Finanza, un'amnistia senza fretta

Pubblico alla presentazione stampa del film documentario di Cyril Tuschi, "Khodorkovsky", presso il Centro d'arte contemporanea Vinzavod (Foto: RIA Novosti / Vitaly Belousov )

Pubblico alla presentazione stampa del film documentario di Cyril Tuschi, "Khodorkovsky", presso il Centro d'arte contemporanea Vinzavod (Foto: RIA Novosti / Vitaly Belousov )

Il processo di declassamento dei reati è in corso dall'inizio del 2013: solo il 70-80 per cento di quanti hanno chiesto la modifica dell'imputazione potrà ottenerla

Nel mese trascorso dall'entrata in vigore in Russia del provvedimento di amnistia per i reati economico-finanziari sono tornati in libertà 29 imprenditori; sono cessati i processi penali in corso nei confronti di 61 uomini d'affari, e a 10 di loro sono state revocate le condanne.

Di cosa si tratta?

L'amnistia per i reati economico-finanziari riguarda i condannati per 27 tipi di reati economici contemplati dal Codice Penale della Federazione Russa. L'amnistia interessa anche i condannati con sospensione condizionale della pena e coloro che hanno ottenuto il rinvio della pena. Il provvedimento di amnistia ha effetto solo per le persone non pregiudicate penalmente o condannate per la prima volta per reati connessi all'attività imprenditoriale, a condizione che essi adempiano durante l'amnistia il loro obbligo di restituire i beni o di risarcire i danni alle parti lese. Il risarcimento dei danni è previsto non solo nei confronti dello Stato e delle persone giuridiche, ma anche delle persone fisiche

Questi i dati resi noti da Kommersant, che cita fonti dell'entourage del difensore civico degli imprenditori Boris Titov, responsabile dell'attuazione della misura voluta da Vladimir Putin.

Molti sono rimasti delusi da queste cifre: secondo l'avvocato Konstantin Rivkin, che in passato ha difeso gli interessi dell'oligarca in disgrazia Platon Lebedev, il problema principale dell'amnistia è che "non corrisponde affatto alle intenzioni iniziali di Titov: si era parlato della necessità di liberare tutti gli imprenditori, 100mila persone, mentre adesso si parla solo di una manciata".

Sono stati resi pubblici anche i dati sui risarcimenti dei danni. Le persone indagate dal Ministero degli Interni nei cui confronti non era stata ancora emessa una sentenza dal tribunale hanno pagato per l'interruzione delle inchieste quasi 43 milioni di rubli, in denaro o con la restituzione di beni, scrive Vedomosti.

L'avvocato Vadim Kljuvgant, difensore di Mikhail Khodorkovsky, non è sorpreso da queste cifre. Secondo l'esperto, il progetto di legge fin dall'inizio prevedeva un'amnistia subordinata al pagamento di un risarcimento. Kljuvgant fa notare che l'amnistia riguarda sia i non colpevoli, sia quanti non accettano la condanna, e che in ogni caso la condizione fondamentale per la scarcerazione è il risarcimento del danno, benché non sia sempre chiaro come quest'ultimo sia stato quantificato.

Per ora neanche all'apposito Comitato legislativo della Duma sono entusiasti di come procede l'amnistia. Ci si aspettava che il provvedimento avrebbe interessato non meno di 10mila persone. 

Il presidente del Comitato, Pavel Krasheninnikov, non ha voluto esprimere un giudizio sull'andamento dell'amnistia, ma ha osservato che di fatto essa durerà molto più dei sei mesi preannunciati, e che secondo le sue previsioni porterà alla liberazione di oltre 1.000 persone. "Di sicuro non saranno decine di migliaia [gli imprenditori amnistiati], ma attualmente nessuno è in grado di prevederne il numero esatto", ha dichiarato il deputato.

Tra le cause della lentezza dell'amnistia i giornali russi citano le procedure per sostituire i capi d'imputazione nei processi con reati meno gravi. A volte, in uno stesso processo in cui l'imputazione è l'articolo 159 del Codice Penale (reato di frode) sono coinvolte diverse persone. Il reato di frode non rientra nella lista dei reati oggetto di amnistia, benché molti imprenditori siano stati condannati proprio per frode; nell'elenco generale compaiono solo i reati descritti dagli articoli 159.1 e 159.4 (frode nello svolgimento di attività imprenditoriale), introdotti all'inizio del 2013. Ciò significa che ora questi imprenditori per poter tornare in libertà devono ottenere la modifica dell'imputazione a loro carico, spiega la rivista Expert. Ma i giudici, secondo quanto dichiara Titov, non lo fanno volentieri.

Alla domanda del corrispondente di Expert, che chiedeva se potranno godere dell'amnistia anche Alexei Navalny, condannato a 5 anni nel processo "Kirovles", e Mikhail Khodorkovsky, che sta tuttora scontando la sua pena in carcere, il difensore civico ha risposto così: "L'amnistia per i reati economico-finanziari è fatta di una serie di misure sistemiche. Non vi sono soluzioni particolari per singoli personaggi. Attualmente dal punto di vista giuridico sarebbe difficile fare ottenere l'amnistia a Navalny o a Khodorkovsky".

Il processo di declassamento dei reati è in corso dall'inizio del 2013 e, a oggi, il numero delle richieste accolte dai giudici, dal Ministero degli Interni, dal Comitato Inquirente della Russia e dall'Fsb (Servizio Federale di Sicurezza) è arrivato a 279, come rende noto Vedomosti, citando fonti della squadra di Titov; all'amnistia potranno aspirare fino al 70-80 per cento di quanti hanno chiesto la modifica dell'imputazione. 

L'amnistia è appena entrata in vigore, il provvedimento è stato elaborato con la partecipazione del Ministero degli Interni e degli organi di pubblica sicurezza e tutto si sta svolgendo secondo i piani; il numero degli amnistiati continuerà ad aumentare: ne è convinto Andrei Nazarov, coautore dell'amnistia e copresidente del centro intitolato "Il business contro la corruzione" istituito presso il difensore civico. Per quanto riguarda il risarcimento dei danni, l'imputato può attendere la decisione del tribunale se è convinto della propria innocenza, e la questione verrà a cadere. Risarcire i danni è giusto nei confronti della parte lesa, conclude Nazarov.

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