Se il petrolio ostacola la crescita

Secondo Alexei Kudrin, ministro russo delle Finanze dal 2000 al 2012, il modello economico russo, basato in gran parte sui proventi derivanti dal petrolio, dovrebbe essere rivisto (Fonte: Getty Images\Photobank)

Secondo Alexei Kudrin, ministro russo delle Finanze dal 2000 al 2012, il modello economico russo, basato in gran parte sui proventi derivanti dal petrolio, dovrebbe essere rivisto (Fonte: Getty Images\Photobank)

L’attuale strategia economica si basa su un aumento del prezzo del greggio compreso tra i venti e i trenta dollari l’anno. Ad affermarlo è l’ex ministro delle Finanze Alexei Kudrin. E sino a quando il governo russo non attuerà delle modifiche non ci si potrà aspettare alcun cambiamento

Superare il dogma petrolifero. Alexei Kudrin, ministro russo delle Finanze dal 2000 al 2012, tende ad attribuire gli attuali problemi dell’economia nazionale al modello economico che il Paese predilige, e che è basato in gran parte sui proventi derivanti dal petrolio. “Affinché l’obsoleto modello dell’economia russa possa funzionare, i prezzi del petrolio dovrebbero aumentare tra i venti e i trenta dollari l’anno”, ha dichiarato Kudrin al quotidiano Moskovskij Komsomolets. Il bilancio statale si baserebbe troppo sui proventi del petrolio, ma Kudrin ritiene che numerosi altri problemi concorrano ad esacerbare la situazione. “La crescita economica a cui abbiamo assistito nel primo decennio del 2000 si basava anche sulla crescita nella domanda di materie prime da parte del mercato interno russo - motivata solo in parte da un incremento nella produzione di greggio. Il motivo principale era infatti da attribuire all’aumento del prezzo del petrolio. Questo però ha smesso di aumentare, così come la domanda del mercato interno; di conseguenza, anche l’incremento della produzione si è fermato, e il nostro modello economico ha smesso di funzionare”.

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Puntare sulla crescita. Kudrin aggiunge che questo tipo di crescita economica non stimola la produttività, elimina qualsiasi incentivo all’introduzione di nuove tecnologie e al miglioramento della qualità del prodotto. “È possibile vendere prodotti superati sotto il profilo della qualità e della tecnologia, no? Per qualche tempo si può dunque avere l’impressione che tutto fili liscio. La crescita economica è pari al sette percento: cos’altro si può desiderare? Poi però si inizia a capire. a un certo punto questa crescita, basata su un modello obsoleto, si arresta, e all’improvviso ci si rende conto che sta iniziando un periodo economico più difficile, dove le tecnologie di produzione sono superate e le istituzioni del mercato non sono sufficientemente sviluppate. Il campanello d’allarme in Russia c’è stato molto tempo fa. E adesso i consulenti del governo raccomandano di stampare nuove banconote al fine di ottenere i risultati che in precedenza venivano raggiunti grazie all’incremento dei prezzi del petrolio. Per qualche tempo indubbiamente si produrrà un effetto simile. Tuttavia, poiché in questo Paese non esistono consolidate istituzioni per l’economia di mercato, la metà di questa base monetaria inflazionata verrà immediatamente spesa per acquistare merci di importazione. Importeremo merci, anziché acquistare quelli di produzione nazionale. Un quarto [del denaro appena immesso sul mercato] sarà mangiato dall’inflazione. Solo il venticinque percento sarà di fatto speso per incrementare la produzione interna. Nel complesso, quindi, si produrrà un effetto negativo”.

La necessità di un cambio di rotta. Kudrin ritiene che i governo attuale non sia pronto ad attuare delle riforme radicali: “Il governo in carica ha trascorso gli ultimi diciotto mesi a rimandare delle decisioni fondamentali”. Egli accusa inoltre il Cabinet di mancanza di coordinamento: “nessun ministro può, da solo, affrontare moltitudini di problemi. I ministri hanno bisogno di interagire con altri ministri e con i legislatori. L’unica entità capace di assicurare una simile interazione sarebbe un efficace centro di coordinamento, rappresentato [dal primo ministro]. Purtroppo il governo in carica non prevede alcun centro di coordinamento, e di conseguenza ogni ministro viene lasciato solo con i propri problemi. Il governo può e dovrebbe dimostrarsi più efficace”.

La scommessa delle nuove tecnologie. Un altro problema è dato dalla disparità tra il costo del lavoro e la sua produttività. “Per diventare economicamente competitivo, questo Paese deve sforzarsi di ridurre i costi di produzione”, afferma Kudrin. “Invece stiamo facendo esattamente l’opposto. Negli ultimi mesi l’aumento dei salari ha continuato a superare di molto la produttività. Il denaro destinato ai salari ha superato negli ultimi diciotto mesi il cinquanta percento del Pil!”. Secondo Kudrin, la Russia ha urgente bisogno di nuove tecnologie. Egli fa notare che l’ottanta percento delle soluzioni tecnologiche più richieste sono già disponibili, mentre il restante venti percento aspetta di essere creato. Un altro obiettivo urgente dovrebbe essere l’eliminazione delle barriere burocratiche. “Le spese che destiniamo alla Difesa”, afferma l’ex ministro, “superano di gran lunga tutte le altre voci di spesa. Poiché è improbabile che il volume complessivo delle risorse cresca ulteriormente, dobbiamo scegliere tra investire pesantemente nella Difesa, o investire in altri settori economici".

I nuovi investimenti. In realtà tale scelta sembra sia già stata compiuta: stando al piano triennale di bilancio recentemente presentato dal governo al Parlamento, le spese per l’istruzione, la sanità e le infrastrutture sono destinate a diminuire (rispetto al Pil). In termini assoluti aumenteranno, ma anche il volume dell’economia sta aumentando, e anche le spese a cui questa deve far fronte stanno diventando più cospicue. In effetti, percentualmente vi sarà meno denaro da destinare a questi problemi. Kudrin afferma di non prevedere un suo ritorno al governo: aveva abbandonato la sua carica perché in disaccordo con la politica di governo, che da allora non è cambiata. “Tornerò solo se le linee politiche verranno modificate”, spiega.

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