Una start up da 150mila posti di telelavoro

Il fondatore della start up Workle, Vladimir Gorbunov (Foto: Workle)

Il fondatore della start up Workle, Vladimir Gorbunov (Foto: Workle)

Workle offre impieghi a distanza in grandi imprese dei settori assicurativo, bancario e turistico. Nel 2012 ha contabilizzato 10 milioni di dollari di fatturato

Il fondatore di Workle, Vladimir Gorbunov, è partito dall’idea che nell’era di Internet molte professioni non hanno più bisogno di un ufficio e ha completamente trasferito online il lavoro di assicuratori, operatori turistici e consulenti bancari. Nel giro di quattro anni, la start up si è trasformata in un vero e proprio business con un fatturato annuo pari a 10 milioni di dollari.

Tutto ha avuto inizio nel 2009, in seguito a un piccolo imprevisto. Vladimir Gorbunov, allora ventiquattrenne, si dedicava alla vendita di prodotti di investimento. Un giorno, rimase bloccato in ascensore, rischiando di non poter presenziare a una riunione importante con un cliente, che voleva aprire un conto di investimento in una banca. Invece di cancellare l’appuntamento, il giovane decise di realizzarlo su Internet. Si collegò alla Rete e si consultò con il cliente via Skype, direttamente dall'interno dell’ascensore. L’idea si è poi trasformata, in breve tempo, in una start up in piena regola: Workle.

Il principio di funzionamento di Workle è semplice: una persona si registra sul sito, ottiene un lavoro nell’ufficio virtuale e diventa il rappresentante online di una o più aziende partner. In questo modo può vendere via Internet i prodotti o i servizi di queste società e incassare una percentuale.

I partner di Workle operano tutti nel settore assicurativo, bancario e turistico. Tra le 60 aziende partner, figurano le più grandi compagnie assicurative (Ingosstrach, Al’fa-strachovanie, Uralsib) e banche (Home Credit Bank, Nordea) della Russia.

All’inizio non è stato facile avviare le varie collaborazioni. “Ci scontravamo sempre con una certa diffidenza, soprattutto da parte delle grandi strutture che erano quelle con cui volevamo lavorare -, spiega il fondatore di Workle, Vladimir Gorbunov. - La gente non capiva il principio di funzionamento alla base del nuovo servizio, e alcuni ci dissero chiaramente che non avevano tempo da perdere”. Ciononostante l’idea ha funzionato e il fatturato nelle aziende partner, generato attraverso Workle, ha raggiunto, nel 2012, i 10 milioni di dollari.

Workle è partito grazie ai risparmi personali del fondatore, Vladimir Gorbunov, che prima di avviare la start up, possedeva già un’attività nel settore degli investimenti. L’ammontare iniziale dell’investimento non è stato comunicato, anche se si sa che, durante il primo round di investimenti, il progetto ha attirato 3 milioni di dollari. Nel 2011, la start up ha ricevuto circa 9 milioni di dollari dal Fondo Skolkovo per lo sviluppo di una piattaforma internet (la start up è un residente del fondo).

Le entrate massime registrate dagli utenti attraverso il sito sono in costante aumento. La società afferma: “Se prima, per noi, era una grande novità quando un utente guadagnava quattromila dollari al mese, ora non rimaniamo più di tanto sorpresi quando registriamo entrate mensili pari a seimila dollari”. In media, tuttavia, gli utenti guadagnano cifre più modeste, circa 1.500 dollari al mese.

Alexei Zacharov, presidente del portale di recruting Superjob.ru è d’accordo sul fatto che Workle sia particolarmente utile per i lavori a distanza in determinati settori. “Per chi si vuole cimentare nella vendita di assicurazioni o prestiti si tratta di un ottimo strumento”, ha detto.

Workle sta ora progettando di espandersi e sta conducendo delle trattative per valutare eventuali possibilità di investimento con un fondo russo. Gli analisti ritengono che la società abbia delle buone prospettive. “Il mercato del lavoro a distanza, in Russia, ha un grande potenziale di crescita e vi sono anche delle buone prospettive nel segmento specifico in cui opera Workle. La gente impegnata ricorre ai servizi dei venditori a distanza, perché non richiedono al cliente di presentarsi in un ufficio per completare l’acquisto”, spiega un analista senior di Nord-Capital, Roman Tkachuk. Secondo l’esperto, i servizi bancari, assicurativi e turistici offerti da Workle occupano già un’importante nicchia nel segmento delle vendite online.

Il fondatore della start up, Vladimir Gorbunov, prevede di aumentare, nel 2013, il numero di utenti di Workle fino a mezzo milione di persone, e fino a un milione e mezzo, nel 2015. Un altro obiettivo è quello di espandere la geografia del progetto: “Alla fine del 2013, anche i cittadini di una serie di Paesi della Csi avranno l’opportunità di lavorare in linea. Il passo successivo sarà espanderci in India”, racconta Gorbunov.

Per quanto riguarda le aree di lavoro, la start up è pronta a offrire servizi in qualsiasi settore dove “non siano richiesti pala e piccone”. “Per potersi sviluppare ulteriormente, Workle deve iniziare a dedicarsi anche alla vendita di altri tipi di servizi -, concorda l’analista senior di Nord-Capital, Roman Tkachuk. - Oggigiorno è possibile vendere qualsiasi cosa su Internet, l’unico limite rimane il cielo”.

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