Vivere senza Gazprom?

Secondo alcune fonti, fino alla fine del 2013 la Naftogaz non acquisterà più gas dal colosso russo Gazprom (Foto: PhotoXpress)

Secondo alcune fonti, fino alla fine del 2013 la Naftogaz non acquisterà più gas dal colosso russo Gazprom (Foto: PhotoXpress)

Kiev ha mantenuto la promessa di sospendere gli approvvigionamenti dal colosso russo se l'ente non avesse accordato al Paese una ristrutturazione del debito sulle forniture di gas. E a partire dall'8 novembre 2013 la “Naftogaz Ukrainy”, l'ente energetico nazionale ucraino, ha interrotto il pompaggio del gas

Un nuovo capitolo del GasGate. Russia e Ucraina. E se nessuno dei due Paesi ha rilasciato commenti ufficiali, i dati diffusi da Kommersant parlano chiaro: fino alla fine del 2013 la Naftogaz non acquisterà più gas dall'ente russo e utilizzerà quello conservato nei depositi sotterranei. La riduzione delle importazioni di gas era stata avviata già dall'inizio di novembre 2013: dopo aver completato la fornitura di gas per il mese di ottobre (3,2 miliardi di metri cubi), a partire dall'inizio di novembre la quantità di gas pompato giornalmente era stata dimezzata. L'8 novembre 2013 gli approvvigionamenti sono stati interrotti del tutto.

“L'Ucraina non ha bisogno di un volume maggiore di carburante, il clima è ancora abbastanza mite, e il gas conservato nei depositi sotterranei basta a coprire le necessità del servizio pubblico”, ha spiegato la fonte di Kommersant all'interno della “Ukrtransgas”, compagnia affiliata della Naftogaz. Secondo quanto riferito dalla fonte, la Naftogaz al momento non avrebbe abbastanza soldi e pertanto non vuole accumulare nuovi debiti. La compagnia infatti deve già 800 milioni di dollari alla Gazprom per le forniture di gas di agosto 2013, aggiungendo gli interessi giornalieri per la proroga del pagamento, si arriva a 145 mila dollari al giorno. Stando poi a quanto ha dichiarato il portavoce di Gazprom Sergej Kuprijanov, la Naftogaz ha un ulteriore debito di 1,35 miliardi di dollari per le forniture di ottobre.

Kiev non ha fondi propri a disposizione, ma già l'allora presidente russo Dmitrij Medvedev aveva suggerito a Kiev di chiedere i soldi in prestito all'Unione Europea, mentre l'Ucraina da parte sua aveva rinnovato le trattative per la concessione di un prestito di 15 miliardi di dollari col Fondo Monetario Internazionale. Per poter restituire i soldi a Gazprom, Kiev ha intenzione di riscuotere i debiti delle compagnie di distribuzione del riscaldamento, mentre per coprire la somma mancante potrebbero essere emesse delle obbligazioni statali interne.

Il gas russo in Europa
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Molti esperti sono convinti che l'Ucraina possa effettivamente riuscire a sopravvivere per una stagione anche senza il gas russo. Per quest'inverno il Paese può infatti fare affidamento in primo luogo al gas conservato nei depositi sotterranei della Ostchem, la compagnia di proprietà dell'oligarca Dmitrij Firtash. Secondo dati ufficiosi, Firtash riuscirebbe a comprare il gas di Gazprom a un prezzo molto più basso rispetto all'ente energetico statale: se la Naftogaz paga 411,22 dollari a metro cubo, Firtash se la cava con 260 dollari. Secondo dati non confermati, nel mese di ottobre la Ostchem avrebbe pompato circa 4 miliardi di metri cubi.

“Per un po' di tempo l'Ucraina riuscirà ad andare avanti utilizzando il gas dei depositi sotterranei, che contengono scorte per circa un anno, fornite dalla stessa Gazprom. Tuttavia prima o poi le scorte finiranno e l'Ucraina dovrà decidere dove prendere altro gas”, ha spiegato sulle frequenze dell'”Eco di Mosca” il direttore scientifico della Scuola Superiore di Economia, Evgenij Jasin.

Secondo Valerij Nesterov di Sberbank Investment Research, la situazione è potenzialmente rischiosa anche per Gazprom: se la Naftogaz svuoterà del tutto i depositi sotterranei e la domanda di gas in Europa e Ucraina dovesse improvvisamente aumentare a causa del freddo, il monopolio russo potrebbe non essere in grado di soddisfare la richiesta di gas dei consumatori europei. L'esperto tuttavia non ritiene possibile che si arrivi a una guerra del gas e sottolinea che sia l'Europa che Gazprom sono molto interessati alla stabilità delle forniture di gas. La tensione di questi mesi secondo Nesterov è dovuta soprattutto a fattori politici, e in particolare all'imminente firma degli accordi di associazione dell’Ucraina con la UE.

Ricordiamo che qualche tempo fa il presidente ucraino Viktor Yanukovich ha dichiarato che nel 2020 l'Ucraina sarà in grado di mantenersi completamente dal punto di vista energetico, spezzando così la dipendenza energetica attualmente esistente tra Ucraina e Russia. Il presidente aveva inoltre sottolineato che i progetti comuni con la Shell e la Chevron permetteranno all'Ucraina non solo di essere completamente indipendente in fatto di approvvigionamento di gas, ma anche di cominciare ad esportare le proprie risorse energetiche.

“E' da tempo ormai che l'Ucraina si prepara a ridurre sensibilmente i consumi di gas russo. Alcuni anni fa è stato elaborato un intero programma per la riduzione dei bisogni energetici dell'economia nazionale, e sono stati fatti molti progressi in questo campo. Tuttavia resta il fatto che ad oggi l'Ucraina non è in grado di sopravvivere senza il gas russo”, ha dichiarato all'”Eco di Mosca” Gennadij Shmal, presidente dell'Unione degli industriali petroliferi russi.

Non bisogna poi dimenticare l'accordo del 2009 tra Ucraina e Gazprom concluso dall'ex-Primo Ministro Yulija Timoshenko in base al quale l'Ucraina si impegna a comprare da Mosca almeno 41 miliardi di metri cubi di gas all'anno e, in caso di riduzione delle forniture si impegna a pagare una mora alla Russia, che nella situazione attuale potrebbe essere calcolata con un valore di 10 miliardi di dollari. In tal caso Gazprom potrebbe sporgere denuncia contro la Naftogaz per essere venuta meno alle clausole del contratto presso un tribunale internazionale.

L'interruzione degli approvvigionamenti di gas da Gazprom è stata effettuata alla vigilia della visita del presidente ucraino Viktor Yanukovich a Mosca per parlare col presidente russo Vladimir Putin. Si trattava di una visita ufficiosa, di cui i media non erano quasi al corrente e a cui non avevano dato particolare rilievo. A Kiev c'era invece molta curiosità riguardo al tema della conversazione tra Yanukovich e Putin. A visita conclusa Dmitrij Peskov, il portavoce del presidente russo, ha fatto sapere che i due presidenti hanno parlato soprattutto dei rapporti economico-commerciali tra i due paesi. Nonostante questo, come riferisce l'agenzia RIA “Novosti”, Arsenij Jatsenjuk, capo del “Batkivshchina”, il partito di opposizione al Parlamento ucraino, ha preteso che venissero resi pubblici i particolari dell'incontro “segreto” tra i due presidenti.

Articolo basato su materiali di Kommersant e NEWSRU.com

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