La rivoluzione energetica

Secondo gli esperti, entro il 2035 la Russia dovrebbe produrre 800mila barili di shale gas al giorno (Foto: AP)

Secondo gli esperti, entro il 2035 la Russia dovrebbe produrre 800mila barili di shale gas al giorno (Foto: AP)

I petrolieri puntano sullo Shale Gas. E secondo le previsioni di British Petroleum la Russia dovrebbe diventare il paese leader nel settore dell’estrazione di "gas non convenzionali"

Si parte da una certa confusione di termini. Tra la Russia e gli Stati Uniti. E che riguarda il cosiddetto shale gas, come viene chiamato negli Usa. La nuova fonte d'energia serrebbe estratta dai giacimenti di scisto e dovrebbe corrispondere a quello che in epoca sovietica veniva definito “gas non convenzionale”. Questo concetto, più ampio, include non solo l’olio di scisto, ma anche altre tipologie di gas, come per esempio l’olio d’argillite o il gas naturale estratto nei giacimenti del bacino Bazhenov. Le tecniche di estrazione dell’olio di scisto e degli altri gas “non convenzionali” sono praticamente le stesse.

I giacimenti. La Russia ha avviato una riforma fiscale per creare condizioni favorevoli all’adozione delle nuove tecnologie necessarie all’estrazione di questo gas. Così, dalla fine dell’anno scorso la tassa di estrazione di minerali (Met) è stata eliminata per 10-15 anni relativamente a quattro giacimenti di “gas non convenzionali”: Bazhenov, Abalaksk, Khadumsk e Domanik. Secondo le stime del Ministero dell’Energia, grazie alle misure che verranno adottate per sviluppare i sistemi di raffinazione dei gas “non convenzionali” da qui al 2032 lo Stato potrà incassare circa 60 miliardi di dollari in più (pari a 2 trilioni di rubli) di imposte con un’estrazione supplementare di 326 milioni di tonnellate di petrolio, è quanto dichiarato dal ministro Aleksandr Novak, nel corso di un’intervista rilasciata al quotidiano RBCdaily.ru alla fine dello scorso anno.

Le stime degli analisti. La compagnia petrolifera British Petroleum prevede che tra 20 anni la Russia si aggiudicherà il secondo posto nel mondo per il volume di “gas non convenzionali” estratti. A detta degli esperti, entro il 2035 la Russia dovrebbe produrre 800mila barili di shale gas al giornoLe più importanti società petrolifere russe confermano le previsioni degli esperti di British Petroleum, rilevando che la produzione di “gas non convenzionali” rappresenta per loro una priorità. Un rappresentante di Rosneft ha ricordato che le riserve di olio di scisto in possesso della società sono stimate in circa 1,4 miliardi di tonnellate. In un prossimo futuro Rosneft prevede un incremento nell’estrazione di “gas non convenzionali” dell’ordine di 10-15 milioni di tonnellate al giorno, anche in vista dell’adozione di nuove tecnologie.

La conversione: dal petrolio al gas. Lukoil continua a condurre progetti pilota nei giacimenti del bacino Bazhenov a Khanty Masynsk ed è sicura di sviluppare la tecnologie adeguate per industrializzare le tecniche di estrazione dello shale gas, ha dichiarato un rappresentante della società. Gazprom Neft si è astenuta, invece, da qualunque commento. Il collaboratore di una società petrolifera ha affermato che la produzione di shale gas costituisce una necessità per l’intero settore. Le tradizionali riserve di petrolio si stanno esaurendo e i petrolieri sono costretti a cercare nuove fonti di estrazione di idrocarburi. In una prospettiva a lungo termine una via d’uscita da questa situazione sempre più complessa potrebbe essere rappresentata per le società statali che hanno accesso alla piattaforma, dall’estrazione nell’Artico, ma questa soluzione potrebbe comportare molti decenni. Mentre, in una prospettiva a medio termine, solo la produzione di “gas non convenziali” potrebbe far fronte a una caduta del volume delle estrazioni, afferma l’esperto.

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