La terra dell'oro nero

Il giacimento si trova nella regione di Astrakhan e appartiene alla piccola compagnia AFB (Foto: Shutterstock / Legion Media)

Il giacimento si trova nella regione di Astrakhan e appartiene alla piccola compagnia AFB (Foto: Shutterstock / Legion Media)

Scoperto ad Astrakhan il più grande giacimento degli ultimi vent’anni: potrebbe contenere fino a 300 milioni di tonnellate di petrolio

Potrebbe contenere fino a 300 milioni di tonnellate di petrolio e 90.000 milioni di metri cubi di gas. Risultando così il più grande giacimento scoperto negli ultimi 20 anni. In Russia è venuto alla luce il più grande giacimento di petrolio dell’ultimo periodo. Lo ha annunciato il Ministero dell’Ambiente. Si trova nella regione di Astrakhan, e appartiene alla piccola compagnia AFB. 

L’aiuto della Cina

“Nel giacimento stanno portando avanti alcuni lavori, anche se ormai è ben noto che si tratta di uno dei giacimenti più importanti scoperti negli ultimi tempi”, ha dichiarato il ministro dell’Ambiente, Sergei Donskoj. Secondo il ministro il giacimento, che è stato scoperto dalla piccola compagnia AFB, il cui principale azionista è il co-proprietario dell’aeroporto moscovita di Vnukovo, Vitaly Vantsev, verrà sfruttato a breve. 

La società prevede di associarsi a importati imprese petrolifere, anche se per il momento non sono stati siglati accordi.

Secondo una prima valutazione dell’analista di UFS IC, Ilia Balakirev, il volume stimato è intorno ai 1.500 milioni di dollari. “Se le riserve di Velikovo vengono confermate, di fatto si tratterà del giacimento più importante scoperto negli ultimi 20 anni ed è possibile che queste riserve risultino tra le dieci più importanti del Paese, occupando il sesto o settimo posto”, afferma l’esperto. 

Secondo il direttore del Centro di economia di materie prime dell’Accademia presidenziale di economia nazionale e amministrazione pubblica della Russia, Petr Kaznacheyev, tenendo conto della situazione economica e politica, le banche occidentali non presteranno alle imprese russe tale somma di denaro. Ed è poco probabile che partecipino al progetto come soci. È più probabile che si interessi del progetto l’impresa Rosneft, che può ottenere da una banca statale cinese i finanziamenti necessari per la futura vendita del petrolio. 

Il fattore diffidenza

La notizia della scoperta di un importante giacimento petrolifero nella regione di Astrakhan era stata diffusa circa due anni fa. In quel momento le riserve erano state stimate di 43 milioni di tonnellate di petrolio. Nel 2013 Interfax aveva comunicato che, secondo il capo geologo di AFB, l’impresa stimava che le riserve fossero pari a 140 milioni di tonnellate di petrolio e 40.000 metri cubi di gas. Inoltre si diceva che si trattava di petrolio leggero. Ad oggi la maggior parte del petrolio della regione di Astrakhan è ad alta viscosità, che rende più difficile la successiva lavorazione. 

Uno dei competitors del mercato aveva riferito a Kommersant di essere interessato a uno dei vicini giacimenti, ma di non aver portato a termine l’affare. Nel caso in cui fosse stata confermata la presenza di petrolio leggero nel giacimento, le cose sarebbero cambiate radicalmente. 

Le principali imprese del settore, Rosneft, Lukoil e Fazprom neft non hanno voluto commentare il proprio interesse per il progetto. 

Secondo Karen Dashian diAdvance Capital, a Velikoe è stato perforato solamente un pozzo: un’operazione che non può offrire dati molto precisi in merito alle riserve presenti. È per questo motivo che, secondo lui, gli investitori continuano a considerare il fattore rischio ancora molto elevato. “Affinché le riserve diventino interessanti per il mercato - ha spiegato -, l’impresa dovrebbe aprire due o tre pozzi”.

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