Se le sanzioni favoriscono le imprese

Igor Sechin, capo di Rosneft (Foto: Itar Tass)

Igor Sechin, capo di Rosneft (Foto: Itar Tass)

Gli esperti si dividono: ma secondo alcuni pareri, le decisioni di Europa e Stati Uniti potrebbero avere degli effetti positivi su alcune aziende

Gli investimenti negli asset russi comportano rischi aggiuntivi per via delle sanzioni imposte da Stati Uniti e Europa: a tale conclusione sono giunti nei loro rapporti gli analisti di Morgan Stanley e Deutsche Bank. Tuttavia, secondo le loro dichiarazioni, nuove sanzioni contro le compagnie statali russe darebbero l’opportunità agli operatori privati del mercato russo di attirare investitori: il discorso riguarda in primo luogo i partecipanti del mercato consumer e IT.

Amare conclusioni

Secondo una ricerca condotta da Morgan Stanley, per gli investitori internazionali le nuove sanzioni contro la Russia si sono rivelate essere una sorpresa assai spiacevole. In particolare infatti, esse sono dirette contro le grosse compagnie pubbliche russe e contro le banche in buona misura integrate nei mercati globali. Gli analisti invitano pertanto gli investitori a mantenere una posizione cauta. Fra i motivi che li spingono a dare questo consiglio vi sono l’incertezza e la probabilità di nuove sanzioni contro la Russia.

Secondo i dati di Morgan Stanley, le sanzioni possono riflettersi non solo sulle compagnie che rientrano nei relativi elenchi, ma anche su altri giocatori operanti in quei medesimi settori dell’economia. A loro volta, secondo dati raccolti dalla Deutsche Bank, le compagnie finanziarie e petrolifere russe potrebbero, nel breve termine, subire una grossa pressione, il che porterebbe all’aumento del deflusso del capitale e alle spese dei finanziamenti per le imprese russe. “Severe condizioni di finanziamento esterno per le singole compagnie russe esistevano di fatto già da qualche mese negli ultimi tempi, ma per via delle nuove sanzioni queste restrizioni diventeranno giuridicamente vincolanti”, si dice nel rapporto.

“La pressione più alta la stanno sperimentando  le compagnie strettamente legate al governo russo, mentre per la vendita delle azioni parziali in teoria non vi è motivo di temere. Quando però cominceranno a crollare le azioni di Sberbank e di Gazprom, il mercato intero comincerà a precipitare portando con sé anche le compagnie private russe”, spiega l’analista del fondo d’investimento “FINAM”, Anton Soroko. Secondo le  parole dell’esperto di macroeconomica UFS IC, Vasilij Ukharskogo, un nuovo calo nelle previsioni per il mercato russo verrà determinato dal terzo pacchetto di sanzioni imposte dagli USA contro la Russia in conseguenza della caduta del Boeing malese e dell’inasprimento del conflitto nel sud-est dell’Ucraina. In aggiunta, anche l’Europa stessa potrebbe aggravare le sanzioni contro la Russia, sempre in relazione agli avvenimenti di cui sopra. In relazione a tutto questo, per il mercato russo si prospetta uno sfondo negativo nel breve e lungo termine”, sostiene l’esperto.

La scelta migliore

Le sanzioni contro le compagnie associate allo stato aprono nuove possibilità, in particolare per i loro concorrenti privati. “Se si vuole parlare di quei settori tuttora attraenti per gli investimenti nonostante la congiuntura economica negativa e il peggioramento del clima degli affari, ci si riferisce allora al settore del consumo, alle telecomunicazioni e all’informatica”, -afferma l’analista di “Investkafe”, Timur Nigmatullin. Secondo le sue parole, le aziende più al riparo dagli effetti delle sanzioni sono quelle come il più grande rivenditore alimentare “Magnit”ad esempio, controllato dall’uomo più ricco della Russia, Ališer Usmanov, oppure la compagnia telefonica “Megafon” o  il motore di ricerca nazionale “Yandex”, che è riuscito a superare “Google” in Russia. 

A loro volta, gli analisti di Deutsche Bank fanno il nome di alcuni emittenti, le cui azioni potrebbero diventare rifugio per coloro che hanno investito in titoli russi nel periodo di tensioni geopolitiche. Si tratta delle compagnie petrolifere “Tatneft’” e “Bašneft’”, come pure dell’azienda metallurgica “Evraz”. “Evitare le conseguenze dell’imposizione delle sanzioni è in teoria abbastanza semplice, bisogna scegliere compagnie che non siano nella lista di quelle sanzionate e che abbiano il meno possibile con esse a che fare”, -consiglia Vasilij Ukharskij. Secondo le sue parole, le compagnie private su questo piano sono molto più interessanti di quelle statali, tuttavia l’esempio di “Novatek” (la più grande compagnia petrolifera privata in Russia, inclusa nella lista delle sanzioni USA) testimonia dell’assenza di garanzie.

Del resto, come fa notare il capo del dipartimento della compagnia d’investimento “Golden Hills-Kapital AM” Natalja Samojlova, nelle situazioni dove agiscono le sanzioni, non ci sono vincitori. “Se le sanzioni non verranno annullate, l’economia russa subirà un duro colpo e in simili condizioni per gli investitori stranieri non avrà alcun senso cercare riparo in altri attivi russi”, -sostiene l’esperto. In questo caso, stando alle sue parole, il deflusso dei capitali non farà che aumentare portando così a una recessione dell’economia. Diversamente, se le restrizioni riguardanti le collaborazioni con le compagnie russe verranno cancellate, nel corso dei prossimi sei mesi quei giocatori vittime delle sanzioni diventeranno i più promettenti, fra questi, primo fra tutti, la più grande compagnia petrolifera del mondo – “Rosneft’”. 

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