L'appello di Putin ai Paesi esportatori di gas

Il Presidente Putin, al Forum dei Paesi esportatori di gas, ha criticato la politica energetica dell'Unione Europea (Foto: AP)

Il Presidente Putin, al Forum dei Paesi esportatori di gas, ha criticato la politica energetica dell'Unione Europea (Foto: AP)

Il Presidente russo critica i tentativi dell’Europa di rivedere le condizioni per la fornitura della materia prima e chiede di unire le forze contro il Terzo Pacchetto Energia

Durante il suo intervento al Forum dei Paesi esportatori di gas (Gecf), a Mosca, il 2 luglio 2013, il Presidente Vladimir Putin ha proposto ai partecipanti di contrastare congiuntamente le richieste del “Terzo Pacchetto Energia” che limitano la vendita e il trasporto di gas.

Il Presidente ha criticato il desiderio degli europei di rifiutare i contratti a lungo termine e di slegare i prezzi del gas dalle quotazioni del petrolio. Secondo l’agenzia Interfax, i Paesi membri del Gecf hanno dichiarato di “essere pronti a rafforzare il coordinamento delle loro azioni per tutelare gli interessi dei Paesi esportatori di gas, in tutti gli ambiti, compresa l’interazione con le autorità regolatrici dei Paesi consumatori di gas”. I Paesi membri del Gecf detengono il 65 per cento delle riserve mondiali di gas e quasi il 50 per cento delle esportazioni.

“Abbiamo investito in infrastrutture, sviluppato una rete di gasdotti, stanziato miliardi di dollari in questi progetti, nel rispetto delle norme allora in vigore. Dopodiché vengono prese decisioni, come il Terzo Pacchetto Energia, che vengono estese a tutto ciò che abbiamo fatto in passato”, ha commentato, indignato, il Presidente Putin, sottolineando che la Russia non si è scontrata solo con questa minaccia. Viste le circostanze, “la solidarietà tra i Paesi esportatori di gas risulta fondamentale”, riporta Interfax citando le parole di Putin.

I rappresentanti dell’Ue e dei consumatori europei di gas si sono rifiutati di commentare le dichiarazioni del Presidente russo.

È già da diversi anni che Gazprom sta cercando di eliminare le restrizioni del Terzo Pacchetto Energia, che colpiscono le ramificazioni Opal e Nel del gasdotto Nord Stream.

Rosneft, nei suoi contratti per la fornitura di gas naturale liquefatto (Gnl), si basa sull’indicizzazione al prezzo del petrolio, ha dichiarato il presidente della compagnia petrolifera statale, Igor Sechin, secondo quanto riportato da Interfax.

Gazprom sta attualmente negoziando prezzi più bassi e l’applicazione di sconti per i propri clienti. Circa un miliardo e mezzo di euro verrà destinato al pagamento della società tedesca Rwe, riferisce una fonte vicina al colosso russo. Il tribunale arbitrale ha ordinato di annullare le condizioni del contratto per la fornitura di gas alla Repubblica Ceca, che legava il consorzio russo alla società tedesca dal 2010, e di restituire all’acquirente parte del denaro. La Gazprom si è dichiarata soddisfatta dell’esito della sentenza, ha assicurato il presidente della società russa, Alexei Miller.

Il caso della Rwe “crea un precedente per il resto dei Paesi europei, che potrebbero porre fine alla pratica, in vigore ormai da quarant’anni, di legare i prezzi del gas a quelli del greggio”, spiega Alberto Gandolfi, analista di UBS, secondo quanto riportato da Bloomberg. “Finché non ci sarà liquidità sul mercato del gas, parlare di indicizzazione è davvero prematuro, nonché pericoloso, soprattutto, per l’Europa”, sottolinea Denis Borisov, direttore del centro di ricerca sul petrolio e il gas di Ernst & Young a Mosca.

Nel 2013, i fondi per i pagamenti retroattivi ai clienti europei aumenteranno di nuovo, ha segnalato il vice direttore di Gazprom, Aleksandr Medvedev: i prezzi per i clienti più importanti subiranno una riduzione del 7-10 per cento. 

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