Un’iniezione di energia per il clima d’affari

In uno dei seminari del forum "VTB Russia Calling!", focalizzato sui progressi economici della Russia rispetto al 2012 (Foto: Konstantin Zavrazhin / RG)

In uno dei seminari del forum "VTB Russia Calling!", focalizzato sui progressi economici della Russia rispetto al 2012 (Foto: Konstantin Zavrazhin / RG)

L’imminente pubblicazione della versione aggiornata della classifica “Ease of Doing Business” - con cui la Banca Mondiale misura la facilità di fare affari nei diversi Paesi - dovrebbe evidenziare i notevoli progressi compiuti da Mosca

Una delle prime iniziative volute dal Presidente Vladimir Putin all’indomani del suo insediamento, avvenuto il 7 maggio del 2012, riguardava l’inaugurazione di “road map” mirate a migliorare la posizione della Russia nell’ambito della classifica “Ease of Doing Business”, stilata dalla Banca Mondiale.

La versione aggiornata della classifica dovrebbe essere resa nota il 21 ottobre 2013.

Attraverso una drastica semplificazione delle pratiche burocratiche, il Presidente si prefiggeva di portare entro il 2015 la Russia dalla 118ma alla 50ma posizione, per poi raggiungere la ventesima entro il 2018.

Uno dei dibattiti che si sono tenuti nel corso del forum di investimenti "VTB Russia Calling!", organizzato da Vtb Capital, era incentrato sui progressi compiuti dal Paese nel corso dell’ultimo anno, a dispetto di un’economia stagnante e della penuria di investimenti.

“Per la prima volta, - ha dichiarato Artem Avetisyan, dell’Agenzia per le iniziative strategiche, - il mondo degli affari e il governo russo si sono incontrati per individuare delle soluzioni e monitorarne l’implementazione. Più di 800 persone hanno lavorato alle road map, mentre altre quattordicimila vi hanno preso parte attraverso il crowdsourcing”.

“Ad oggi, ha aggiunto, - le road map sono complete al 49 per cento”.

Nel 2012 la Russia si era piazzata all’ultimo posto (184ma posizione) nella categoria “Allacci elettrici”: per attivare un contatore occorrevano infatti 281 giorni rispetto ai 98 giorni necessari in media nei Paesi dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse).

“La Banca Mondiale ci ha già riconosciuti leader nella riforma di questo settore”, ha affermato Sergei Belyakov, vice ministro dell’Economia.

Oleg Budargin, amministratore delegato della Compagnia federale per l’energia elettrica, ritiene che in questo settore infatti siano stati compiuti passi da gigante, e fa notare che in fatto di affidabilità (misurata in base al numero di interruzioni del servizio) la Russia ha già superato molti Paesi industrializzati. In Russia i “blackout”, ha spiegato Budargin, durano in media 0,9 ore, contro 1,7 ore dell’Europa e le 3,3 ore a livello globale. “Abbiamo ridotto di tre volte il costo di un allaccio elettrico, portandolo dai 9.500 rubli del 2009 ai circa 3.000 rubli di oggi”, ha aggiunto.

L’economia delle competenze

Diversi settori economici stanno già risentendo positivamente del nuovo clima d’affari. “Le vendite al dettaglio hanno raggiunto il 20 per cento del Pil, e producono il 10 per cento del gettito fiscale della nazione, - afferma Ilya Yakubson, presidente di Dixie: une delle catene low-budget più grandi e in più rapida crescita della Russia. - Nel 2012 sono stati aperti tremila nuovi supermercati. Un dato significativo: in un clima d’affari mediocre, infatti, una crescita annuale del 25-30 per cento come quella a cui abbiamo assistito non sarebbe possibile”.

Anatoly Karachinsky, co-fondatore e presidente dell’Ibs Group, una delle maggiori compagnie russe di consulenza e soluzioni informatiche (da qualche mese la sua sussidiaria Luxoft è quotata presso la Borsa NYSE di New York), fa notare che l’altro grande vantaggio competitivo della Russia, oltre alla presenza di idrocarburi, è rappresentato dall’alta tecnologia, che egli riconduce all’ottimo sistema scolastico.

“Malgrado le numerose critiche, ho confrontato la nostra istruzione pubblica con quella di altri Paesi del Brics, e ne è emerso che siamo avanti anni luce, - ha commentato. - Una generazione fa negli Stati Uniti e in Europa solo il 10 e il 22 per cento dei laureati usciva da facoltà non umanistiche, perché i genitori scoraggiavano i figli dal perseguire ingegneria o darsi agli affari. Nessuno poteva immaginare che la programmazione dei computer sarebbe diventata parte integrante delle attività di compagnie come JP Morgan, Boeing e Ford, attualmente nostri clienti. La Ford, in particolare, è recentemente passata a noi dopo essere stata cliente della Microsoft. Se la Russia sta vivendo un’epoca d’oro delle soluzioni informatiche ad alta tecnologia è perché possiamo contare su un gran numero di ingegneri”.

Numerosi problemi fondamentali però continuano a rimanere irrisolti. “Il numero di individui interessati ad aprire una propria attività è catastroficamente basso, meno del 10 per cento, - afferma Belyakov. - Il numero di coloro che invece vorrebbe un impiego statale è in aumento, perché il governo continua a incoraggiare il posto fisso”.

Durante il dibattito inaugurale del forum 2013, Olga Dergunova, direttrice dell’Agenzia federale dell’amministrazione del demanio statale, ha lodato l’operato del governo, che nel corso dell’ultimo anno ha privatizzato beni per un valore di oltre sette miliardi di dollari.

Per la maggior parte degli osservatori, tuttavia, la campagna con cui lo Stato mira a ridurre il proprio peso (pari al 50 per cento) nell’economia (stimata in tre trilioni di dollari) è stata deludente, in quanto i suoi obiettivi sono stati progressivamente ridimensionati a causa di “condizioni di mercato sfavorevoli”.

Se il governo non si sforzerà di privatizzare un maggior numero di beni, è improbabile che il forum del 2014 potrà registrare novità positive, a prescindere dalla posizione che la Russia per allora sarà riuscita a conquistare nella classifica della Banca Mondiale.

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