La strategia non nucleare dell’arsenale russo

Nel 2014 le Forze armate russe riceveranno più di 40 moderni missili balistici intercontinentali (Foto: Itar Tass)

Nel 2014 le Forze armate russe riceveranno più di 40 moderni missili balistici intercontinentali (Foto: Itar Tass)

Armi convenzionali ad alta precisione per migliorare gli obiettivi strategici della Russia. Putin: "Il Paese deve essere il più coperto e protetto possibile"

La modernizzazione del potenziale nucleare strategico della Russia rimane una priorità per lo sviluppo delle Forze armate russe. Tuttavia, le recenti dichiarazioni della leadership militare e politica del Paese dimostrano che, accanto alla strategia nucleare, è necessario prendere in considerazione anche il fattore delle armi convenzionali ad alta precisione quale mezzo per raggiungere obiettivi strategici.

“Nel 2014 le Forze armate russe riceveranno più di 40 moderni missili balistici intercontinentali. Entreranno in servizio i sottomarini nucleari Alexander Nevsky e Vladimir Monomakh, e anche la flotta orbitale verrà completata con sei nuovi satelliti”, ha dichiarato il Presidente Vladimir Putin nel corso di una riunione allargata del collegio del Ministero della Difesa russo.

Per quanto riguarda le truppe di difesa aerospaziale, Putin ha detto che l’obiettivo è potenziare il sistema di allarme missilistico in modo tale che il Paese risulti il più coperto e protetto possibile. “Gli specialisti sanno perfettamente quali sono i problemi che affliggono questo settore. Li abbiamo discussi di recente nel corso di una riunione. Tutto è risolvibile e verrà risolto”, ha assicurato il Presidente.

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Il numero impressionante di nuovi missili balistici intercontinentali, il consolidamento delle forze nucleari navali e aeree e l'accento sul miglioramento del sistema di allarme missilistico dimostrano come la dottrina militare russa continui a considerare le armi nucleari una risorsa indispensabile in vista di un possibile conflitto militare su vasta scala.

Il collegio del Ministero della Difesa, menzionato in precedenza, non è stato l'unico forum di discussione in cui il comandante supremo delle Forze armate è intervenuto, in chiusura dell’anno, per parlare della priorità della forze nucleari di deterrenza. Tra fine novembre e inizio dicembre, si è svolta anche una serie di incontri tra la leadership delle Forze armate e i rappresentanti dell’Industria della Difesa russa (Opk). Questi incontri possono essere considerati un pacchetto programmatico di misure per affrontare le sfide del settore della difesa nel prossimo futuro.

Tra le varie questioni pluridimensionali dibattute durante questi incontri, un tema di discussione è emerso come prioritario. Si è parlato perlopiù di modernizzazione delle forze di deterrenza nucleare, mentre non si è parlato quasi mai di riequipaggiamento delle forze convenzionali.

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Parlando delle forze missilistiche strategiche, Vladimir Putin ha rimarcato la decisione di costruire in Russia non solo missili pesanti a propellente solido, ma anche missili pesanti a propellente liquido. Ciò permetterebbe di sostituire sistemi d’armamento ormai obsoleti che vengono utilizzati ormai da più di 20 anni.

"Dovranno essere non solo potenti, ma anche moderni, ovvero in grado di superare qualsiasi sistema di difesa missilistica, tanto oggi quanto nel futuro”, ha precisato il Presidente.

Nel corso dell’ultima riunione, tuttavia, la discussione si è incentrata anche su un altro aspetto di questa problematica. “In effetti, le armi ad alta precisione costituiscono, oggigiorno, una valida alternativa alle armi nucleari. Le prime non sono affatto inferiori alle seconde, per tutta una serie di parametri”, ha detto Putin ai comandanti militari e ai rappresentanti dell’Industria della Difesa.

A quanto pare, Putin ha analizzato a fondo i dati degli esperti americani, presentati qualche mese fa dal presidente della Commissione militare-industriale, Dmitrj Rogozin, secondo cui l’arsenale di armi ad alta precisione degli Stati Uniti sarebbe in grado di distruggere, in poche ore, l’80-90 per cento del potenziale nucleare strategico della Russia. E per questo motivo ha ordinato di intensificare gli sforzi in questa direzione. A sua volta, il direttore generale della corporazione “Takticheskoe raketnoe vooruzhenie” (Armi missilistiche tattiche), Boris Obnosov, ha riferito che rispetto all’anno scorso, nel Paese, la produzione di armi ad alta precisione è raddoppiata; mentre nel 2014 aumenterà di 3,5 volte.

Si è annunciato inoltre che verranno presto completate anche le opere di costruzione del sistema di difesa antimissile di quinta generazione S-500, che rafforzerà la difesa aerospaziale russa. I primi test integrali avranno inizio nel 2014.

In questo modo la Russia, da un lato, accelera il riequipaggiamento delle sue forze nucleari con gli ultimi e più sofisticati mezzi di trasporto di testate nucleari e, dall’altro, incrementa il proprio arsenale di armi di precisione e rafforza le truppe di difesa aerospaziale.

Con questo approccio alla strategia difensiva, tuttavia, bisogna tenere conto anche di un altro aspetto, ovvero delle difficoltà che sorgeranno nel processo di negoziazione per la riduzione delle armi strategiche. Sarà necessario non solo sviluppare un accordo sul sistema di difesa antimissile, ma prendere in considerazione anche i nuovi sistemi offensivi a lungo raggio non nucleari. Dopotutto per infliggere un attacco in grado di distruggere il potenziale nucleare del nemico è necessario dispiegare come minimo diverse centinaia di unità di armi di precisione. Mentre la loro inclusione nei tetti dell’accordo Start ridurrà significativamente il loro numero. Raggiungere pertanto un accordo per quanto riguarda le moderne armi ad alta precisione - come gli attuali missili da crociera e i promettenti velivoli ipersonici - sarà molto più difficile. Ma non impossibile.

Vi è già un precedente nel nuovo accordo Start del 2010, dove i missili balistici strategici vengono limitati dai tetti previsti dall’accordo, indipendentemente dalla classe delle loro testate, siano esse nucleari o convenzionali.

Nel frattempo la minaccia di questo tipo di armi non fa che incoraggiare Mosca a reagire in maniera negativa alle proposte degli Stati Uniti di continuare a ridurre le armi nucleari strategiche a seguito del nuovo trattato Start e di limitare le armi nucleari tattiche.

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