La guerra dei dati sullo sviluppo economico

Gli esperti russi si interrogano sul futuro dell'economia russa (Fonte: Ria Novosti)

Gli esperti russi si interrogano sul futuro dell'economia russa (Fonte: Ria Novosti)

Da un lato le previsioni del Ministero, dall'altro quelle degli esperti economici. Quali sono le certezze per i prossimi vent'anni dell'economia della Federazione?

La crescita rallenta. E le previsioni dicono che il mondo andrà più veloce. Il ministero dello Sviluppo Economico russo ha corretto le previsioni da qui al 2030. Lo scenario di sviluppo ipotizzato è tra i più negativi e conservativi. Secondo il documento il ritmo di crescita dell’economia sarà inferiore di una volta e mezzo a quello previsto la scorsa primavera e non al passo con lo sviluppo dell’economia mondiale.

Tuttavia, gli esperti da noi intervistati non hanno riscontrato nelle previsioni corrette nessuna prova del fatto che la situazione economica russa stia drasticamente peggiorando. “Che la nostra economia si stesse avviando verso una fase di totale stagnazione era un fatto già noto da marzo” spiega Nikolaj Kondrashov, ricercatore del Centro di sviluppo dell’Alta scuola di economia di Mosca. Per questo la revisione delle previsioni appare piuttosto un processo di adeguamento delle aspettative del ministero dello Sviluppo economico alla congiuntura attuale: le previsioni di marzo - che ipotizzavano un tasso di crescita economica del 4,3 % - non sono apparse per nulla realistiche e hanno suscitato reazioni assai negative tra gli esperti economici indipendenti”.

A essere dello stesso avviso è anche Aleksej Balaev, economista del “Gruppo di esperti economici”. A suo dire lo scenario conservativo ipotizzato sarebbe più in sintonia con le valutazioni delle organizzazioni internazionali. “Inoltre, la pratica dimostra che, persino nel caso di un trend favorevole di sviluppo dell’economia, la programmazione economica a lungo termine deve basarsi su previsioni conservative per scongiurare l’ipotesi di eventuali rischi” ritiene il signor Balaev.

I dati per il 2014-2017

Ecco alcune delle previsioni per il prossimo triennio: 

Fmi  -3,4%

Ocse  -3,6%

Ministero per lo sviluppo economico: -3,3%

Nikolaj Petrov, esperto dell’Alta scuola di economia di Mosca, ritiene che le previsioni negative del Ministero dello sviluppo economico non siano che un’asserzione sui generis del nuovo direttore del dipartimento, Aleksej Uljukaev, che preferisce non assumersi la responsabilità per le decisioni adottate dai dirigenti che l’hanno preceduto. “Ciò non significa che tutto avverrà esattamente come indicano le previsioni, una chance di miglioramento esiste. È come una doccia fredda, un segnale della stringente necessità di riforme serie, radicali e dolorose che già si sono avviate. È plausibile ipotizzare trasformazioni imminenti nel governo e un ritorno dell’ex ministro delle Finanze Aleksej Kudrin” afferma Nikolaj Petrov.

Del fatto che le nuove previsioni potranno determinare dei cambiamenti nell’amministrazione statale si dice convinto anche il maggiore esperto del Centro di previsione economica di Gazprombank, Maksim Petronevich. “Il passo ulteriore consiste in una totale regolazione del sistema amministrativo statale in modo che le previsioni possano produrre un esito effettivo e non servano invece solo a legittimare l’adozione di misure insufficienti. L’esperienza del Ministero dello sviluppo economico nel creare azioni di miglioramento  per il  “business”, secondo la classifica  “Doing Businness” della Banca mondiale, che è al contempo anche un indicatore di prestazione chiave del ministero, dimostra come sia possibile attuare una profonda regolazione del sistema amministrativo, malgrado le variegate sfumature della politica russa. Sull’avanzamento di 20 posti della Russia nella classifica di “Doing Business” ha influito una serie sforzi mirati alla modifica delle tecnche di connessione alle reti energetiche e dei provvedimenti per concessioni edilizie” ritiene Petronevich.

Secondo le previsioni del Ministero dello sviluppo economico un rilevante sviluppo si potrà osservare soprattutto nel complesso gas-petrolifero. Tuttavia, in mancanza di un reale e sensibile aumento del prezzo del petrolio e della sua estrazione, l’esportazione di carburante della Federazione Russa cesserà di essere un potente fattore di crescita dell’intera economia del paese quale invece era stato fino alla crisi del 2009. Nelle previsioni sono diminuiti i valori degli investimenti nazionali e stranieri, della dinamica del commercio al dettaglio, dell’incremeno del reddito della popolazione e  della produzione industriale. Tuttavia, secondo le valutazioni degli analisti, è assai improbabile che le previsioni possano ripercuotersi sull’attività degli investitori, orientati verso un rapido ottenimento dei profitti. A detta di Il’ja Prilepskij, del “Gruppo di esperti economici”, gli investimenti a breve termine resteranno immutati.

Mentre per gli investimenti a lungo termine avrà un ruolo importante il basso tasso d’inflazione. Nella versione corrente delle previsioni  di sviluppo il cambiamento progressivo del livello dei prezzi al consumo previsto per il 2013-2030 è orientato verso una diminuzione superiore al 25%. Ciò detto, non si può affermare che gli investitori possano “temere” una previsione opposta, spiega Il’ja Prilepskij. Della stessa opinione sembrano essere gli esperti del Ministero dello sviluppo economico: la previsione di un afflusso netto di capitale nell’economia russa è stata confutata in misura solo irrilevante (mediamente nell’ordine dello 0,3% per un punto di Pil annuo). “Tali previsioni verranno senz’altro prese in esame dagli uffici direzionali delle più importanti società internazionali nella loro fase di programmazione degli investimenti, relativa probabilmente al 2015-2016, benché a determinare le decisioni concrete saranno comunque i parametri dei progetti investitivi” è questa l’opinione di Maksim Petronevich.

Sulla struttura settoriale di afflusso del capitale le variabili principali delle previsioni sono costituite dagli inerti e presuppongono la conservazione di un ruolo dominante del settore gas-petrolifero, in un momento in cui la crescita concorrenziale degli altri settori è estremamente debole. Di conseguenza, è ipotizzabile che per gli investitori stranieri continuino a restare più attrattivi gli attivi che riguardano il complesso energetico e di combustibili” sostiene Prilepskij. Dal momento che i ritmi di crescita dell’economia russa, secondo le variabili principali delle previsioni, risulteranno inferiori alle medie internazionali, la quota delle società russe nel volume complessivo delle operazioni finanziarie del mercato mondiale sarà destinata anch’essa a diminuire.

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