Il brand Italia nel cuore dei russi

La sola Mosca genera spese pari a tutta la Polonia (Foto: Getty Images/Fotobank)

La sola Mosca genera spese pari a tutta la Polonia (Foto: Getty Images/Fotobank)

Il commercio al dettaglio è in continuo aumento nella Federazione. Dai nuovi centri commerciali alla propensione all'acquisto dei cittadini. Ecco le strategie delle imprese della penisola

Un mercato in forte crescita, che rappresenta un’occasione imperdibile per le aziende italiane. È il settore del commercio al dettaglio in Russia: secondo i dati emersi dal convegno Business Retail in Russia, organizzato da Confimprese a Milano lo scorso 29 novembre, nei prossimi due anni la Federazione sarà il primo Paese in Europa per aumento delle vendite, con una crescita del 5,1%, contro il +5% della Turchia, il +2,8% della Svezia e il +2,2% della Romania.

La Russia è anche prima nella classifica europea dei nuovi centri commerciali: sul suo territorio sorgerà il 29% dei progetti avviati nel Vecchio continente. Solo nei primi sei mesi del 2013 sul territorio russo sono stati costruiti 450mila metri quadri di nuovi spazi commerciali, e altri 56 centri sono in costruzione. Nella sola Mosca gli shopping center sono oltre un centinaio, ma anche altre città come San Pietroburgo, Novosibirsk, Ekaterinburg e Sochi possono vantare negozi al livello di quelli delle grandi città europee.

Numeri che danno la misura di quanto il mercato russo possa essere importante per le aziende italiane. "Data la crisi del mercato interno, l’estero rappresenta una valida alternativa per le nostre imprese – ha spiegato Francesco Montuolo, vicepresidente esecutivo di Confimprese -. E la Russia rappresenta una grande opportunità per i retailer italiani: è il primo Paese europeo per popolazione, con 142 milioni di abitanti, e il primo tra i Brics per Pil pro capite, con 17mila dollari all’anno". L’Italia, ha ricordato Montuolo, "è il quarto partner commerciale della Russia: nel 2013 l’interscambio tra i due Paesi potrà superare i 50 miliardi di euro. Ma entrare nel mercato russo non è semplice: bisogna conoscere bene il contesto in cui ci si muove, e considerare rischi e opportunità".

Sulla stessa linea Matteo Masini, dell’Ice: "Il gradino d’ingresso nel mercato russo è molto alto. La Russia è entrata nel Wto, ha creato uno spazio economico comune, ma presenta ancora difficoltà di accesso". Tra gli ostacoli principali per chi vuole fare business in Russia ci sono la burocrazia, le difficoltà logistiche e quelle che si incontrano nella ricerca di partner affidabili, e la distanza culturale, “Mosca è più lontana delle tre ore di volo che la separano dall’Italia”.

Tuttavia, come ha sottolineato Marcello Deledda, responsabile dello Sviluppo Internazionale della società di consulenza specializzata Larry Smith, "chi fa retail internazionale non può prescindere dalla Russia. Nel Paese ci sono tredici città con più di un milione di abitanti e 23 tra 500mila e un milione. La Federazione è un mercato retail più che doppio rispetto all’Italia: la sola Mosca genera spese pari a tutta la Polonia e a metà della Spagna". I consumatori russi amano comprare: "I russi hanno una fortissima propensione al consumo, anche perché difficilmente hanno debiti di altro tipo, e adorano frequentare i centri commerciali, considerati veri luoghi di aggregazione".

In più, i prodotti italiani hanno sempre un posto speciale nel cuore dei russi: "Il brand Italia ha un fortissimo appeal sul consumatore russo, che ama il cibo, la musica e la moda made in Italy", ha spiegato il manager. Attualmente le aziende italiane in Russia sono circa 350 tra distributori e industria produttiva; i settori in cui ci sono le maggiori possibilità di penetrazione per le nostre imprese sono appunto alimentare, arredamento e abbigliamento".

Hanno già scommesso sulla Russia aziende di successo come Natuzzi: il brand dei divani, ha spiegato Diego Babbo, Worldwide Retail director, è presente nella Federazione dal 1980. "Il fatturato realizzato in Russia è cresciuto del 212% in quattro anni, e nei prossimi due stimiamo un aumento del 70%. Eravamo partiti da Mosca e ora siamo presenti in nove città con 17 punti vendita". Anche la toscana Miniconf, specializzata in abbigliamento per bambini, è presente in Russia dal 2002 con i marchi Sarabanda e iDo. "Per il futuro – ha raccontato il presidente, Giovanni Basagni - vogliamo rafforzare la presenza nelle città principali e coprire quelle non ancora presidiate: a dicembre apriremo un nuovo negozio Sarabanda a Tyumen".

Una spinta ulteriore potrà arrivare dai 28 accordi commerciali firmati lo scorso 26 novembre a Trieste dal presidente russo Vladimir Putin e dal premier italiano Enrico Letta. "Questi accordi - ha commentato Montuolo - fanno ben sperare in unaconvenzione tra le dogane, che garantirà una sorta di corridoio verde e abbatterà gli attuali limiti imposti dai dazi doganali, spina nel fianco delle imprese italiane che intendono sbarcare in Russia. Il protocollo operativo approvato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e l’Amministrazione Doganale Russa faciliterà le operazioni in dogana e preverrà eventuali frodi. Questo potrebbe garantire un migliore accesso al mercato russo, soprattutto per le piccole e medie imprese".

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