Una nuova fase, tra Brics e Wto

Il viceministro dello Sviluppo Economico, Alexei Likhachev (Foto: Itar Tass)

Il viceministro dello Sviluppo Economico, Alexei Likhachev (Foto: Itar Tass)

Quali impegni economici aspettano la Federazione nei prossimi mesi? La nostra intervista al viceministro dello Sviluppo Economico, Alexei Likhachev

Tendenze. Linee di sviluppo. Impegni concreti. L'anno che si è appena concluso è stato il primo in cui la Russia ha partecipato a pieno titolo all'Organizzazione Mondiale del Commercio. Il viceministro dello Sviluppo Economico, Alexei Likhachev, ha illustrato a Rosbalt come ciò ha influenzato il commercio estero del Paese e come cambieranno le relazioni con i Brics. 

Alla vigilia dell'ingresso della Russia nel WTO sono state fatte fosche previsioni circa le conseguenze di questo passo. Qual è il bilancio effettivo del primo anno di partecipazione della Russia al WTO?

Il principale criterio di valutazione dei risultati del primo anno è sempre la presenza o l'assenza di conseguenze negative. Riteniamo che non si sia verificata alcuna conseguenza negativa in questo primo anno. La Russia sta rispettando i propri impegni, sta lavorando seriamente per modificare alcune forme di sostegno. Quest'anno comincerà a concretizzarsi un altro importante aspetto: la promozione dei nostri interessi, alla quale sarebbe stato difficile dedicarsi fin dal principio. Stiamo svolgendo una serie di consultazioni volte ad ampliare l'accesso dei nostri produttori ai mercati di determinati Paesi. Questa per noi è una realtà completamente nuova, nella quale stiamo assumendo un ruolo attivo.

Quali cambiamenti sono stati adottati nel processo di adeguamento della nostra economia alle regole del WTO?

La Russia ha un piano di adeguamento alle condizioni del WTO, ed è un piano che riguarda tutti i settori dell'economia. È già stata prolungata la validità del tasso zero sugli utili delle imprese agricole, e sono state concesse delle agevolazioni per il pagamento dell'Iva ad alcune categorie di importatori di prodotti agroalimentari, in particolare dei prodotti d'eccellenza. Inoltre, sono state concesse ulteriori garanzie ai produttori di automobili, nell'ambito di un programma di aiuti finanziari ai progetti delle imprese russe del settore automobilistico.

Qual è stato nel complesso lo sviluppo del commercio in Russia nel 2013?

Per la prima volta si può affermare con certezza che il volume annuale degli scambi di merci e servizi della Russia con l'estero ha superato il miliardo di dollari. Inoltre, si è evidenziata una tendenza assai interessante: calano le esportazioni di materie prime e aumentano quelle di prodotti tecnologici. Ad esempio, l'export dei macchinari industriali nei primi 10 mesi del 2013 è cresciuto di oltre il 4 per cento; quello dei prodotti ad alta tecnologia è aumentato del 14 per cento, e quello dei prodotti dell'industria innovativa del 4,2 per cento. Contemporaneamente si è avuto un forte incremento del commercio dei servizi: secondo i dati della Banca Centrale della Russia, nel corso del primo semestre del 2013 la crescita in questo settore è stata del 18 per cento.

Nel primo semestre dello scorso anno è stata registrata una diminuzione dei volumi degli scambi commerciali della Russia con i Paesi Brics. Si è riusciti ad arginare questa tendenza nella seconda metà dell'anno?

Secondo i dati del 2013, il volume del commercio con i Paesi membri del Brics è diminuito o è rimasto allo stesso livello dell'anno precedente. Sono cresciute le importazioni praticamente da tutti questi Paesi verso la Russia e sono leggermente diminuite le nostre esportazioni. La Russia sta dimostrando ai Paesi del gruppo a cui essa stessa appartiene di non volere alzare barriere per impedire l'accesso al suo mercato; pertanto, stanno aumentando le importazioni dall'India, dalla Cina e dal Brasile. Le nostre esportazioni invece sono in calo, principalmente a causa della congiuntura economica. È però evidente che durante il prossimo summit del Brics e l'incontro tra i ministri dell'Economia che si terrà a margine del summit dovranno essere discusse e approvate delle misure per incrementare i volumi dei reciproci scambi commerciali. Si tratta dunque di una sfida alla quale dovranno rispondere i nostri ministri del Commercio estero.

A che punto è il progetto per elaborare un programma di sviluppo strategico del Brics?

 Si tratterà di un programma di cooperazione economica. Lo abbiamo già elaborato: all'inizio di dicembre lo abbiamo presentato alla Repubblica del Sud Africa, e lo abbiamo discusso in separata sede con i partner brasiliani. Il Brasile sarà il presidente di turno del Brics l'anno prossimo, e noi siamo fiduciosi che nel prossimo summit la strategia verrà, se non ufficialmente approvata, almeno definitivamente concordata.  

Quali sono i punti fondamentali di questo programma?

 Il programma concerne la ricerca di strumenti per intensificare gli scambi commerciali, con un'attività di sostegno ai progetti dei partner. In quest'ambito consideriamo prioritari i nostri progetti nell'Estremo Oriente. I rappresentanti della Repubblica del Sud Africa, naturalmente, puntano a risollevare la propria economia e quelle dei Paesi vicini; i brasiliani sono maggiormente orientati a realizzare nuove produzioni nel proprio Paese. Nell'attività progettuale si deve tenere conto dei reciproci interessi. È previsto anche l'abbattimento delle barriere: tutti i Paesi del Brics elevano barriere nel loro commercio con l'estero. Noi riteniamo che negli scambi commerciali reciproci queste barriere debbano essere ridimensionate.

Non molto tempo fa si è parlato della necessità per la Russia di rivolgersi verso l'Asia. Che cosa si sta facendo in questo senso?

 È un processo già in corso. I contatti con l'Asia si sono intensificati. Lo si vede sia dalle visite ufficiali dei nostri leader politici, sia dal maggior numero di delegazioni di imprenditori. Inoltre, solo per citare un esempio, sono ormai in fase avanzata le trattative per creare un'area di libero scambio tra la Russia e il Vietnam; stiamo prendendo in considerazione questo Paese non solo come partner commerciale, ma anche come piattaforma per l'ingresso della Russia in quell'area geografica. In territorio vietnamita sono in corso di realizzazione ben quindici progetti di società russe; in particolare, è stato stipulato un contratto del valore di 1,2 miliardi di dollari per la realizzazione di una centrale termoelettrica in Vietnam. Stanno aumentando gli scambi commerciali con il Giappone. Con la Cina, la Russia ha contatti molto stretti. Prima d'ora non avevamo mai avuto con la Cina relazioni così intense e con un così spiccato interesse reciproco. Oltre che con i protagonisti di quest'area geografica, cerchiamo di sviluppare le nostre relazioni anche con i Paesi più piccoli, come Cambogia, Laos, Myanmar.

Oltre al Vietnam, anche l'India ha espresso il suo interesse per l'allargamento della cooperazione con l'Unione Doganale. Sono stati fatti dei passi avanti in questa direzione?

 L'India si è detta interessata a stipulare con l'Unione Doganale un accordo di cooperazione strategica in diversi ambiti: condizioni agevolate per gli scambi di merci, avvicinamento reciproco nel settore del commercio dei servizi, interazione negli investimenti. La Russia ha approvato il progetto, e attualmente nell'ambito dell'Unione Doganale con il Kazakistan e la Bielorussia stiamo elaborando una risposta positiva.  

Il testo integrale dell'intervista è qui

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