Russi allergici ai mutui?

Secondo lo studio, la popolazione russa preferisce chiedere prestiti a breve termine (Foto: PhotoXPress)

Secondo lo studio, la popolazione russa preferisce chiedere prestiti a breve termine (Foto: PhotoXPress)

Secondo le stime di Deloitte in Russia il livello del debito delle famiglie sarebbe di gran lunga inferiore a quello della media europea

In Russia il livello del debito ipotecario sarebbe 20 volte inferiore a quello dell’Unione Europea: è quanto stimano gli esperti di Deloitte nella loro analisi sull’andamento del mercato immobiliare europeo nel 2012. Nell’Ue la quota media dei crediti ipotecari è pari al 51,7 per cento del Pil. Il livello più elevato è raggiunto nei Paesi Bassi e in Danimarca e il più basso nella Repubblica Ceca.

In Russia la quota di crediti ipotecari è almeno 5 volte inferiore a quella della Repubblica Ceca, ed è pari al 2,6 per cento del Pil. Anche il livello del debito ipotecario che grava sulla popolazione russa risulta il più basso, pari a 311 euro, vale a dire 7 volte inferiore a quello della Polonia (il livello minimo per l’Ue è di 2.280 euro).

La quota complessiva di debiti al consumo rappresentava nel 2012 solo il 12 per cento del Pil, scrivono gli analisti di Alfa-Bank. Si tratta di un livello estremamente basso, se confrontato, non solo con quello dei Paesi avanzati - nella maggior parte dei quali la quota è superiore al 50 per cento del Pil - ma anche con quello di Paesi dell’Europa Centrale e Orientale come Lituania, Polonia, Ungheria e Lettonia dove l’onere di debito ipotecario della popolazione è pari al 30-40 per cento del Pil, rilevano gli analisti.

Inoltre, la quota dei prestiti non ipotecari rappresenta il 9 per cento del Pil; una quota assai più alta di quella di alcuni Paesi economicamente avanzati come Francia e Stati Uniti. L’andamento dell’incremento del mercato del credito in Russia negli ultimi anni tenderebbe a dimostrare che la popolazione russa preferisce chiedere prestiti a breve termine, osservano gli analisti di Alfa-Bank.

A detta degli analisti, le dimensioni del debito non ipotecario hanno quasi raggiunto il limite (complessivamente il 70 per cento dell’incremento del credito a consumo); il potenziale di aumento dei crediti risiede nel mercato dei mutui ipotecari, ma l’elevato prezzo degli immobili ostacola il suo sviluppo.

“Il mercato russo dei crediti a consumo è essenzialmente costituito da prestiti non garantiti e anche l’Europa ha seguito lo stesso cammino”, afferma il direttore del Dipartimento di Promsvjazbank, Ivan Pjatkov. Secondo le stime dell’ Ufficio nazionale di storie di credito, sulla quota ipotecaria rappresenta il 24,7 per cento del volume di crediti attivi, il 48,5 per cento  dei prestiti al consumo, e rispettivamente il 14,3 per cento e il 12,5 per cento dei prestiti per auto e carte di credito.

Un altro fattore del basso livello della quota ipotecaria è dato dalla sua scarsa accessibilità. “L’accessibilità ai mutui ipotecari per il russo medio è senz’altro minore che in Europa, sia per il livello di reddito che per il prezzo degli immobili”, afferma il vice presidente di Banca Nordea, Andrei Maltsev.

Le banche europee hanno dei costi di finanziamento sul mercato più ridotti, per cui riescono a offrire mutui con tassi più contenuti e condizioni per attrarre investimenti migliori, perciò un mutuo ipotecario risulta più economico, spiega Pjatkov: “In Russia le banche non fanno profitti sui prodotti ipotecari, il loro margine medio è pari al 2-3 per cento e il tasso finale per il mutuatario è del 12-14 per cento, il che risulta svantaggioso”. Pjatkov ritiene che i mutui cresceranno più rapidamente dei prestiti non garantiti, ma il sistema economico necessita di più denaro a buon mercato.

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