Il design russo che piace a Milano

Le lampade di Vladimir Ivanov (Foto: www.russiandesignpavilion.com)

Le lampade di Vladimir Ivanov (Foto: www.russiandesignpavilion.com)

Colori accesi e materiali particolari, dal silicone alla pasta salata: alla Milano Design Week, diciassette espositori della Federazione hanno presentato le ultime creazioni. Tra sperimentazione e voglia di stupire

Cresce il design russo. A piccoli, ma inesorabili passi. Con un sogno ricorrente: l’internazionalizzazione che passa anche per la partecipazione di una collettiva di designer e brand emergenti della Federazione, alla Milano Design Week 2014. Riuniti nel Russian Design Pavillion, chiamato amichevolmente RDP, ospitato nel distretto Ventura Lambrate all’interno dell’evento Din, i diciassette espositori russi hanno mostrato il loro punto di vista creativo che fa un punto di forza del colore, delle forme e di un certo tipo di concettualità. “Non per nulla siamo il paese di Tolstoj. Ogni oggetto deve avere un proprio senso ed essere utile nella vita quotidiana”, confessano Anastasia Gavrilova e Rafael Gaynullin di A.R.Novate forti, tra gli oggetti esposti, della loro “pegtop”, una tazza rotante il cui contenuto può essere miscelato senza l’aiuto di alcun cucchiaio.

Gli oggetti di design da cucina insieme alle lampade, in realtà, rappresentano una costante tra i designer russi del RDP. “Probabilmente la scelta delle lampade è ricorrente perché in Russia c’è poca luce”, ammettono in coro. Uno dei motivi per i quali la scelta dell’internazionalizzazione è un passaggio obbligato. “Il mercato interno russo del design - sottolineano Anastasia Krylova e Maria Tvardoskaya – è in grande sviluppo ormai da almeno tre anni, ma per il 90% è in mano a designer stranieri con una grande prevalenza di firme italiane. L’obiettivo dei nostri designer, quindi, è farsi apprezzare all’estero oltre che cercare di crescere in Patria”. Per questo il catalogo del RDP sarà distribuito a 350 aziende europee, delle quali 300 sono italiane.

Ma quali sono, oggi, le tendenze del design russo? “Il primo obiettivo è attirare l’attenzione con colori accesi e forme strane che riescano a creare l’effetto sorpresa”, spiega Alex Petunin che ha il suo atelier a San Pietroburgo. I colori accesi accompagnati, però, da una concezione minimalista mutuata dalla scuola scandinava, sono la cifra creativa degli arredi di Woodi, brand di Marina Kasakova. “I miei oggetti sono piccoli e di legno. Per me è più facile e meno impegnativo economicamente sperimentare con creazioni non troppo grandi”. In questa linea concettuale si inseriscono i tavoli puzzle in legno di Anna Kharchenko che possono essere incastrati in diverse forme. Il tema dell’economicità è uno dei quelli più sentiti dai designer del RDP che disegnano e producono in botteghe artigianali sognando di trovare un produttore estero per le loro creazioni.

“Oltre l’attenzione a un fenomeno in crescita e la ricerca di un produttore, un altro obiettivo della partecipazione alla Milano Design Week 2014 è catturare l’interesse della stampa internazionale”, aggiungono le due organizzatrici che hanno già promosso il design russo a Firenze e Londra. I punti di vista cambiano, però, a seconda delle provenienze dei designer in arrivo a Milano da tutta la Federazione. Le lampade e i piccoli oggetti da ufficio di Vladimir Ivanov, per esempio, sono made in Siberia. “Più che altro tengo molto a osservare qual è la reazione dei visitatori internazionali davanti al mio modo di vedere le cose – afferma -. Solo così potrò capire se la mia visione può essere condivisibile con quella di altri”.

Da Machačkala, la capitale del Daghestan, arriva Dmitri Ochakov che dedica tutti i suoi sforzi al “design sociale”: tra le sue creazioni una penna per non vedenti che può essere realizzata in carbonio o kevlar. La scelta dei materiali è un altro dei punti nodali dei designer russi. L’interesse per l’utilizzo di materiali da riciclo o ecologici che è una delle tendenze della Milano Design Week non ha ancora contagiato i creativi della Federazione: il silicone delle lampade di Anna Strupinskaya & Alex Ivashjevich, la pasta salata utilizzata da Sofya Zhukova per i suoi utensili da cucina, la classicità della ceramica e del cristallo degli oggetti da tavola di Mateo, il pvc e il termopoliuretano preferiti da Narrdecor e la fibra di cemento di Ekaterina Vagurina sono quelli più particolari utilizzati.

Interessanti le creazioni di Maria Altukhova, Yuri Veredyuk, Anna Malyakina, Nataliya Vishnyakova & Georgy Morozov, mentre a livello concettuale la curiosità arriva dall’unione di forze tra la product designer Daria Shashorina e la psicologa Oksana Yarskaya, creatrici della linea “Geometry of life” che comprende “dog bed”, una cuccia per cani, e talisman, un tavolino da salotto, che allontanano gli influssi negativi secondo principi tipici del feng shui.

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