Le nuove prospettive del mercato del grano

Entro il 2023 la Russia diventerà il terzo Paese nell'export del grano (Fonte: Itar Tass)

Entro il 2023 la Russia diventerà il terzo Paese nell'export del grano (Fonte: Itar Tass)

Entro il 2023 la Federazione supererà definitivamente la Comunità Europea e diventerà il terzo esportatore mondiale. Tuttavia, come in passato, rimarrà indietro rispetto a USA e Ucraina

La Russia, entro il 2023, diventerà il terzo paese per volumi di esportazioni dopo USA e Ucraina, raggiungendo i paesi dell’Unione Europea e l’Australia. Lo si dice nel rapporto dell’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura dell’ONU (FAO). Secondo i dati dell’organizzazione, le esportazioni di grano dalla Russia cresceranno fino a otto milioni di tonnellate. Per fare un confronto, secondo i dati dell’anno agricolo conclusosi il 30 giugno, dalla Russia sono stati esportati 25,4 milioni di tonnellate di grano, tra cui 18,3 milioni di tonnellate di grano, 4 milioni di tonnellate di granturco e 2,7 milioni di tonnellate di orzo. Si tratta del secondo risultato in tutta la storia della Russia, ma il record è stato fissato nel 2013, quando i produttori russi hanno esportato 28,1 milioni di tonnellate. Per fare un confronto quest’anno l’Ucraina ha esportato 31,7 milioni di tonnellate di grano, mentre l’Unione Europea 36,1 milioni di tonnellate di grano.

Secondo l’opinione dell’analista principale della Wild Bear Capital, Viktor Neustroev, la Russia cede posizioni all’Ucraina sul mercato mondiale soprattutto perché molto del grano viene consumato all’interno del paese. E così nel 2013 il consumo interno di grano in Russia ha raggiunto all’incirca 67 milioni di tonnellate. Si consideri che in Ucraina in tutto nel 2013 sono stati raccolti 63 milioni di tonnellate di cereali,  record assoluto in tutta la storia del paese, e questa cifra include già le esportazioniLa Russia e l’Ucraina vendono grano a compratori differenti. “I principali compratori di grano russo nell’anno corrente sono la Turchia e l’Egitto, che hanno conservato il primato per il secondo anno di seguito. Il primo dei due paesi ha già comprato 3,746 milioni di tonnellate di grano , il secondo 3,306 milioni di tonnellate. Oltre a questo nel trio rientra anche l’Arabia Saudita con 1,413 milioni di tonnellate”, dice il direttore del dipartimento analitico della società di investimenti “Golden Hills-Kapital AM”, Natalya Samoylova.

Le posizioni dominanti tra gli importatori di grano ucraino sono state occupate nell’ordine da  Bangladesh, Belgio e Bielorussia, si dice nel rapporto del Ministero delle Finanze dell’Ucraina. “Le condizioni climatiche dell’Ucraina le consentono di portare avanti con successo le coltivazioni di grano vernino e in estate quelle di granturco”, afferma Viktor Neustroev. Secondo le sue parole, in Russia simili condizioni climatiche possono essere  ritrovate solo nella parte centrale nel sud del paese, mentre in Siberia e nell’Estremo Oriente russo si coltiva per lo più il grano primaverile, benché una gran parte delle terre in queste regioni rimanga comunque non colitivata. “La maggior parte delle regioni che producono grano in Russia, a differenza dell’Ucraina sono concentrate in zone in cui l’attività agricola è rischiosa , cosa che non consente di ottenere buoni raccolti”, ha raccontato a RBTH il  vice direttore del dipartimento per la regolazione del mercato agroalimentare, della pesca e dell’industria alimentare e di trasformazione del Ministero dell’Agricoltura, Mihail Stolbov.

Il ritorno al mercato

Nel 2010 la Russia ha interrotto le esportazioni di cereali a causa di un’anomala siccità e gli esperti avevano previsto che non le sarebbe riuscito di rientrare tra i leader mondiali, è signigicativo che queste previsioni non siano state confermate. Secondo Mihail Stolbov “la Russia intende utilizzare praticamente le possibilità in suo possesso per incrementare la produzione di grano nei prossimi 10-15 anni fino a 115-130 milioni di tonnellate, cosa che consentirà di garantire esportazioni stabili di grano, al livello di 35-40 milioni di tonnellate l’anno”. La crescita delle esportazioni russe è ostacolata dall’inadeguatezza delle infrastrutture portuali. “L’Ucraina ha una posizione più favorevole per le potenze portuali, in Russia la maggior parte delle regioni che producono cereali sono lontane dai porti e i produttori di grano sostengono grossi costi per il trasporto del grano dalla propria regione ai porti”, afferma Mihail Stolbov.

Secondo Ekaterina Donskih, l’addetto stampa della United Grain Company (associazione russa dei trader in cereali), il metodo più conveniente e comodo per il trasporto dei carichi di grano in tutto il mondo è il trasbordo marittimo. In particolare, stando alle sue parole, a breve la United Grain Company dovrebbe lanciare un progetto di investimenti per la modernizzazione del Novorossiysky Kombinat Hleboproduktov (Complesso industriale per la lavorazione dei cereali di Novorossiysk) uno dei più importanti terminali del paese per il trasbordo marittimo, attraverso il quale si esporta la maggior parte del grano russo. Durante la modernizazzione  la capacità di trasbordo sarà aumentata dai 3,8 ai 5,6 milioni di tonnellate. Inoltre la società ha in progetto di sviluppare il “corridoio orientale del grano” per agevolare le consegne dalla Siberia, dove si osserva un incremento nella produzione del grano pari a  3 milioni di tonnellate l’anno. “A questo scopo nel Primorsky kray (Estremo Oriente russo) nel porto di Zarubino, la United Grain Company costruirà insieme al gruppo “Summa” un terminale di trasbordo marittimo” aggiunge Ekaterina Donskih.

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