Ridotti i requisiti per Visa e MasterCard

Foto: Vladimir Trefilov/RIA Novosti

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Il Governo ha deciso di ridurre drasticamente i requisiti dei sistemi di pagamento internazionale. In particolare, questi ultimi non saranno più tenuti a localizzare la produzione dei chip delle carte in Russia, o ad acquistare attrezzature russe

Il Ministero delle Finanze russo ha inviato un nuovo documento che stabilisce i requisiti dei sistemi di pagamento che operano nel paese. Si tratta degli emendamenti approvati all’inizio di maggio 2014 alla legge “Sul sistema di pagamento nazionale” e che permettono solo ai grossi giocatori di lavorare in Russia senza il versamento di depositi di garanzia. In questo modo, lo Stato definisce quali siano realmente gli operatori nazionalmente significativi. Tutti gli altri sistemi di pagamento dovranno invece pagare contributi alla Banca Centrale del fatturato di due giorni, in caso di cessazione del servizio.

Motivo dell’introduzione di tali misure è stata la decisione di Visa e MasterCard di interrompere il servizio delle carte di credito emesse dalle banche russe affiliate ai businessman sanzionati della lista americana. Secondo i dati di Kommersant, nella nuova versione del documento, il Ministero delle Finanze ha nettamente cambiato posizione. In particolare, i chip delle carte ora devono essere assolutamente russi, mentre il software può essere acquistato dalle filiali russe di produttori stranieri. “Attualmente è in corso la normale trattativa sulle condizioni della futura cooperazione dei sistemi di pagamento internazionali, sulla collaborazione degli stati e delle banche e la valutazione dei nuovi rischi", spiega il capo della direzione carte di credito della banca russa “Otkrytie”, Jurij Božor. In questa prospettiva, stando alle sue parole, è necessario garantire la continuità delle transazioni in denaro non liquido qualunque sia la situazione di fondo.

I requisiti dei sistemi di pagamento, secondo l’esperto, erano inizialmente troppo alti. Per questo motivo, se in principio nel documento si richiedeva la produzione di tutti i componenti dei chip in Russia, ora invece è sufficiente che essi vengano assemblati nel paese. Tuttavia, il contributo degli sviluppi russi delle infrastrutture dei sistemi di pagamento non dovrà essere inferiore al 25% russi, anche se nel nuovo documento russi devono essere in particolare i titolari dei diritti, non necessariamente gli sviluppatori.

Un processo lungo

Le concessioni per i sistemi di pagamento internazionale si spiegano anche in virtù del fatto che lo Stato non è interessato alla loro uscita dal mercato russo, in particolare fino al momento in cui anche la Russia non avrà il proprio sistema di pagamento. “La creazione di un sistema nazionale a pieno titolo chiaramente non è una questione di pochi mesi, come ha già spiegato il governo in precedenza. Si tratta innanzitutto dell’avvio del meccanismo stesso, poi della creazione dell’infrastruttura necessaria, nonché del coordinamento delle operazioni dei partecipanti al mercato con questo sistema, infine, e in lunga prospettiva, della possibilità di lavorare negli altri paesi”, dice l’analista del fondo d’investimento “FINAM” Anton Soroko.

Secondo le sue parole, l’ingresso della Russia in una parte sostanziale del mercato sarà possibile in un arco di 3-5 anni, a patto che il progetto si realizzi senza ritardi. “Nel lungo periodo, la percentuale di mercato controllata dal sistema nazionale di pagamento dovrà superare il 40-50%. Logico è supporre, che in una simile situazione non abbia alcun senso estromettere dal mercato interno i sistemi internazionali”, afferma l’esperto. Secondo la sua opinione, in tal caso si potrebbe creare un vuoto impossibile da colmare in fretta e che porterebbe al calo della dinamica del business nel paese e al restringimento del volume degli affari bancari. Da questo punto di vista, prosegue l’esperto, era chiaro sin dall’inizio che l’uscita di Visa e MasterCard sarebbe stato sfavorevole per tutte le parti.

In alternativa, secondo Jurij Božor, in Russia sarebbe possibile fondare un centro federale operativo di clearing al quale da un lato collegare le banche, mentre dall’altro qualsiasi sistema di pagamento compresi Visa, MasterCard e gli operatori russi. Inoltre, come propone l’esperto, al livello di un tale centro potrebbe essere garantita l’elaborazione di tutte le transazioni interne russe, le autorizzazioni, le compensazioni, i conti. In questo modo l’interruzione di servizio di qualsiasi sistema di pagamento non influirebbe sulle transazioni delle banche russe in Russia.

“La domanda principale è su come i sistemi garantiranno la continuità dei pagamenti e l’assenza dei rischi di cessazione dei servizi delle carte. Come dimostra la pratica, l’attuale configurazione dei rapporti fra i sistemi di pagamento e le banche russe non permette di assicurare la non  interruzione delle operazioni” –afferma l’esperto. Secondo le sue parole, si dovrebbe probabilmente prendere misure che spingano i sistemi di pagamento a non cessare le loro funzioni, nella forma di sanzioni e depositi compresi.

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