Un nuovo grande porto per la Russia

Il porto di Sochi sul Mar Nero è uno dei più grandi di Russia, ma quello di Taman, sulla carta, andrà a superare le sue dimensioni e il suo traffico (Foto: Mikhaïl Mokrouchine/RIA Novosti)

Il porto di Sochi sul Mar Nero è uno dei più grandi di Russia, ma quello di Taman, sulla carta, andrà a superare le sue dimensioni e il suo traffico (Foto: Mikhaïl Mokrouchine/RIA Novosti)

Le autorità hanno illustrato il progetto pensato per Taman, nella regione di Krasnodar, e un terzo degli investimenti arriverà da privati

Nell’illustrare i suoi prossimi investimenti, l’azienda pubblica russa Rosmorport, impegnata nello sviluppo delle infrastrutture marittime del Paese, ha reso nota la sua intenzione di raccogliere fondi privati per finanziare la costruzione di un nuovo porto sulla Penisola di Taman, nella regione di Krasnodar.

Secondo l’ultima versione del programma federale “Sviluppo dei trasporti in Russia”, lo Stato si ripropone infatti di investire in questo progetto quasi 1,8 miliardi di euro. Tuttavia, per la realizzazione del porto si renderà necessaria una somma complessiva intorno ai 2,7 miliardi di euro.

Per coprire la differenza, le autorità russe vogliono concedere una parte delle infrastrutture del futuro porto ad aziende private. L’elenco delle strutture che saranno affidate a società concessionarie non è stato ancora stabilito, ma probabilmente si tratterà di network di aziende di servizio pubblico e di logistica. Allo scopo di recuperare gli investimenti, le aziende potranno proporre servizi di noleggio dei moli, introdurre una tassa speciale per il canale di avvicinamento oppure servirsi della fatturazione delle utenze per i servizi pubblici.

Secondo il progetto, la costruzione dei terminal del porto sarà finanziata da investitori privati. Tra le società pronte a prendere parte all’iniziativa figurano parecchie grandi aziende russe, tra le quali Ucl Holding, Global Ports, Suek (Siberian Coal Energy Company) e altre ancora.

Quanto agli elementi strutturali del porto appartenenti allo Stato, la questione è stata affrontata dagli organizzatori a più riprese; lo riferisce una fonte a conoscenza del progetto: “Fino a pochi anni fa, gli investitori più importanti dicevano che avrebbero finanziato il progetto soltanto se l’infrastruttura fosse stata già realizzata. Nessuno voleva accollarsi le spese del progetto senza che fosse rispettata questa condizione. Adesso, finalmente, si è deciso che la realizzazione dell’infrastruttura sarà interamente a cura dello Stato, ma al momento c’è un deficit di bilancio”.

La spesa totale per la realizzazione del nuovo porto si aggira intorno ai 5,3 miliardi di euro. Il porto dovrà essere operativo nel 2018 ed entro il 2020 il traffico commerciale dovrebbe raggiungere i 90 milioni di tonnellate per anno. Il progetto è ora allo studio da parte del governo.

Le autorità russe hanno creato la società di gestione “Rmp-Taman” (il 100 per cento dell’azienda appartiene al momento a Rosmorport, ma la Regione di Krasnodar ne otterrà il 25 per cento), che ha già iniziato l’acquisto dei terreni. Secondo Rosmorport, Rmp-Taman selezionerà gli investitori, affitterà loro alcuni terreni, realizzerà e farà sfruttare le infrastrutture. La Ucl Holding, appartenente al miliardario russo Vladimir Lisin, si prefiggeva di ottenere una percentuale di quote di Rmp-Taman, ma il Ministero russo dei Trasporti ha deciso che in futuro i costruttori di porti e di moli dovranno essere indipendenti dalla società di gestione degli stessi.

Esiste già un porto marittimo sulla Penisola di Taman, situato a Volna, un paese vicino a Zhelezny Rog. Il porto è specializzato nell’esportazione di petrolio greggio e di prodotti petroliferi, di gas da petrolio liquefatto, di ammoniaca e di cereali. Tuttavia, il suo traffico commerciale (2,2 milioni di tonnellate importate ed esportate nel 2012) è inferiore ai requisiti.

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