Economia, le previsioni per i prossimi mesi

Foto: Getty Images/Fotobank

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L’agenzia di rating S&P ha studiato la situazione del mercato russo, ipotizzando un rallentamento della crescita del Pil e dei consumi. Il parere di alcuni esperti su ciò che potrebbe accadere fino alla fine del 2014

I pronostici degli analisti occidentali al riguardo della crescita dell’economia russa corrispondono, nel complesso, ai pronostici ufficiali del Ministero dello Sviluppo economico e della Banca centrale russa (rispettivamente 0,5 e 0,4 per cento). Tuttavia, l’analista del gruppo FIBO, Vassily Yakimkin, ritiene che nel corso delle ultime sei settimane siano apparse alcune novità e che esse potrebbero permettere di prevedere ritmi di crescita del Pil russo e dei consumi in modo leggermente diverso. Prima di tutto, Yakimkin si riferisce al contratto di fornitura del gas alla Cina da parte di Gazprom e del versamento a Gazprom da parte di Pechino di un acconto corrispondente a 18 miliardi di euro. “La realizzazione del gasdotto che collegherà la Russia alla Cina necessita di investimenti nelle infrastrutture dell’Estremo Oriente, e ciò dovrebbe portare nuova linfa all’economia di quella regione. Inoltre, gli stabilimenti che producono oleodotti russi sono impegnati a fabbricare i materiali occorrenti per la realizzazione di questo enorme progetto. Tutto ciò avrà un impatto positivo sul settore metallurgico” spiega Vassily Yakimkin, secondo il quale questo mega-progetto potrebbe anche tradursi in un ulteriore 0,3-0,4 per cento di crescita del Pil.

In secondo luogo, l’Ucraina ha impugnato i suoi contratti con la Russia, specificatamente nel settore militare-industriale. Il governo russo quindi è stato costretto a cercare fornitori russi in grado di proporre prodotti equivalenti. “La sostituzione delle importazioni nel settore della Difesa beneficerà di mezzi sostanziosi provenienti dai nostri fondi sovrani. Questi investimenti senza dubbio apporteranno un notevole sostegno all’industria. Il Pil del paese potrebbe guadagnare uno 0,1 per cento supplementare” ha aggiunto Yakimikin. Di conseguenza, tenendo conto di questi due fattori, il Pil del 2014 dovrebbe poter aumentare almeno dello 0,9 per cento. Il Ministero dello Sviluppo economico ha annunciato che a settembre prevede di rivedere al rialzo la sua previsione di crescita del Pil.

I prestiti bancari

Il rallentamento atteso dalla crescita dei redditi della popolazione dovrebbe portare a un rallentamento della concessione di crediti. S&P si aspetta in questo settore un calo del 13-17 per cento. Al confronto, nel 2013 questa cifra era del 19 per cento. “In effetti, il rallentamento economico avrà un impatto sulle dinamiche del settore bancario”, confermano gli analisti del Centro di previsioni economiche di Gazprombank. Inoltre, la politica della Banca centrale russa, che a marzo ha alzato il suo tasso di interesse di 1,5 punti percentuali portandolo fino al 7,5 per cento, farà anch’essa la sua parte. Nei prossimi sei mesi, ciò potrebbe condurre a un rincaro dei prestiti ipotecari: così ritengono gli analisti di Gazprombank.

Tuttavia, gli esperti sottolineano anche che nel contesto internazionale la crescita della concessione dei prestiti bancari in Russia rimane elevata. Oltre a ciò, le banche dispongono di un potenziale nascosto in grado di attirare nuovi clienti. Secondo le diverse stime, nel settore della distribuzione, soltanto una parte relativamente esigua della popolazione ricorre ai crediti: dal 15 al 25 per cento.

“Le banche hanno ancora clienti potenziali per erogare crediti” spiega l’analista del FIBO Group. “Occorre semplicemente creare le condizioni più adatte a rendere interessanti alla popolazione le prospettive di un credito, a cominciare dall’abbassamento dei tassi del credito ai consumi”. Il rimborso dei prestiti dovrebbe anche quest’anno presentare alcune difficoltà, dice S&P. Gli esperti occidentali prevedono una crescita delle perdite creditizie che potrebbe arrivare fino al 3 per cento (rispetto al 2 per cento del 2013). Ciò nonostante, questo fenomeno non dovrebbe provocare seri problemi al settore bancario, dice Yakimkin. Le banche prendono in prestito capitali al 7,5 per cento per prestarli a loro volta a un tasso che spesso è di due o anche tre volte superiore, e può quindi arrivare al 15-20 per cento. Di conseguenza il loro margine operativo si colloca tra il 7,5 e il 12,5 per cento. E quindi, se anche uno solo su dieci di coloro che hanno chiesto prestiti è insolvente e non può rimborsare il prestito ottenuto, la banca non correrà il rischio di un default nei pagamenti.

Le banche russe sul mercato finanziario mondiale

Le banche russo incontreranno maggiori difficoltà a prendere in prestito capitali sul mercato finanziario mondiale a causa della situazione geopolitica tesa e del deteriorarsi della fiducia degli investitori, prevede S&P. “In effetti, negli ultimi trimestri (il periodo di attesa delle sanzioni americane ed europee), la fiducia degli investitori nei confronti del mercato russo è un po’ calata. Ma ciò significa semplicemente che chiederanno un premio più considerevole per la loro partecipazione. Questo è tutto”, dice Yakimkin. Il calo di fiducia nei confronti dei prestatori russi, collegato ai rischi per i capitali stranieri, era soltanto temporaneo: così dicono gli analisti del Centro di previsioni economiche di Gazprombank.

“Nel corso delle ultime settimane, dopo una lunga pausa, le grandi banche russe hanno iniziato a ritornare con cautela sui mercati degli euro-bond, e ciò consente di guardare alla situazione con moderato ottimismo. Certo, gli investitori stranieri al momento sono estremamente più prudenti nei confronti degli attivi russi, ma stiamo constatando che l’interesse globale è in procinto di rinascere” spiega ancora il Centro di previsioni economiche. Inoltre, le banche russe possono negoziare capitali anche a Singapore, in Cina e in altri paesi dell’Asia-Pacifico. “Vi si possono ottenere condizioni favorevoli tanto quanto in Europa” spiega Yakimkin. La cooperazione con le banche cinesi permette di rendere “positivo” il fattore giudicato “negativo” da S&P – il predominio delle grandi banche pubbliche nel settore bancario del paese – “perché le banche cinesi preferiscono lavorare con istituti di credito vicini al governo, in quanto questa è per loro una garanzia supplementare” ha aggiunto l’esperto.

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