Referendum, il giorno dopo

Nel caso in cui la Crimea venisse annessa alla Russia, i problemi economici riguarderebbero soprattutto la fornitura di energia, acqua e combustibile (Foto: Valery Melnikov / RIA Novosti)

Nel caso in cui la Crimea venisse annessa alla Russia, i problemi economici riguarderebbero soprattutto la fornitura di energia, acqua e combustibile (Foto: Valery Melnikov / RIA Novosti)

All'indomani del voto, con il quale i cittadini della Repubblica autonoma hanno detto “sì” alla Russia, Mosca inizia a conteggiare il volume di investimenti necessario per l’eventuale annessione: il costo del passaggio potrebbe raggiungere i 5 miliardi di dollari l'anno

Non è ancora chiaro, per il momento, se la Crimea verrà alla fine annessa alla Russia. Ma il Governo della Federazione ha già iniziato a conteggiare il volume degli investimenti necessari. Si parla di miliardi di dollari, indispensabili per poter modernizzare le infrastrutture ed equiparare le prestazioni sociali della Crimea agli standard russi. Il 17 marzo la Russia ha già stanziato alla Crimea 15 miliardi di rubli (circa 400 milioni di dollari).

Secondo diversi esperti e fonti governative, il costo totale del passaggio della Crimea alla Russia potrebbe raggiungere dai 3 ai 5 miliardi di dollari l'anno. Questo importo comprenderebbe i pagamenti delle prestazioni sociali, i trasferimenti per compensare il deficit di bilancio della nuova regione e il costo delle infrastrutture, compresa la costruzione di un ponte sullo Stretto di Kerch. Dai rapporti risulta già chiaro che i problemi economici della Crimea, nel caso in cui l’annessione alla Russia dovesse essere ufficializzata, non sarebbero pochi e riguarderebbero soprattutto la fornitura di energia, acqua e combustibile.

La Russia dovrà coprire il deficit di bilancio della Crimea

Qualora la Crimea venisse ufficialmente annessa alla Russia, la prima cosa a cui quest’ultima si troverebbe a dover far fronte sarebbe rattoppare i buchi nel bilancio della penisola. Negli ultimi anni, la penisola è dipesa fortemente “dall’Ucraina continentale”. Secondo Leonid Pilunsky, deputato del Consiglio Supremo della Crimea, la repubblica è indipendente a livello finanziario solo per il 34%. Nel corso del 2014 più della metà delle entrate di bilancio della Crimea sarebbero dovute provenire da sovvenzioni stanziate da Kiev (325 milioni di dollari dei 580 milioni di dollari di entrate totali del bilancio della Crimea). Nei primi due mesi dell’anno Kiev ha stanziato alla penisola il 21% dell'importo. Qualora la Crimea diventasse un soggetto della Federazione Russa, i trasferimenti provenienti dall’Ucraina verrebbero interrotti.

Oltre a ciò, va sottolineato che gli importi delle prestazioni sociali in Ucraina non corrispondono agli standard russi. Gli importi delle pensioni e dei trasferimenti sociali in Russia sono il doppio di quelli della Crimea.

Nel caso di una rottura delle relazioni della Crimea con l'Ucrainag, la Russia dovrebbe innalzare gli importi delle pensioni e del resto delle prestazioni sociali in modo che essi corrispondano agli standard russi, ha riconosciuto il Ministro dello Sviluppo economico Alexei Ulyukaev.

Secondo Ekaterina Obukhovskaya, esperta del progetto ucraino “Obshchestvennaya duma”, in Crimea, nel settore pubblico, lavorano circa 200mila persone, e secondo l'agenzia di statistiche ucraina, nel febbraio di quest'anno, il loro stipendio medio si aggirava sui 12.500 rubli (circa 340 dollari). In Russia, tale importo è quasi di due volte superiore, e raggiunge i 30mila rubli (800 dollari). Per innalzare i salari al livello russo, sarebbero necessari 3,5 miliardi di rubli al mese, o 42 miliardi di rubli l'anno (1,4 miliardi di dollari).

La questione ucraina
e lo spettro delle sanzioni

Il problema delle infrastrutture

Oltre alle prestazioni sociali, anche le infrastrutture richiederebbero ingenti investimenti da parte della Russia. Qualora l'Ucraina dovesse interrompere la fornitura di energia elettrica alla Crimea, risulterebbe necessario costruire nuove linee di trasmissione dell'energia elettrica attraverso lo Stretto di Kerch, avverte Aleksandr Khurudzhi, presidente dell’ente non commerciale “Territorialnye setevye organizatsiy”. L'opzione più veloce sarebbe costruirle lungo il fondale dello Stretto di Kerch. Secondo gli esperti, per la messa in funzione dei nuovi impianti energetici sarebbero necessari circa 18 miliardi di rubli (circa 490 milioni di dollari). Il ministro dell'Energia della Federazione Russa si è rifiutato di esprimere commenti al riguardo.

Oltre alle spese urgenti per la costruzione di infrastrutture potrebbe risultare necessario anche lo stanziamento di ulteriori fondi per finanziare nuovi progetti di investimento su larga scala che dovrebbero trasformare completamente il volto della penisola.

La rappresentanza commerciale della Russia in Ucraina ha già presentato una lista di progetti nei quali potrebbero investire gli imprenditori russi. Gli investimenti necessari si stimano in 5 miliardi di dollari. I progetti più costosi elencati nella lista sono quelli infrastrutturali: in particolare, la ricostruzione dell’autostrada Cherson-Dzhankoy-Feodosia-Kerch per il costo totale di 1,4 miliardi di dollari e i progetti legati ai porti marittimi di Eupatoria, Feodosia, Kerch e Yalta, per il costo totale di quasi 1,8 miliardi di dollari. La lista comprende, inoltre, progetti di investimento per la costruzione di centri ricreativi e turistici, strutture in campo agricolo e legate agli aeroporti di Kerch e Sebastopoli. Infine, si stima in almeno 1,2 miliardi di dollari il totale di investimenti necessari per la costruzione di un ponte attraverso lo Stretto di Kerch.

"Con questi soldi si possono costruire diversi alberghi e altre infrastrutture turistiche che ammortizzerebbero rapidamente la spesa iniziale”, spiega Dmitry Lukashov. Gli investimenti superiori ai 5 miliardi di dollari costituirebbero uno stimolo per la crescita economica, dato che il volume attuale dell'economia della Crimea è pari solo a 10 miliardi di dollari, secondo le stime dell'analista di AForex, Narek Avakyan.

Il regime fiscale

Per ridurre gli oneri sul bilancio russo, a seguito della possibile annessione della Crimea, la penisola potrebbe ottenere uno status fiscale speciale simile a quello che vigeva tra il 1994 e il 2007 nell'ambito dell'accordo sulla delimitazione delle competenze tra il Tatarstan e il Centro federale, spiega un funzionario federale. Ad esempio, secondo l’accordo del 1999, il Tatarstan trattenne per sé il 50% dell’Iva raccolta, invece del 15% standard, le imposte indirette sull’alcol, il petrolio e le automobili leggere allo scopo di finanziare una serie di programmi, spiega Rustam Vakhitov, presidente dell’agenzia Baker Tilly Tax Services. L’Agenzia federale fiscale russa si è rifiutata di commentare la possibile applicazione di tale regime in Crimea.

Il passaggio alle norme russe di riscossione delle imposte e a un sistema unico di relazioni monetarie potrebbe tardare dai 9 ai 12 mesi, afferma Vladimir Redkin dell’agenzia internazionale di rating Fitch Ratings.

L’articolo è stato redatto sulla base di materiali tratti da RBC Daily e Vzglyad

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta