La rinascita dei gioielli

I principali centri dell'arte orafa in Russia sono Mosca, San Pietroburgo, Kostroma e Yaroslavl (Foto: Itar-Tass)

I principali centri dell'arte orafa in Russia sono Mosca, San Pietroburgo, Kostroma e Yaroslavl (Foto: Itar-Tass)

Fin dall’antichità brillanti e pietre preziose hanno costituito parte integrante della cultura russa. Il settore, apprezzato a livello mondiale, negli ultimi vent’anni ha trovato nuova linfa, anche se gli esperti denunciano non pochi problemi

La Russia è intenzionata a rafforzare la propria immagine e a riacquistare lo status di uno dei principali centri mondiali di gioielleria, come ai tempi del celebre Carl Fabergé. Sarà questo uno dei temi che verranno affrontati al Forum economico internazionale del gioiello che si terrà a Mosca il 13 settembre 2013. Ma, spiegano gli esperti, per ottenere uno sviluppo stabile del settore, e soprattutto per migliorare la loro immagine nel mondo, i gioiellieri russi dovranno risolvere una serie di problemi. L'iniziativa, organizzata dall'Associazione dei gioiellieri della Russia con il sostegno della Camera di Commercio e Industria della Federazione Russa, è stata fatta coincidere con il centenario della fondazione dell'Unione dei gioiellieri della Russia ed è dedicata ai grandi gioiellieri fornitori di Sua Maestà Imperiale.

Galina Ananina, direttrice generale del Centro nazionale delle collezioni di manufatti d'arte, racconta che le creazioni dei gioiellieri hanno costituito parte integrante della grande cultura russa fin dal trionfale successo ottenuto dai maestri russi alla prima Esposizione mondiale di gioielleria svoltasi a Londra nel 1851.

Negli ultimi 20 anni il settore della gioielleria in Russia ha raggiunto una serie di traguardi, non solo facendo rinascere alcune tecniche ormai perdute, ma riuscendo addirittura a superare i suoi grandi predecessori. Un esempio di ciò sono gli arredi sacri per il Tempio di Cristo Salvatore, che sono stati riprodotti dai gioiellieri contemporanei con un lavoro di altissimo livello.  

I migliori manufatti dell'industria nazionale del gioiello vengono presentati ogni anno nelle più autorevoli fiere internazionali di ornamenti preziosi e orologeria, a Vicenza, Basilea, Berlino e Hong Kong.

Nel 1996 il gioiello "Sfinge di Giza" di Elena Opaleva vinse il premio internazionale per i gioielli di diamanti della maison De Beers, l'equivalente del premio Oscar nel mondo del gioiello. Nel 2013, per la seconda volta di seguito, il designer di gioielli Ilgiz Fazulzjanov, di cittadinanza russa, si è aggiudicato il Grand Prix e il titolo di "Vincitore tra i vincitori" al concorso internazionale per creatori di gioielli International Jewellery Design Excellence Award di Hong Kong.

Un gioiello da far girare la testa
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Galina Ananina spiega che attualmente i principali centri dell'arte orafa in Russia sono Mosca, San Pietroburgo, Kostroma e Yaroslavl. Inoltre, nelle fiere all'estero vengono premiati i brillanti della Yacutia, gli ornamenti preziosi con motivi nazionali, ma anche i lavori dei tagliatori di pietre degli Urali.   

La Ananina ha inoltre sottolineato che spesso i russi non hanno modo di conoscere i capolavori contemporanei dei gioiellieri nazionali e di farsi un'idea chiara dei risultati raggiunti nel settore del gioiello. "Il risultato è che si crea l'impressione che i maestri orafi russi realizzino solo anelli e catenine standardizzati", dichiara l'esperta.  

Stando alla sua valutazione, le aziende russe di gioielleria producono un 20 per cento di manufatti esclusivi e il restante 80 per cento di oggetti di largo consumo, destinati ai clienti con un reddito medio e medio-basso. 

Anche Tatiana Kyrbasova, direttrice esecutiva dell'Associazione dei produttori di brillanti e gioielli della Repubblica di Sakha (Yacutia), osserva che il settore sta sperimentando una rinascita: "In Yacutia l'arte della gioielleria ha radici secolari. La nuova fioritura del settore è iniziata nel periodo post-sovietico, grazie agli investimenti privati. Negli ultimi tempi, poi, è diventato tangibile il sostegno dello stato alle imprese dell'industria manifatturiera".  

La Kyrbasova si dice convinta che sia importante assicurare una certa stabilità al settore: "Da noi in Yacutia la manodopera e l'energia sono costose.  E l'estrazione sotterranea dei diamanti, verso cui si sta orientando Alrosa (il principale produttore di brillanti in Russia), è più dispendiosa. Sono rincarate le materie prime con cui si realizzano le creazioni di gioielleria: diamanti, oro e argento". La lavorazione delle pietre attualmente è in una fase di stagnazione.  

Un altro problema del settore è la legislazione ereditata dall'Unione Sovietica. Come racconta Vasily Vlasov, presidente del Consiglio per i diamanti presso il presidente della Repubblica di Sakha (Yacutia), dal 2003 i metalli preziosi e le pietre non sono più considerati valuta speciale, come ai tempi dell'Urss: sono diventati merci comuni, ma la situazione normativa ha subito ben poche modifiche.  "Per avviare una manifattura di gioielli, i locali devono essere opportunamente attrezzati: servono delle casseforti di cemento armato, grate metalliche alle finestre, porte blindate, un servizio di scorta durante i trasporti", spiega Vlasov.  Tutto ciò si ripercuote sui costi di produzione.  

Inoltre, nel Codice Penale permangono alcune limitazioni relative alle operazioni con i metalli preziosi e le pietre preziose.

I fabbricanti di gioielli si trovano in serie difficoltà anche per via della pressione fiscale. "Per ora all'estero i russi vendono essenzialmente i brillanti a Ramat Gan (Israele), Anversa (Belgio), e Shanghai (Cina)", racconta Tatiana Kyrbasova. Vasily Vlasov spiega che tutti gli smeraldi, gli zaffiri, le alessandriti e le altre pietre vengono importate e sono soggette a un'imposta e a un dazio che insieme ammontano al 33 per cento del valore totale delle pietre.

Inoltre, i costi di produzione dei brillanti in Russia sono molto elevati, per la difficoltà della loro estrazione e per l'alto costo della manodopera, e produrre brillanti di piccole dimensioni è addirittura antieconomico. Eppure, proprio questi ultimi sono maggiormente richiesti dal mercato, denuncia Vlasov. "Per la gran parte dei manufatti, i brillanti vengono acquistati in Cina e India, ma i costi di produzione vengono comunque addizionati del 33 per cento. Sorgono dei problemi anche in caso di vendita all'interno del Paese. Ad esempio, la società Alrosa vende i diamanti ai suoi partner stranieri senza imposte, mentre da quelli russi riscuote l'Iva", dichiara l'esperto. Vlasov osserva che il Consiglio dei diamanti cerca di contrastare queste irregolarità ormai da dieci anni, ma non sempre ottiene l'appoggio del governo della Federazione Russa.

Grazie al Forum economico internazionale del gioiello che si terrà a settembre 2013, gli specialisti puntano ad attirare attenzione sul settore e a risolvere i problemi che si sono accumulati. Ai lavori del forum prenderanno parte numerose delegazioni straniere, tra cui alcuni rappresentanti della Confederazione mondiale dei gioiellieri, i dirigenti delle associazioni nazionali di gioiellieri di diversi Paesi, i rappresentanti delle aziende russe e delle unioni di categoria regionali, società di investimento, case d'asta, gallerie e organizzatori di esposizioni, oltre a illustri esperti d'arte.   

Nella cornice del forum si terrà il Ballo di beneficenza dei gioiellieri di tutta la Russia (14 settembre 2013). Si svolgeranno anche una mostra dal titolo "L'arte orafa in Russia: tradizioni e contemporaneità", e la presentazione delle medaglie delle Olimpiadi invernali di Sochi 2014.

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