Brics, il punto sull'energia

I membri dei paesi Brics (Foto: AFP/East News)

I membri dei paesi Brics (Foto: AFP/East News)

La Russia potrebbe proporre ai Paesi Brics di coordinare la loro politica energetica attraverso la creazione di un’associazione. Secondo gli esperti russi, la questione più controversa potrebbe rivelarsi la proposta di creare una banca congiunta del combustibile

L’agenda del sesto vertice dei Paesi Brics, già ricca di progetti comuni, potrebbe ampliarsi ancor di più a seguito di una nuova iniziativa avanzata da Mosca. Alla riunione dei Presidenti, che si svolgerà nella città brasiliana di Fortaleza il 15 e 16 luglio, la Russia prevede di proporre al resto dei Brics la creazione di un’associazione energetica con una banca del combustibile, e un istituto congiunto di politica energetica. Ad annunciarlo è stato Yury Ushakov, assistente del Presidente russo.

"La Russia intende discutere tutta una serie di argomenti specifici, quali, ad esempio, la possibilità di stabilire un’associazione energetica dei Brics, la cui attività sarà mirata a garantire la sicurezza energetica dei Paesi membri", ha spiegato Ushakov ai giornalisti durante un briefing. Mosca suggerisce, inoltre, di realizzare uno studio completo e un’analisi approfondita delle principali tendenze osservabili sui mercati mondiali degli idrocarburi. "Nell’ambito di questa associazione si prevede di istituire anche una banca del combustibile e un istituto di politica energetica dei Paesi Brics", ha detto l’assistente presidenziale.

Il funzionario non è sceso nei dettagli. Si può supporre che durante il vertice la proposta verrà solo annunciata e se i partner daranno il loro consenso inizierà un lungo processo di approvazione del progetto. Dal momento che tutto ormai viene deciso secondo i criteri della strategia di sviluppo comune, l’approvazione della versione finale della progetto sarà prevista per il vertice del 2015, che si terrà a Ufa, in Russia. Ushakov ha precisato che l'idea di creare tale associazione è il frutto di un’iniziativa congiunta delle autorità governative e del settore del business, già vagliata mediante una discussione preliminare a livello governativo.

Non si sta parlando della creazione di un’alternativa all’Opec o all’unione del gas. L’associazione, se l'idea verrà approvata nel corso del vertice, si occuperà di realizzare ricerche e analisi approfondite delle principali tendenze osservabili sui mercati mondiali. In una certa misura, farà concorrenza all'Agenzia Internazionale dell’Energia, un’organizzazione influente che prepara i suoi materiali relativi al mercato dell'energia, ma rappresenta gli interessi dei Paesi importatori più che di quelli esportatori.

Maxim Pleshkov, analista senior dell'agenzia di rating Rus-Rating ritiene che una simile associazione sia necessaria. "I Brics sono un conglomerato di Paesi in forte e crescente sviluppo. Una politica energetica coordinata contribuirà a garantire uno sviluppo stabile nonché un’efficace sicurezza economica ai Paesi membri. Inoltre, nell’ambito di una politica globale - e i Brics, in virtù della loro geografia e delle dimensioni dei loro Paesi membri, aspirano a un approccio globale - è necessario tenere presente vari aspetti, e tra questi l'energia occupa una posizione di rilievo", ha spiegato l’esperto.

Secondo Pleshkov, il compito dell’associazione energetica sarà quello di elaborare una politica energetica comune per il conglomerato. Tra i Paesi Brics, solo la Russia può considerarsi un produttore importante di petrolio e gas. È vero che anche il Brasile vanta grandi giacimenti, ma se in termini di petrolio il Paese riesce a soddisfare il proprio fabbisogno nazionale, il gas non risulta al contrario sufficiente. Il resto dei membri del conglomerato sono semplici consumatori di idrocarburi. Per questo motivo, secondo l’esperto, la politica energetica dei Brics non può basarsi esclusivamente sugli interessi dei fornitori ma deve essere equilibrata.

Alexander Grishanov, analista finanziario presso Lionstone Investment Services ha ricordato che a partire da gennaio 2015 la Russia otterrà la presidenza dei Brics. L’eserto vede pertanto questa volontà del Paese di promuovere i propri interessi come qualcosa di legittimo, soprattutto dal momento che ciò non è in alcun modo in contrasto con gli interessi degli altri Paesi. "La sicurezza energetica dei Paesi membri sarà garantita mediante la stipula di contratti di fornitura reciprocamente vantaggiosi, nonché mediante azioni congiunte sui mercati esteri", ha osservato Grishanov.

Andrey Solodovnikov, consulente presso Nexia Pacioli Consulting si aspetta che la decisione venga presa già in occasione dell’imminente vertice, nonostante sia possibile che la creazione della banca del combustibile alla fine non si traduca in una delle direzioni chiave dell'attività dell’associazione, dal momento che la discontinuità territoriale dei Paesi Brics complica la realizzazione di una simile idea. "Il fatto che l’associazione si voglia concentrare sulla sicurezza energetica suggerisce che una vasta gamma di questioni relative al settore energetico potrebbero diventare aree potenziali di cooperazione. Esse possono essere, ad esempio, la ricerca e l’analisi delle principali tendenze osservabili sui mercati mondiali degli idrocarburi e delle altre fonti d’energia, lo sviluppo di una politica energetica coerente, il rafforzamento della sicurezza energetica affrontando la questione dell’import/export dell’energia, la diversificazione della fornitura e trasporto dell’energia, il miglioramento del clima degli investimenti mediante l’attrazione di investimenti privati nel settore energetico e così via", ha spiegato l’esperto.

Solodovnikov ha ricordato che a livello Ue, esiste un programma di cooperazione regionale (Inogate) nel settore energetico. "La creazione di un’associazione energetica permetterà ai Paesi Brics di unire e coordinare i loro sforzi nel settore dell'energia, di elaborare soluzioni congiunte e approcci coordinati che permetteranno di affrontare la questione della sicurezza energetica e di garantire l'esportazione/importazione di energia, non solo tra i singoli Paesi membri del conglomerato ma anche con Paesi terzi", ha osservato Solodovnikov.

Tra gli esperti russi intervistati vi sono anche alcuni che rimangono scettici. Mikhail Krutikhin, partner di Rusenergy, ha ricordato, ad esempio, che la Russia aveva già proposto, nel quadro dell’Organizzazione di Shanghai per la cooperazione, di istituire un'associazione, ma alla fine, di fatto, non si era raggiunto nulla, se non una dichiarazione di intenti. "In merito alla banca del combustibile, dubito fortemente che si concluderà qualcosa", ha detto a RBTH.

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