Mercati, la società russa Qiwi sul Nasdaq

Qiwi gestisce una catena di 169.000 terminal di pagamento, che operano sulla base di commissioni (Foto: Kommersant)

Qiwi gestisce una catena di 169.000 terminal di pagamento, che operano sulla base di commissioni (Foto: Kommersant)

La compagnia che gestisce il più grande sistema russo di pagamenti elettronici ha lanciato un'offerta pubblica iniziale sull'indice dei principali titoli tecnologici della Borsa americana

Qiwi Plc, la società che gestisce il più grande sistema di pagamenti elettronici della Russia, il 3 maggio 2013 ha effettuato una ipo sul Nasdaq. La compagnia ha collocato 12,5 milioni di azioni sotto forma di Adr (American Depositary Receipt), al prezzo iniziale di 17 dollari per azione. Tale valore si trova esattamente a metà del range del prezzo di offerta stabilito dall'azienda, tra 16 e 18 dollari per azione, vale a dire tra 832 e 936 milioni di dollari per l'intera società.

 

Le società russe quotate nella Borsa americana

Le prime aziende russe a quotarsi sulla borsa americana furono i maggiori operatori del mercato delle telecomunicazioni, la Mobile TeleSystems (Мts) e la VimpelCom; più di 10 anni fa collocarono le loro azioni sulla Borsa di New York (Nyse). Due anni più tardi la holding mediatica Sts Media effettuò una ipo sul Nasdaq collocando il 16,38 per cento delle proprie azioni al prezzo di 14 dollari l'una (per un valore di 345,9 milioni di dollari). La successiva ipo di una società russa sul mercato azionario americano avvenne solo 5 anni dopo. La compagnia informatica Yandex nel corso dell'ipo sul Nasdaq attirò investimenti per 1,435 miliardi di dollari. Il suo fu un collocamento record tra le compagnie informatiche quotate sul Nasdaq nel 2011

A conclusione dell'ipo Qiwi è stata valutata dagli investitori 884 milioni di dollari; nel book building gli ordini hanno superato di 5,5 volte l'offerta.  Le contrattazioni sono iniziate con 15 minuti di ritardo e sono state caratterizzate da un leggero ribasso del prezzo (pari allo 0,24 per cento): l'azione di Qiwi è stata scambiata a 16,95 dollari, ma successivamente il prezzo è salito fino a 17,05 dollari.

 

Le azioni di Qiwi sono state vendute in borsa solo dagli azionisti, la società non ha partecipato direttamente al collocamento.  In totale gli azionisti hanno attirato 244,375 milioni di dollari; 212,5 milioni di dollari spettano ai venditori, mentre i restanti 31,875 milioni andranno alle banche di investimento organizzatrici dell'Ipo.

I principali venditori sono stati il presidente del Consiglio di Amministrazione di Qiwi Andrei Romanenko e suo padre Nikolai: la società Antana International Corp., di loro proprietà, ha venduto 3,23 milioni di azioni per un controvalore di 54,4 milioni di dollari. La holding di investimento russa Mail.ru Group, specializzata negli investimenti in progetti legati al web, ha venduto 3,01 milioni di azioni per un valore di 51,17 milioni di dollari; 2,17 milioni di azioni sono stati ceduti dalla Palmway Holdings Ltd. di Andrei Muraviov (membro del Consiglio di Amministrazione di Qiwi) per un valore di 36,98 milioni di dollari.

Una fonte vicina ai partecipanti all'offerta pubblica ha dichiarato al giornale Vedomosti che l'80 per cento degli investitori che hanno acquistato le azioni di Qiwi nel corso dell'ipo sono statunitensi. Un altro 17 per cento degli investitori sono europei, e il restante 3 per cento proviene da altri paesi.

In totale Qiwi possiede 52 milioni di azioni, 40 di classe A (ogni azione dà diritto a 10 voti) e 12 milioni di classe B (1 voto per azione). Dopo il collocamento, sul mercato circoleranno il 23 per cento del capitale e il 2,9 per cento dei voti di Qiwi. Le banche organizzatrici dell'offerta pubblica sono Credit Suisse, JPMorgan, Renaissance Capital, Robert  W. Baird & Co, William Blair & Co.

Dopo che gli organizzatori dell'ipo avranno realizzato la loro opzione su 1,8 milioni di azioni di Qiwi (potranno farlo entro 30 giorni dalla data del collocamento), sul mercato vi saranno il 26,5 per cento del capitale e il 3,35 per cento dei voti della società.

"Qiwi è ora una delle cinque compagnie russe quotate sui mercati borsistici americani: è un grande risultato", ha dichiarato a Vedomosti Andrei Romanenko, uno dei fondatori della società.  Romanenko ha precisato che in fase di ipo le azioni non sono state vendute da lui, ma da suo padre Nikolai Romanenko (tramite una società che appartiene a entrambi, l'Antana International Corp.).

"Mio padre ha intenzione di collocare il ricavato dell'operazione nel fondo di famiglia (gestito da Andrei Romanenko); investiremo questi soldi in aziende che operano nel settore di Internet", ha spiegato Romanenko, secondo il quale anche i soci di Qiwi Igor Mikhajlov e Sergei Fedjuschenko hanno in vista degli investimenti nei progetti Internet.

"Tutti gli investitori hanno visto avverarsi le loro attese", ha affermato il membro del consiglio di amministrazione di Qiwi Andrei Muraviov commentando i risultati dell'ipo. Muraviov è un investitore finanziario: è entrato nella società cinque anni fa, e ora ne è parzialmente uscito. Il denaro guadagnato con l'ipo verrà investito nell'economia russa, ha osservato Muraviov.

Qiwi è il maggior operatore di pagamenti elettronici in Russia e nei Paesi Csi. La società gestisce una rete di 169mila terminali di pagamento elettronico; i suoi profitti provengono dalle commissioni sui pagamenti. Oltre 40 mila commercianti usufruiscono dei servizi del sistema, incassando ogni mese oltre 39 miliardi di rubli in contanti da 65 milioni di utenti. Inoltre, Qiwi in collaborazione con Visa guadagna sui pagamenti effettuati nei sistemi di online wallet (attualmente vi sono 11 milioni di account). I portafogli virtuali producono il 30 per cento dei profitti e crescono ogni anno dell'80 per cento, mentre gli altri servizi hanno fatto registrare una crescita annuale del 14 per cento, secondo la società di consulenza Seeking Alpha. Secondo i dati forniti da Qiwi, nel 2012 l'utile netto del gruppo è cresciuto dell'88 per cento, toccando quota 808 milioni di rubli, equivalenti a 27 milioni di dollari.

 

Le compagnie russe quotate sulle borse americane

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