Lo sviluppo tra turismo e industria

Il turismo rappresenta un settore con un alto potenziale (Foto: PhotoXPress)

Il turismo rappresenta un settore con un alto potenziale (Foto: PhotoXPress)

La Crimea diventerà una zona economica speciale all’interno della Federazione russa

Regime fiscale agevolato. Investimenti statali. E rafforzamento dei settori chiave. Il primo ministro russo Dmitry Medvedev ha annunciato l'intenzione di creare una zona economica speciale sulla penisola. Lo scopo è trasformare la Crimea da regione beneficiaria a contributrice. Secondo Vadim Tretyakov, presidente della società “Osobye Ekonomicheskiye Zony” (Zone economiche speciali), la Crimea è una regione promettente, anche alla luce della sua posizione geografica. La creazione di una zona economica speciale rappresenta uno strumento efficace per l’attrazione di investimenti diretti. Tale status verrà assegnato a tutta la regione, proprio come è stato fatto a Kaliningrad. Come osserva Tretyakov, è chiaro che la creazione di una zona economica speciale in Crimea seguirà norme speciali e che la penisola stessa diventerà un territorio di tipo misto, che abbraccerà di colpo, al suo interno, diversi cluster di sviluppo.

Una delle opzioni in esame è la creazione, in Crimea, di una zona speciale dedicata al gioco d'azzardo. Secondo quanto dichiarato dal primo ministro della repubblica Sergei Aksenov, il Governo della Crimea sarebbe già alla ricerca di un posto per la costruzione di un casinò. Gli esperti, tuttavia, sono scettici riguardo tale prospettiva. "In Russia non vi è nessuna esperienza positiva relativa alla realizzazione di un progetto simile", ricorda Vladimir Gorchakov, direttore del dipartimento regionale dell’agenzia di rating Expert RA. I settori più promettenti dal punto di vista dello sviluppo di una zona economica speciale e dell’attrazione di investimenti possono essere quelli che risultano già ben avviati all’interno della regione, ovvero il turismo, l’industria e i trasporti.

 
Cinque domande sulla Crimea

Il turismo

“Il settore con maggior potenziale è il turismo”, afferma convinto Vladimir Gorchakov. Stando alle statistiche ufficiali, la regione occupa il secondo posto in Russia per numero di posti alloggio. In altre parole, per un turista non è un problema trovare in Crimea un albergo, una camera o un appartamento. Tuttavia, l'80% delle attività legate a questo settore operano nell’"ombra". Gli esperti ritengono che l'introduzione di incentivi fiscali per questo tipo di attività spingerà fuori dall’ombra gli operatori privati e permetterà di attrarre nella regione anche operatori alberghieri russi e internazionaliSecondo Gorchakov, si potrebbe utilizzare la pratica dell’"imposta imputata", una tassa fissa sul reddito previsto. Inoltre, per incrementare il flusso dei turisti sarà necessario sviluppare le debite infrastrutture di trasporto. Finora i principali turisti erano cittadini provenienti dall’Ucraina. Vladimir Kantorovich, presidente dell'Associazione tour operator della Russia (Ator), stima che la Crimea veniva visitata in media ogni anno da 4 milioni di ucraini e da 2 milioni di russi. La maggior parte di questi turisti arrivava in Crimea per mezzo del treno mentre erano solo 300mila quelli che ricorrevano all’aereo, ha dichiarato l’esperto.

L’industria

Al secondo posto tra i settori con maggiori prospettive di crescita per la Crimea troviamo lo sviluppo delle capacità produttive. “L’industria è oggi uno dei settori principali della penisola, responsabile della generazione del 37% di tutte le entrate in bilancio", sottolinea Gorchakov. Il tessuto industriale è costituito da aziende del settore agro-alimentare e chimico. Il settore più attraente per gli investitori è quello agro-alimentare: cerealicoltura, allevamento, viticoltura, frutticoltura, orticoltura e coltivazione di piante aromatiche come la lavanda, la rosa e la salvia. Gli esperti prevedono che le società agricole provenienti dalle regioni russe più sviluppate a livello agricolo, come Krasnodar e Rostov, potrebbero essere interessate a investire in Crimea. Tuttavia, prima di procedere con lo sviluppo dell'agricoltura sarà necessario risolvere il problema dell’approvvigionamento idrico. Un problema che le autorità russe prevedono di risolvere grazie a un impianto di dissalazione dell'acqua di mare, la costruzione di un condotto dalla regione di Krasnodar e la creazione di un bacino idrico sulla penisola di Taman.

I trasporti

E, infine, al terzo posto in termini di potenziale di sviluppo troviamo il settore dei trasporti e della logistica. Secondo Gorchakov, al momento, il settore dei trasporti rappresenta solo il 10% dell'economia della regione: si tratta essenzialmente dei quattro porti commerciali di Eupatoria, Yalta, Feodosia e Kerch. "In futuro, grandi investitori privati e semi-pubblici russi potrebbero venire coinvolti nel loro sviluppo. Uno stimolo, da questo punto di vista, potrebbe essere la creazione di una zona economica speciale di tipo portuale sul territorio della Repubblica", ha sottolineato il rappresentante di Expert RA. Inizialmente gli investimenti russi saranno statali e diretti alla realizzazione di un complesso militare-industriale: sulla penisola, infatti, verrà probabilmente creata una grande base navale.

Per quanto riguarda il potenziale commerciale, le infrastrutture dei porti della Crimea sono molto più antiche di quelle dei principali porti russi sul Mar Nero. Gli investimenti volti a migliorare tali infrastrutture è probabile che arrivino dalle aziende che verranno attratte dal potenziale della regione, ad esempio grandi operatori logistici come FESCO, il più grande operatore di trasporto intermodale della Russia. Tuttavia, affinché ciò risulti possibile è necessario risolvere prima il problema della domanda. Fino ad ora infatti i porti della Crimea erano stati utilizzati per l'importazione e l'esportazione di merci dalla sola Ucraina, ha ricordato Gorchakov. Come sottolinea Sergei Khestanov, amministratore delegato della società Alor non appena verrà risolto il problema dell’accessibilità dei trasporti, la regione raggiungerà un nuovo livello di sviluppo. Secondo i calcoli di Khestanov, il periodo di transizione verso l'autosufficienza della regione potrebbe concludersi nel giro di tre/cinque anni. Per quanto riguarda gli investitori, sulla scia delle aziende statali arriveranno quelle private, seguite nel lungo termine - una volta risolto il problema dello status della Crimea a livello internazionale - dai capitali stranieri.

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