La Russia punta sulla Via Marittima del Nord

Il trasporto dei carichi attraverso la Via Marittima del Nord consente di ridurre il tempo del viaggio del 20-30 per cento (Foto: Getty Images / Fotobank)

Il trasporto dei carichi attraverso la Via Marittima del Nord consente di ridurre il tempo del viaggio del 20-30 per cento (Foto: Getty Images / Fotobank)

Entro il 2020 il volume delle merci trasportate lungo questa tratta potrebbe aumentare notevolmente, e la Federazione studia un piano per sfruttare al massimo la rotta

I marinai optano per il Nord. Verso il 2020 il volume dei carichi trasportati per la Via Marittima del Nord può aumentare di otto volte. Lo ha annunciato il Ministero dei Trasporti della Federazione Russa. Cresce, infatti, il volume dei carichi in transito dall’Europa verso l’Asia, e si provvede a valorizzare le piattaforme continentali nei Mari di Barents e di Kara.

Secondo alcuni esperti, per far fronte a tali prospettive sarebbe necessario creare una nuova flotta.

La Via Marittima del Nord è la tratta marittima più breve tra l’Europa e l’Asia che passa attraverso i mari dell’Oceano Glaciale Artico. Nel periodo sovietico le navi straniere non potevano servirsene. Questo tragitto fu aperto alla navigazione internazionale nel 1993, anche se la prima nave straniera passò solamente nel 2009.

A bordo della rompighiaccio Vaygach
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Il principale traffico mercantile tra i due continenti passa tutt’oggi attraverso il Canale di Suez o attorno all’Africa. “Ma negli ultimi tempi le tratte tradizionali non sono più sicure - dice Vassily Gutsuliak, esperto del Centro di Diritto Marittimo -. Con l’aumento degli assalti dei pirati, è aumentato anche il numero di navi che ha ripreso a trasportare le merci attraverso la Via Marittima del Nord”.

Secondo le stime di alcuni esperti, il trasporto dei carichi attraverso questa tratta consente di ridurre il tempo del viaggio del 20-30 per cento. Il problema, però, sta nel fatto che, per buona parte dell’anno la Via Marittima del Nord non è praticabile per via dei ghiacci. Per servirsene è necessario impiegare dei rompighiaccio: una pratica che aumenta notevolmente i costi di trasporto. Anche se il riscaldamento globale registrato negli ultimi anni ha comportato la riduzione dello strato di ghiaccio.

Secondo le stime del Ministero russo dei Trasporti, verso il 2020 il volume del trasporto dei carichi attraverso la Via Marittima del Nord può aumentare fino a 30 milioni di tonnellate in un anno. Quasi la metà di questo volume spetterà ai carichi di transito; il resto ai carichi provenienti dalla Penisola dello Yamal dove vengono sfruttati i giacimenti di gas.

Secondo Igor Davidenko, professore di scienze geologiche e mineralogiche, “l’esperienza di trasporto del gas liquefatto dalla Norvegia verso la Cina ha dimostrato che si tratta di un’impresa low-cost, sicura e veloce”.

Lo scienziato è convinto che per sfruttare tutte le opportunità di questo percorso sarebbe necessario creare un’infrastruttura che comprenda una rete di stazioni meteo, e delle basi per la riparazione delle navi. Ma l’essenziale è costruire una flotta mercantile.

A tale proposito, alcune società russe che hanno interessi in questa regione hanno già avviato la realizzazione di proprie flotte. La Lukoil, inoltre, ha costruito tre petroliere e un rompighiaccio. Stanno sviluppando una propria flotta anche Gazprom, Rosneft e Norilsky Nikel.

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