Russi in Italia, il bilancio dell'estate 2013

Secondo uno studio, il 45 per cento dei pacchetti venduti in Russia dai tour operator nel 2013 riguardava viaggi in Italia (Foto: Itar-Tass)

Secondo uno studio, il 45 per cento dei pacchetti venduti in Russia dai tour operator nel 2013 riguardava viaggi in Italia (Foto: Itar-Tass)

Record di visti turistici concessi ai cittadini della Federazione: a dicembre si potrebbe toccare un milione di ingressi nel Belpaese. "Buone premesse per l'Anno incrociato dei due Paesi", commenta Marco Bruschini, dirigente dell’Enit

Vacanze in spiaggia o in montagna, tra i tesori delle città d’arte e i capolavori della gastronomia: anche nel 2013 l’Italia si è confermata tra le mete preferite dai turisti russi.

Secondo uno studio di Unioncamere Isnart, nel 2013, il 45 per cento dei pacchetti venduti in Russia dai tour operator riguardava viaggi in Italia: nel 2011 la percentuale era stata pari al 28 per cento.

I turisti russi in Italia sono passati da 315mila nel 2009 a 650mila nel 2012, come rivela uno studio della società milanese Universal Travel Service, che fa da tramite tra strutture ricettive italiane e tour operator russi.

“Il trend è in crescita costante, con percentuali a due cifre – conferma a Russia Oggi Marco Bruschini, dirigente dell’Enit -. Nei primi mesi del 2013 l’aumento è stato del 25-30 per cento rispetto all’anno precedente: a giugno 2013 sono stati concessi 100mila visti per visitare l’Italia e a luglio 103mila, record assoluto. Di questo passo, si stima che a fine 2013 i visti per l’Italia arriveranno a un milione, con un incremento del 40 per cento rispetto al 2012”.

Per Bruschini “fondamentale è stato il lavoro del consolato italiano a Mosca, che, sotto la guida del console generale Piergabriele Papadia, si sta adoperando per facilitare la procedura di rilascio dei visti”. Si tratta di uno dei principali ostacoli all’arrivo dei turisti russi in Italia. “Se i visti non ci fossero – commenta Bruschini – l’Italia potrebbe giocare alla pari con i principali competitor sul mercato russo, come Croazia, Egitto, Thailandia e Turchia. Per ora l’Enit sta cercando di aumentare il personale in servizio ai consolati, per semplificare e velocizzare le procedure”.

L’Italia non è più solo un paradiso per pochi ricchissimi. “I miliardari russi continuano a scegliere le località turistiche italiane, specie quelle più esclusive come Porto Cervo e Forte dei Marmi, che proprio grazie a loro riescono a mantenere i loro standard di guadagno per la stagione estiva. Ma ora stanno iniziando ad arrivare in Italia anche i russi della classe media. I russi amano follemente l’Italia e sono repeaters: dopo la prima visita, tendono a tornare”.

E in Italia non vengono più solo i cittadini di Mosca o San Pietroburgo: “Moltissimi turisti partono da altre grandi città della Russia, come Ekaterinburg, Krasnodar, Samara e altri centri in Siberia o negli Urali”, spiega Bruschini.

Qualsiasi sia la sua disponibilità economica, per il turista russo la vacanza in Italia è sinonimo di shopping. “Ogni pacchetto turistico deve prevedere almeno il 30 per cento del tempo destinato agli acquisti – racconta il dirigente Enit. - Che si tratti di città d’arte, località di mare o termali, è fondamentale che ci sia una tappa dedicata alle spese. La possibilità di fare shopping è discriminante per il turista russo”.

Per le strutture che puntano ad attrarre i turisti dalla Federazione è fondamentale anche avere personale che parli la lingua russa. “I turisti russi – racconta Bruschini – anche in vacanza vogliono sentirsi a casa e amano parlare la propria lingua, piuttosto che l’inglese”.

Il turismo russo in Italia è già una realtà importante, e le prospettive per il futuro sono positive. “Grazie all’Anno incrociato del Turismo Italia-Russia, che prende il via dal mese di settembre 2013 – spiega Bruschini – avremo la possibilità di far conoscere ancora meglio le nostre eccellenze e di riuscire ad attrarre sempre più turisti dalla Russia e dai Paesi limitrofi”.

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