Hi-Tech, progettato in Russia e utilizzato all'estero

Motori NK-33 attualmente utilizzati nella prima fase del sistema di lancio Antares, sviluppato dagli Stati Uniti per consegnare carichi alla Stazione Spaziale Internazionale (Iss) (Foto: RIA Novosti / Yuri Strelets)

Motori NK-33 attualmente utilizzati nella prima fase del sistema di lancio Antares, sviluppato dagli Stati Uniti per consegnare carichi alla Stazione Spaziale Internazionale (Iss) (Foto: RIA Novosti / Yuri Strelets)

Come il Paese esporta la sua tecnologia militare che consente agli altri Paesi di costruire in proprio armi e attrezzature militari

Nel 2012 Mosca ha esportato più di 12 miliardi di dollari di armi sul mercato internazionale. La Russia non è comunque in grado di offrire solo il prodotto finito. La nazione esporta infatti anche la tecnologia militare che consente agli altri Paesi di costruire in proprio le armi e le attrezzature militari.

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I motori di fabbricazione russa RD-180 per i razzi spaziali di medie dimensioni hanno innescato un’indagine su larga scala da parte delle autorità antitrust statunitensi. Due società americane, la United Launch Alliance (Ula) e la Orbital Sciences, hanno dato luogo a una disputa per il diritto di acquisto dei motori che alimentano i razzi Antares impiegati nelle missioni nell’ambito dei programmi congiunti della Nasa con la Russia. La United Launch Alliance è sospettata di aver bloccato illegalmente l'accesso del suo competitor a componenti mission-critical (ossia fondamentali per l’operatività, ndr) tramite un accordo con la RD Amross, joint venture tra la russa Npo Energomash e la società americana Pratt & Whitney Rocketdyne. Quest’ultima produce i motori RD-180 e li fornisce alla Ula che li utilizza per i propri razzi vettori Atlas.

Mentre alla Russia viene spesso rimproverato di fornire prodotti non abbastanza hight-tech o moderni, la disputa tra le due importanti aziende aerospaziali statunitensi per avere accesso alla tecnologia spaziale russa dimostra che queste affermazioni andrebbero prese “con le pinze”. Nonostante ciò che affermano i competitor, è evidente che a essere interessati alla tecnologia russa non sono solo i Paesi in via di sviluppo.

La Francia, per esempio, ha espresso interesse per la tecnologia missilistica russa. I francesi sono stati tra i primi a ordinare un sistema a lancio verticale per il loro lanciamissili Navale Crotale dalla russa PD Grushin Machine-Building Design Bureau. Il know-how russo consiste nel fatto che i missili S-300/400 utilizzati nel sistema di lancio francese seguono una traiettoria verticale e una volta in volo vengono guidati verso gli obiettivi utilizzando segnali radio. Questo riduce drasticamente il tempo necessario per rispondere alle minacce - di quasi sei volte – rispetto ai competitors occidentali, che hanno bisogno che i loro missili siano rivolti in direzione del bersaglio. Inoltre, questo elimina completamente qualsiasi “zona morta” nella difesa attraverso la quale i missili nemici potevano penetrare.

Né il sistema missilistico antiaereo statunitense Patriot PAC-3, né il futuro sistema tattico di difesa missilistica THАAD hanno tali capacità per ora. Gli Stati Uniti stanno solo sviluppando un missile a medio raggio terra-aria high-tech, in cooperazione con l'Italia e la Germania, chiamato Meads (Medium Extended Air Defense Missile Systems), che è simile a quello russo. La Corea del Sud, d'altra parte, si è rivolta direttamente alla Russia e ha già creato un proprio sistema missilistico antiaereo Cheongung Msam con missili a lancio verticale.

Ci sono altri esempi in cui le aziende del settore del trasporto aereo hanno preso in prestito la tecnologia russa. Mosca e Kiev non sono stati in grado di decidere il destino del progetto del loro aereo da trasporto militare An-70 per 15 anni. La sua unicità deriva dai motori propfan D-27, che consentono di utilizzare i velivoli per tragitti più corti. La tecnologia russo-ucraina, mai implementata e risalente agli anni Ottanta, ha rappresentato la base per il programma europeo del futuro aereo cargo Fla, successivamente trasformato nell’aereo А-400М, cargo militare del tutto identico all’An-70.

Una storia simile è accaduta con l’М-346 Master, aereo da addestramento militare italiano prodotto da Alenia Aermacchi. Come pagamento di un debito, gli italiani hanno ottenuto la documentazione relativa alla progettazione dallo Yakovlev Design Bureau nei primi anni Novanta. Così ora ci sono due aerei simili nel mondo, il russo Yak-130 e il suo esatto clone europeo, l’М-346 Master.

"La scienza e l'industria russa si muovono oggi in un unico spazio globale, - ha sottolineato Vadim Kozyulin, professore presso l'Accademia delle Scienze Militari. - Ecco perché reinventare la ruota è sciocco, quando è più facile comprare la tecnologia, copiarla e utilizzarla come base per il proprio design. L’industria aeronautica cinese, ad esempio, ha fatto un balzo in avanti di 25 anni dopo aver acquistato da noi la tecnologia alla base del Sukhoi-27. I cinesi hanno già un caccia di quinta generazione".

Comunque sia, gli esempi sopra riportati dimostrano che il potenziale militare e tecnico delle aziende russe non è poi così lontano da quello degli Stati Uniti o dell’Europa. Ci sono aree in cui Mosca è pronta a prendere in prestito la tecnologia (come l’ottica o l’elettronica), ma ci sono anche altri settori in cui è preparata a condividere la propria esperienza con i colleghi stranieri.

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