“Il settore bancario russo ha l’opportunità unica di diventare globale”

Pavel Teplukhin, amministratore delegato di Deutsche Bank in Russia (Foto: Itar-Tass)

Pavel Teplukhin, amministratore delegato di Deutsche Bank in Russia (Foto: Itar-Tass)

Pavel Teplukhin, amministratore delegato di Deutsche Bank in Russia, parla della concorrenza da parte delle banche russe, delle riforme di Egor Gaidar e del suo intervento al XVII Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo

La carta d'identità

Pavel Teplukhin è uno dei fondatori di “Troika Dialog”, la più grande società di gestione della Russia (nel 2011, è stata acquistata da Sberbank e ribattezzata Sberbank CIS). Teplukhin ha gestito “Troika Dialog” dal 1996 al 2010, prima in qualità di direttore esecutivo poi di presidente del consiglio di amministrazione. Ha inoltre preso parte al lancio, negli Stati Uniti, del primo fondo comune di investimento incentrato sulla Russia e nel 1997 ha creato in Russia il primo fondo comune di investimento aperto. È a capo del comitato strategico del consiglio di amministrazione della società pubblica Rusnano, e membro del consiglio di amministrazione della società pubblica World Trade Center di Mosca. È alla Deutsche Bank dal 1° ottobre del 2012

L'amministratore delegato di Deutsche Bank in Russia, Pavel Teplukhin, parla della concorrenza da parte delle banche russe, delle riforme di Egor Gaidar e anticipa il contenuto del suo intervento al XVII Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo, in programma dal 20 al 22 giugno 2013.

Qual è la situazione del settore bancario russo sullo sfondo di quello mondiale?
In questo momento, il settore bancario a livello mondiale si trova in un punto critico. Se in America è in piena crescita e in Europa procede con un po’ di ritardo, in Russia possiamo dire che ha superato quello europeo. Il modello di business delle principiali banche russe - VTB, Sberbank, Nomos-Bank, Alpha Bank - sta cambiando. In precedenza, il mercato era organizzato in base alla tipologia di prodotto: c’erano banche di investimento, banche commerciali e così via. Ora invece tutte fanno tutto. Inoltre, il sistema bancario russo ha tutte le carte in regola per essere tra i primi a entrare in una nuova struttura finanziaria. Ritengo che il settore bancario russo abbia un’opportunità unica: può, vuole e ha un’opportunità unica di diventare globale. A proposito, è proprio di questo che parlerò nel corso del mio intervento al XVII Forum Economico Internazionale che si svolgerà nella città di San Pietroburgo dal 20 al 22 giugno 2013.

È la prima volta che partecipa al Forum di San Pietroburgo?
Sono stato a tutte le edizioni. Riteniamo che il forum sia il secondo più importante a livello mondiale dopo quello di Davos e vi partecipiamo in maniera attiva. Quest’anno diversi rappresentanti di Deutsche Bank interverranno nel corso delle varie sessioni. Juergen Fitschen, co-presidente del comitato direttivo di Deutsche Bank AG, parteciperà alla tavola rotonda “Russia-Germania: principali questioni di partenariato strategico ed economico tra i due Paesi” e alla tavola rotonda “Lo sviluppo dell’industria russa e il suo ruolo nella catena di fornitura globale”, Thomas Mayer, consulente senior presso Deutsche Bank AG, sarà moderatore alla tavola rotonda di economisti “Prospettive dell’economia mondiale”, mentre io interverrò alla tavola rotonda “Lo sviluppo della competitività nel mercato globale”.

La Deutsche Bank avverte una forte concorrenza da parte degli operatori locali in Russia?
La Deutsche Bank ha iniziato a operare in Russia già alla fine del XIX secolo ed è stata una delle prime banche estere a vivere una rinascita nella Russia post-perestrojka. La concorrenza da parte degli operatori locali, naturalmente, c’è, ma continuiamo in ogni caso a occupare una posizione leader tra le banche d’investimento estere. I nostri clienti al dettaglio sono in costante aumento e per quanto riguarda i servizi di valuta estera, è difficile competere con noi, perché siamo una banca globale con una presenza molto forte in Russia.

A suo tempo, è stato uno dei principali consulenti del team di Egor Gaidar. Come valuta le riforme adottate allora?
Sono molto felice di aver avuto la possibilità di vivere in un’epoca di grandi cambiamenti. Ci trovammo ad avere a che fare con la popolazione sovietica, un ambiente ostile, le casse dell’erario completamente vuote e il rischio di un blackout totale che avrebbe potuto lasciare al buio l’intero Paese. Credo che le decisioni che furono prese allora, tra cui la liberalizzazione dei prezzi, la legalizzazione del mercato del petrolio, la privatizzazione, il commercio estero e la proprietà privata, si siano rivelate, successivamente, più efficaci di quelle di molti dei nostri vicini dell’Europa orientale. Le nostre riforme hanno dato dei risultati migliori e in un lasso di tempo limitato. Guardate la situazione in Moldavia, Repubblica Ceca, Polonia, Ungheria e negli Stati Baltici: siamo tutti partiti dalle stesse basi.

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