Le sanzioni e lo shock petrolifero

Le sanzioni a danno della Russia da parte dell’Occidente andrebbero a incidere sui volumi delle forniture, provocando un aumento del prezzo del petrolio sui mercati internazionali (Foto: Shutterstock / Legion-Media)

Le sanzioni a danno della Russia da parte dell’Occidente andrebbero a incidere sui volumi delle forniture, provocando un aumento del prezzo del petrolio sui mercati internazionali (Foto: Shutterstock / Legion-Media)

Nel caso di provvedimenti contro l'industria russa, gli esperti prevedono un aumento medio di tre dollari per barile

Nel 2014 la formazione del prezzo del petrolio sui mercati internazionali dipenderà da una serie di fattori. Se l’Unione Europea dovesse mettere in pratica le sanzioni per colpire l’industria petrolifera russa, quest’ultime andrebbero a incidere sui volumi delle forniture, provocando un aumento del prezzo del petrolio sui mercati internazionali. Tuttavia, è poco probabile che i paesi dell’Unione Europea riescano a trovare un’intesa comune sull’adozione di misure così severeBruxelles e gli Stati Uniti potrebbero al contempo decidere di limitare le forniture di tecnologie sofisticate e complesse destinate al settore petrolifero russo. In una prospettiva a medio termine anche tale fattore potrebbe provocare una diminuzione della produzione di petrolio, una riduzione delle forniture e un aumento dei prezzi sui mercati internazionali.

Se tali fattori complessivamente o uno solo di essi dovessero provocare delle ripercussioni, allora si potrebbe pensare a un’oscillazione del prezzo del petrolio fino a 3 dollari al barile. Una questione importante relativa al prezzo del petrolio nell’anno in corso è quella riguardante l’ingresso dell’Iran nel mercato internazionale, qualora venisse raggiunto un accordo con il Consiglio di Sicurezza dell’Onu sul programma nucleare e si arrivasse a un indebolimento delle sanzioni contro Teheran. Un eventuale aumento del prezzo potrebbe essere anche influenzato da un inasprimento della situazione siriana nel caso di un intervento militare da parte degli Stati Uniti e dei loro alleati.

Quanto all’Iraq, in una prospettiva a medio termine, l’estrazione del petrolio nel paese potrebbe essere incrementata. Tuttavia, appare ancora prematuro parlarne. In prospettiva l’Iraq potrebbe ammodernare le sue infrastrutture petrolifere, aumentando il volume delle vendite di petrolio sul mercato. Appare inoltre necessario che l’Opec confermi le quote di vendite previste per l’Iraq. Il mercato internazionale del petrolio si sta lievemente diversificando. La diminuzione dei volumi di forniture viene compensata dal ricorso ad altre fonti.

Libia e Algeria non hanno esercitato un’influenza diretta sul prezzo del petrolio sul mercato internazionale. In Libia la produzione petrolifera risulta nettamente inferiore alle potenzialità del paese. La situazione politica interna nelle principali aree produttrici continua a essere tesa, perciò gli scarsi volumi di petrolio prodotti non influenzano i prezzi di mercato esistenti.

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