016-2017. La stima iniziale indica l'investimento necessario in circa 250 milioni di euro.

Gli specialisti nucleari russi possono offrire, inoltre, nuove tecnologie applicabili alle strutture atomiche e non. Al forum nucleare Atomexpo-2014, svoltosi a Mosca, è stato presentato l’ultimo sviluppo nell’ingegneria atomica russa ad opera della compagnia NiaepAse: Multi-D. Si tratta di una tecnologia innovativa capace di garantire un effettivo controllo sui progetti ingegneristici complessi. Alla base di tale tecnologia vi è un software intelligente di disegno tridimensionale che non tiene conto solo dei parametri spaziali, ma anche di quelli finanziari e temporali, permettendo di realizzare qualsiasi oggetto ingegneristico entro il tempo programmato, nei costi previsti e con i mate- riali stabiliti. L’applicazione delle tecnologie moderne mira non soltanto a ridurre i costi di costruzione delle strutture, ma anche a innalzarne il livello di sicurezza.

«Sin dall’inizio, questa tecnologia è stata pensata come universale e oggi noi la utilizziamo sui nostri impianti nucleari in Russia e all’estero, estendendola anche a strutture non nucleari», ha raccontato al nostro giornale il vice direttore della filiale moscovita della società fusa Niaep Zao Ase, Vjache-slav Alenkov. Se si parla invece della costruzionedi centrali elettronucleari, il forum Atomexpo ha dimostrato ancora una volta che la credibilità nelle tecnologie nucleari russe aumenta di anno in anno. A suo tempo, l’Unione Sovietica costruì in Germania, Bulgaria, Ungheria, Ucraina, Repubblica Ceca e Finlandia centrali nucleari, la maggior parte delle quali è ancora oggi attiva a pieno regi- me, senza che vi siano particolari problemi. Nonostante le dichiarazioni da parte di molti paesi europei riguardo il congelamento o la rinuncia ai progetti nucleari a seguito dell’incidente di “Fu- kushima-1”, i progetti di Rosatom in Europa sono ben lungi dal vivere una fase di declino. In occasione della già citata manifestazione moscovita è stato reso noto che la Russia e l'Ungheria sono intenzionate a preparare nel corso dell’anno corrente i documenti necessari alla costruzione di due nuovi blocchi della centrale elettronucleare ungherese “Paksh”.

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