Pronta al lancio la prima società spaziale privata russa

Ingegneri impegnati nella costruzione del velivolo spaziale DX-1 (Foto: Ufficio Stampa / Dauria Aerospace)

Ingegneri impegnati nella costruzione del velivolo spaziale DX-1 (Foto: Ufficio Stampa / Dauria Aerospace)

La I2BF Global Ventures ha investito 20 milioni di dollari nella Dauria Aerospace, ma l’impresa, primo progetto privato nell’ambito della cosmonautica russa, ha registrato la propria sede legale nell’Unione Europea

La I2BF Global Ventures ha investito, nel mese di ottobre 2013, 20 milioni di dollari nella Dauria Aerospace, la prima società spaziale privata russa. L’evento è passato quasi inosservato sui media internazionali, soprattutto in confronto all’euforia che suscitò la comparsa, nei primi anni 2000, della SpaceX e della Virgin Galactic.

Si tratta, per molti versi, di un’impresa pioniera che va a coprire un settore un po’ trascurato dallo Stato. “Roskosmos si concentra tradizionalmente sui servizi a basso margine (lancio, manutenzione e trasporto in orbita di satelliti), ignorando del tutto il mercato dei servizi ad alto margine, su cui invece puntano le aziende private”, afferma Alexei Volostnov, direttore business development presso la Frost & Sullivan in Russia.

È proprio su questa nicchia che si è focalizzato Mikhail Kokorich, ex proprietario di Technosila e Yuterra, le due più grandi catene russe di vendita al dettaglio. L’imprenditore ha abbandonato la sua vecchia attività e ha fatto del suo hobby un lavoro. La sua mossa, tuttavia, non va interpretata come un atto di altruismo: quello scelto da Kokorich è un mercato stimato a 103 miliardi di dollari l’anno.

Foto: Ufficio Stampa / Dauria Aerospace

Il veicolo spaziale DX-1 in un modello 3D (Foto: Ufficio Stampa / Dauria Aerospace)

L’obiettivo della Dauria Aerospace è creare satelliti a basso costo che abbiano un prezzo massimo di 10 milioni di dollari e che possano essere prodotti nel giro di un anno (di solito, i veicoli spaziali costano centinaia di milioni di dollari e tardano anni, prima di essere lanciati in orbita). In questo modo, la società, stando alle parole del fondatore, coprirà quasi immediatamente i costi sostenuti durante la loro produzione.

La società prevede il lancio di due satelliti nei prossimi anni. Due di loro, “Saggita” e “Perseus”, verranno messi in orbita già nel 2014, mentre i lanci di “Pyxis” e “Auriga” sono attesi per il 2015 e il 2017. Stando alle previsioni, per quegli anni, il fatturato annuale della società supererà già il miliardo di dollari.

Mikhail Kokorich ritiene che questo sia un buon momento per un progetto del genere. “I nostri servizi sono unici dal punto di vista della raccolta delle informazioni, e copriamo una nicchia tutta nostra: agricoltura di precisione, silvicoltura, gestione e controllo delle risorse dallo spazio”, ha spiegato l’imprenditore.

Mikhail Kokorich non teme la concorrenza delle società statali russe, giacché il numero di veicoli spaziali in mano al Paese è ancora ridotto. “Abbiamo solo due satelliti civili, senza contare quelli meteorologici, e richiedono una risoluzione piuttosto elevata. I nostri sistemi fotografano la Terra intera, ma non richiedono una risoluzione così alta, il che consente di ottenere un’immagine completa. Lo Stato non sta per il momento progettando apparecchi simili, e mai li realizzerà”, afferma convinto Kokorich.

Ciò in parte è dovuto al fatto che l’industria spaziale russa si è preoccupata per molto tempo solo di sopravvivere, mentre il resto del mondo ha puntato sulla modernizzazione dei propri satelliti, sviluppando veicoli a basso costo e di piccole dimensioni, segnala Andrei Milovanov, responsabile del dipartimento di “sistemi di localizzazione satellitare” del gruppo societario “Arkan”.

Secondo l’esperto, la Dauria Aerospace, essendo una pioniera nel mercato russo dei satelliti privati, ha buone prospettive di successo almeno per quanto riguarda il mercato domestico. “Oggi come oggi, le autorità russe utilizzano per il 95 per cento apparecchiature straniere nelle attività di telerilevamento. Pertanto, un prodotto di fabbricazione nazionale sarà sicuramente richiesto sul mercato russo, che è in crescita. Prevedere il possibile impatto sul mercato globale è più difficile; tuttavia, l’approccio innovativo della società e la sua cooperazione con un partner esperto come la società inglese SSTL, rendono il suo progetto davvero molto competitivo”, conclude Milovanov.

Ai progetti della Dauria collaborano anche diverse università americane, l’Agenzia Spaziale Federale Roskosmos, l’Associazione di Produzione e Ricerca Lavochkin e molte altre organizzazioni provenienti da tutto il mondo. La società possiede una filiale a Skolkovo, che si occupa dei dispositivi destinati al mercato nazionale; la casa madre si trova a Monaco di Baviera, dove è situato il dipartimento centrale impegnato nell’ambito dei servizi chiave; mentre negli Stati Uniti, la società vanta una filiale che sviluppa carichi utili e satelliti per il mercato internazionale.

I fondatori della Dauria Aerospace sono convinti che solo una multinazionale può avere successo, oggigiorno, in questo settore. Ma c’è anche un’altra ragione per cui la sede centrale della società non si trova in Russia. “Purtroppo, operare sul mercato globale in maniera efficace dall’interno della Russia è complicato a causa delle peculiarità del regime fiscale russo e delle difficoltà che si incontrano nell’import-export”, spiega Kokorich.

Gli esperti aggiungono, inoltre, che le infrastrutture chiave e i sistemi di consegna sono ancora strettamente controllati dallo Stato. “Ciò significa che questo campo potrebbe venire chiuso da un momento all’altro alle imprese commerciali, qualora a livello governativo venisse presa una decisione in tal senso. Allo stesso tempo, le prospettive di mercato sono piuttosto buone, il che permette di prendere seriamente in considerazione gli investimenti privati ​​in questo settore, - afferma Alexei Volostnov . - In ogni caso, ciò non ci impedisce di essere orgogliosi del primo progetto privato nell’ambito della cosmonautica russa, soprattutto se si considera che società simili si contano sulle dita di una mano”.

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