La fiducia russa nei Brics

Secondo uno studio, il 40 per cento delle aziende russe parla della Cina come della priorità assoluta, seguita dai mercati di Brasile e India (Foto: Itar Tass)

Secondo uno studio, il 40 per cento delle aziende russe parla della Cina come della priorità assoluta, seguita dai mercati di Brasile e India (Foto: Itar Tass)

Nei prossimi mesi due terzi degli investitori della Federazione punteranno sui nuovi mercati emergenti. Solo una minima parte prenderà in considerazione i paesi sviluppati. Tra le mete più ambite, Cina, India e Brasile

Negli anni a venire la Cina diventerà la meta privilegiata per gli investimenti russi nei mercati esteri: lo riferisce lo studio “Companies’ assurance barometer: a little bit of sun in cold water” (Il barometro aziendale: un po’ di sole nell’acqua fredda) di Ernst & Young. Secondo tale documento, il 40 per cento delle aziende parla della Cina come della priorità assoluta, seguita dai mercati di Brasile e India. I cambiamenti nelle preferenze sono riconducibili a un miglioramento delle relazioni bilaterali tra Russia e Cina, che prevede in tempi stretti di concludere una grande quantità di transazioni di primo piano, assicurano gli autori dello studio.

La settimana scorsa Gazprom ha firmato un accordo storico relativo alle consegne di gas in Cina, e l’uomo d’affari Gennady Timchenko, che ha scoperto di figurare nell’elenco degli individui soggetti a sanzioni da parte degli Stati Uniti, ha comperato un deposito di acqua in Cina e non esclude la possibilità di creare una società per venderlo in loco.

Nel frattempo, Flipkart, il più grande store online indiano, ha già attirato un investimento di 210 milioni di dollari dalla comunità degli investitori, il principale dei quali è il fondo DST Global di proprietà del miliardario russo Yuri Milner. “Questa non è la situazione economica di oggi. I nostri scambi commerciali intrattenuti con la Cina negli ultimi venti anni, senza prendere in considerazione il periodo della crisi, sono andati crescendo del 30-40 per cento ogni anno. Sì, con l’ondata di sanzioni imposte dall’Occidente sembra quasi che la Cina costituisca una valida alternativa, ma più che altro si tratta di un battage del mondo dell’informazione” ha spiegato a Rbth il segretario esecutivo della Camera di commercio russo-cinese Sergey Sanakoev.

Anche gli investimenti in India si spiegano con fattori di mercato. Secondo le informazioni fornite da Macquarie Research, dal 2009 il mercato e-commerce indiano ha fatto registrare una crescita annua del 30 per cento, ed entro l’anno 2015 il giro complessivo delle sue vendite raggiungerà i 18 miliardi di dollari.

 
La scalata dei Brics

L’umore generale

Altro importante risultato dello studio riguarda l’attitudine generale degli investitori russi. Secondo i risultati, il 64 per cento degli intervistati in Russia è ottimista al riguardo delle prospettive dell’economia globale. Mentre il 41 per cento degli intervistati ha notato un’accentuata instabilità politica nel mondo, il 27 per cento degli intervistati parla di un ulteriore rallentamento nei mercati emergenti più determinanti. In ogni caso, il 53 per cento confida nella stabilità del mercato globale a breve termine, mentre il 65 per cento degli intervistati crede che in un prossimo futuro gli utili delle aziende aumenteranno. Per esempio, il 76 per cento degli intervistati crede che le attività creditizie diventeranno più accessibili, e la stessa percentuale prevede che gli utili delle aziende quest’anno supereranno quelle dell’anno scorso.

Utilizzare un approccio pragmatico significa promuovere la fiducia quando si progetta lo sviluppo futuro di un’azienda. Pertanto, se il 60 per cento degli intervistati considera prioritari la riduzione delle spese, l’aumento dell’efficienza operativa, e il mantenimento degli affari all’attuale livello, un altro 36 per cento si aspetta un aumento del giro d’affari in un immediato futuro.

“I risultati di questo studio indicano una graduale ripresa della fiducia nelle prospettive di crescita delle aziende russe in conseguenza del miglioramento sia dell’economia globale sia di quella interna” dice il partner di Ernst & Young, capo dei servizi di consulenza per le transazioni nella Comunità degli Stati Indipendenti Alexei Ivanov. Secondo quest’ultimo, le difficoltà incontrate nel fare affari in Russia, continuate negli scorsi anni, “non solo hanno contribuito all’ottimizzazione delle spese per le aziende, ma hanno anche stimolato la ricerca di nuove modalità per aumentare la rimuneratività”.

Uno degli indici chiave del clima degli investimenti nel paese è considerato il Doing Business Ranking, compilato ogni anno dalla Banca Mondiale. Nel 2014 la Russia è entrata a far parte del novero di tre stati che sono quanto mai impegnati a perseguire il cammino delle riforme. In particolare, la Russia è salita di ben venti posizioni in un solo colpo, e occupa adesso il 92esimo posto della classifica Doing Business 2014. Inoltre, per la prima volta la Russia compare tra i primi cento posti nella classifica di valutazione delle condizioni ideali per i mondo degli affari, avendo superato di fatto tutti e tre gli altri paesi dei BRICS: la Cina figura infatti al 96esimo posto, il Brasile al 116esimo e l’India al 134esimo.

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