La via tecnologica allo sviluppo

L'avvocato Raffaele Caldarone (Foto: archivio personale)

L'avvocato Raffaele Caldarone (Foto: archivio personale)

Globalizzazione e hi-tech. Un buon uso dell'innovazione come modo per uscire dalla crisi economica

In tempi di crisi per le nostre imprese, l’internazionalizzazione è la chiave di volta per sopravvivere alla difficile congiuntura economica e superare il problema conseguente al calo della domanda interna. Uno dei Paesi maggiormente attrattivi per l’industria italiana è la Russia, che negli ultimi mesi ha fatto registrare curve interessanti di crescita per l’export dei nostri prodotti.

La sfida della competitività

Merito della rafforzata domanda interna di beni e servizi, della nuova disponibilità economica della middle class del Paese e dell’incremento di disponibilità di manodopera qualificata. Secondo una recente indagine stilata da E&Y, la Russia risulta essere, secondo gli investitori, il sesto Paese al mondo per Fdi (Foreign direct investment). Nonostante la corruzione e le barriere burocratiche, gli sforzi del governo per aumentare il tasso di modernizzazione del Paese e una maggiore trasparenza hanno iniziato a produrre buoni risultati. La Federazione ha iniziato a dimostrare concretamente il potenziale che il suo mercato rappresenta nell’ambito dei vari ranking centrati sulle attività imprenditoriali, elemento questo che, insieme alla recente adesione al Wto, dovrebbe favorire ulteriormente l’incremento del numero degli investimenti.

Per quanto concerne i settori maggiormente interessanti sui quali puntare in Russia, i principali investimenti a livello mondiale hanno riguardato principalmente i settori dell’energia, delle telecomunicazioni, dei media e della tecnologia. Basti pensare che la Federazione è oggi il secondo mercato in Europa per la creazione di posti di lavoro derivanti da Fdi. Le tipologie di investimenti stranieri con maggiore aspettativa di crescita concernono, invece, i settori farmaceutico, sanitario e agroalimentare.

Per quanto riguarda invece le esportazioni italiane in Russia, si parla di circa il 3,7% del totale, pari a 10 miliardi di euro, il 50% in più di quanto esportato in Cina. Numerose forme di collegamento sono nate e sono andate rafforzandosi negli ultimi anni: fattori interni di crescita e liberalizzazione del mercato e fattori esterni di sofferenza delle economie più mature ci dicono che il prossimo futuro non potrà che vedere un aumento dei nostri rapporti commerciali da e per la Russia.

L'articolo è stato pubblicato sulla versione cartacea di Russia Oggi del 19 dicembre 2013

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