Un microchip contro l'evasione fiscale

In gran parte degli esercizi commerciali, le carte di credito non sono ancora accettate (Foto: Photoxpress)

In gran parte degli esercizi commerciali, le carte di credito non sono ancora accettate (Foto: Photoxpress)

Per combattere gli effetti destabilizzanti dell'economia sommersa, le autorità stanno per dare il via libera all'uso diffuso delle carte di credito. Trasparenza e tracciabilità per arginare il fenomeno delle transazioni in nero

Una battaglia che passa attraverso la tecnologia. Attraverso la ricerca della trasparenza. Lo scopo: diminuire il volume delle transazioni con denaro contante. Il ministero russo delle Finanze ha redatto un disegno di legge con il quale intende imporre ai commercianti - con un fatturato annuo superiore ai 60 milioni di rubli - di installare terminali Pos per accettare transazioni con carte di credito. La bozza del disegno di legge prevede anche una soglia sui pagamenti in contanti, fissata inizialmente a 600mila rubli per essere più avanti abbassata a 300mila rubli. Il viceministro delle Finanze Alexei Moiseyev ha detto a Vedomosti che il suo ministero sta collaborando alla messa a punto di un disegno di legge per la seconda udienza in parlamento. È partita la campagna contro l'economia sommersa.

La Banca centrale russa ha già espresso il suo parere favorevole nei confronti dell’iniziativa del ministero delle Finanze. La presidente Elvira Nabiullina ha detto infatti: “Noi crediamo che ridurre il numero delle transazioni in contanti sia molto importante, perché alcuni pagamenti sono collegati a operazioni dubbie e poco trasparenti”.

Le transazioni contanti
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Contrastare l’economia sommersa e combattere l’evasione fiscale è una priorità assoluta per il ministro delle Finanze, Anton Siluanov, secondo il quale l’economia sommersa russa supera i 9mila miliardi di rubli e corrisponde al 15-20 per cento del Pil. Gli analisti di Global Financial Integrity, un think tank statunitense, ritengono che in realtà l’economia sommersa sia molto superiore e corrisponda addirittura al 46 per cento del Prodotto interno lordo annuo.

Spesso gli europei e gli americani arrivano in Russia per motivi di lavoro o in vacanza e scoprono che nei negozi e nei ristoranti è quasi impossibile pagare con le carte di credito. Secondo l’Associazione dei commercianti (Akort), i pagamenti effettuati con carta di credito in molte regioni russe corrispondono a una percentuale minima di quelli dei  paesi sviluppati. Il presidente di Smartfin, Nikolai Zhmurenko, ha detto che alla metà del 2012 il Paese aveva quattromila esercizi commerciali dotati di terminale Pos per milione di abitanti, rispetto ai 21-23mila dell’Occidente già nel 2009.

“Molti commercianti, perfino a Mosca, anche di grandi negozi, non dispongono di terminali Pos per accettare i pagamenti con carta di credito. Talvolta ciò è fatto di proposito, per intascare soldi in nero ed evadere le tasse” ha detto all’emittente radiofonica Silver Rain il presidente dell’Associazione delle banche regionali russe, Anatoly Aksakov.

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Perché mai, allora, i commercianti non si stanno esattamente precipitando per cercare di semplificare la vita ai possessori di oltre 200 milioni di carte di credito (e si parla soltanto di russi)? Il motivo è che in Russia ci sono spese di commissione molto elevate sulle transazioni effettuate con le carte di credito – in media sono dell’1,5-1,7 per cento, ma possono raggiungere anche il 6 per cento in alcuni casi – a seconda degli accordi stretti tra banche e negozianti. Al confronto, tali spese in Europa e negli Stati Uniti sono quantificabili appena nello 0,5-0,6 per cento della cifra che si spende. Il ministro delle Finanze ha ammesso che tali importi sono vergognosi.

Qualcosa, però, finalmente sta per cambiare e la situazione si farà più semplice. Roman Prokhorov, direttore del Dipartimento per la regolamentazione delle transazioni della Banca Centrale ha detto che quest’ultima intende iniziare a regolamentare le spese di commissione bancaria. La riforma entrerà in vigore progressivamente, in ogni caso, per tenere in giusta considerazione gli interessi sia degli acquirenti sia degli istituti che rilasciano le carte di credito, e la Banca centrale commissionerà a una società di consulenze uno studio approfondito. Nella seconda metà del 2014 la Duma di Stato potrebbe quindi dover saldare il conto per la regolamentazione delle commissioni.

Izvestia” ha riferito che gli esercizi commerciali hanno accolto favorevolmente l’iniziativa della Banca centrale russa. Anche i consumatori avranno da guadagnarci sul lungo periodo: da un lato infatti non dovranno più cercare un bancomat per effettuare un prelievo di contanti e dall’altro le catene di negozi promettono di abbassare i prezzi o di migliorare i servizi alla clientela grazie alle spese di commissione più basse.

Gli analisti, tuttavia, credono che non tutti i provvedimenti normativi rappresenteranno un beneficio per i consumatori. Secondo Alexander Borodkin, capo del Dipartimento carte di credito di VTB24, soltanto chi accetterà le carte di credito otterrà molti benefici legati alle più basse spese, mentre i possessori delle carte stesse potrebbero addirittura vedersi cambiare i termini e le condizioni d’uso della loro moneta di plastica. In teoria, ciò potrebbe implicare un calo di popolarità delle carte di credito stesse. “Le banche che rilasciano le carte di credito al momento raccolgono il grosso della loro commissione dai commercianti. Se si abbassano le commissioni, gli introiti delle banche acquirenti (quelle che impiegano le carte per i pagamenti) cambieranno molto poco, mentre i guadagni delle banche emettitrici si ridurranno in maniera considerevole. Di conseguenza, le banche emettitrici saranno costrette a sospendere buona parte dei programmi di incentivazione alla clientela, oppure a modificarli a discapito degli stessi consumatori”.

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