Videogiochi, il trend del mercato russo

Alisa Chumachenko, fondatrice e amministratrice delegata di Game Insight (Foto: Ufficio Stampa)

Alisa Chumachenko, fondatrice e amministratrice delegata di Game Insight (Foto: Ufficio Stampa)

Alisa Chumachenko, fondatrice e amministratrice delegata di Game Insight, una società leader nello sviluppo di videogames free-to-play e applicazioni per piattaforme mobili e social network, rivela il modo in cui nascono le idee per i nuovi giochi

Dopo essersi laureata alla Gitis, la più importante scuola di teatro della Russia, Alisa Chumachenko non è diventata né un’attrice né una regista. A metà del 2000, assieme a un gruppo di amici, appassionati di computer e videogames, ha deciso di dedicarsi personalmente alla produzione di videogiochi. Nel 2010, ha fondato la società, Game Insight, che produce applicazioni gratuite per iOS, Android, Facebook e VKontakte.

Nel 2012, Game Insight ha aperto una filiale a San Francisco, ha raggiunto un volume d’affari pari a 90 milioni di dollari ed è entrata nella Top 30 delle aziende di maggior successo della Rete Web russa, secondo la rivista Forbes. In un’intervista a Russia Oggi, Alisa Chumachenko ha parlato di come la sua società sia approdata in America, delle tendenze del mercato del mobile gaming e della sua ossessione per i videogiochi.

Nel 2012 ha aperto un ufficio a San Francisco. Di che cosa si occupa?

La filiale che abbiamo aperto a San Francisco si occupa principalmente di business development, mentre a Mosca ci concentriamo sullo sviluppo dei software e sulle operazioni. I dipendenti dell’ufficio americano ci aiutano con il branding, le relazioni pubbliche, il marketing e lo sviluppo delle attività locali. È molto importante per noi poter contare su un hub tutto nostro nell’epicentro dell’industria hi-tech, nella Silicon Valley, per poter seguire da vicino tutte le novità del settore. Vantiamo poi anche dei centri di rappresentanza in Giappone, Corea e Sud America. Non si tratta, però, di uffici a pieno titolo, bensì di una rete di rappresentanti che ci aiutano a capire meglio questi mercati in rapida crescita.

Come nasce un nuovo videogioco?

Quasi tutti i dipendenti di Game Insight sono appassionati di videogiochi; l’esperienza pluriennale del nostro team ci permette di guardare avanti e capire quali giochi saranno i più richiesti da qui a sei mesi, un anno, o persino due anni. Si tratta di un processo molto intuitivo ma anche molto razionale, basato su statistiche e studi analitici. Abbiamo una lista immaginaria, una sorta di wishlist, di videogiochi che vorremmo venissero sviluppati nella realtà.

Quali sono le differenze tra gli utenti dei vari Paesi?

Se confrontiamo i giocatori russi con quelli americani, i russi sono più emotivi e spontanei, anche per quanto riguarda le loro abitudini di acquisto. Gli americani, invece, preferiscono, di solito, pianificare la loro spesa. Ciononostante, sono proprio gli americani a rappresentare il grosso delle nostre vendite. Gli europei sono più difficili da definire, sono tutti diversi. In ogni caso, quelli che spendono di più in acquisti in-app sono, inaspettatamente, i giapponesi.

Le vostre applicazioni sono gratuite. Come fate a guadagnare?

Guadagniamo perlopiù grazie alla pubblicità e alla vendita di contenuti aggiuntivi. L’azienda trae profitti dal branding e da una serie di applicazioni speciali. Riteniamo che il freemium (free-to-play) sia il modo migliore per monetizzare: gli utenti possono giocare gratuitamente, ma per percepire bonus e servizi extra devono pagare. Questo modello è già molto popolare e la sua popolarità è destinata solo a crescere.

Ricorrete anche alla pubblicità integrata?

Se una società riesce a guadagnare già con i propri giochi, mediante applicazioni gratuite, allora non ha senso che ricorra all’inserimento di annunci intrusivi, rischiando così di rovinare l’esperienza dell’utente. I nostri giochi sono liberi da pubblicità integrata e, per il momento, non abbiamo nessuna intenzione di cambiare la nostra strategia di monetizzazione. Tuttavia, per molti sviluppatori, l’integrazione di annunci nelle loro applicazioni può rivelarsi la loro unica fonte di reddito.

Che cosa può fare uno sviluppatore per far sì che le sue applicazioni spicchino tra decine di altri prodotti simili?

La qualità viene prima di ogni altra cosa. Il mio consiglio, ai giovani sviluppatori, è di non farsi prendere dalla fretta nel tentativo di creare qualcosa di innovativo, ma poco curato nei dettagli, giacché, nella maggior parte dei casi, progetti simili sono destinati a fallire.

Quali cambiamenti ci dobbiamo aspettare sul mercato videoludico nel 2013?

Innanzitutto, vedremo più giochi multipiattaforma e di categoria midcore e hardcore (di media e alta difficoltà). Ciò si deve in particolare alla crescente migrazione dei giocatori, da Pc e console a dispositivi mobili.  Anche la popolarità di Facebook, quale piattaforma di gioco, sta aumentando sempre di più. Facebook ha una strategia mobile forte e presto potremo assistere a importanti iniziative, che avranno sicuramente un impatto sul settore del mobile gaming.

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