Mercati dell'ingrosso in stile europeo

Mosca necessita di due mercati all'ingrosso a modello europeo e si cercano gli spazi per realizzarli (Foto: Itar-Tass)

Mosca necessita di due mercati all'ingrosso a modello europeo e si cercano gli spazi per realizzarli (Foto: Itar-Tass)

Due siti sono stati scelti a Mosca per questo progetto. Prendendo come esempio il Marché de Rungis di Parigi o il Mercamadrid di Madrid, servirebbero come centri per il commercio di prodotti russi e importati

A fine di aprile sono stati presentati al sindaco di Mosca due spazi non distanti dall’Mkad (strada a scorrimento veloce che circonda Mosca, ndr), adatti alla costruzione di un mercato alimentare di circa un milione di metri quadrati simile a quello parigino di Rungis o al Mercamadrid della capitale spagnola.

"Siamo alle battute conclusive per l’accordo sul progetto di edificazione di un polo industriale-alimentare sul modello di Rungis o Mercamadrid", come ha riferito a Rbc Daily Alexei Nemerjuk, capo del Dipartimento comunale del Commercio e dei servizi. La creazione di un sistema di punti di vendita all’ingrosso sul territorio dell’oblast di Mosca è una proposta di un sottoprogramma statale confermato nell’ottobre 2012. Secondo il vicesindaco Andrej Sharonov, questo grande centro logistico e alimentare, da un lato, è chiamato a soddisfare le richieste di prodotti freschi per i cittadini della capitale, dall’altro, deve diventare uno snodo fondamentale anche per i piccoli produttori russi. “Non vogliamo sbarrare la strada alle merci d’importazione, c’è piuttosto l’idea di creare un aspirapolvere che assorba in maniera qualificata la produzione realizzata in Russia”, ha detto Sharonov per spiegare la logica dell’Aamministrazione.

Nell'autunno 2012 si sono attivate le ricerche di appezzamenti liberi con una superficie tra i 50 e i 100 ettari (Rungis ne occupa 230) che permetterebbero di costruire immobili per un milione di metri quadrati. A proposito delle esigenze degli spazi, il vicesindaco ha parlato di vicinanza alla linea ferroviaria, all’aeroporto e ad alcune autostrade: “Il numero di camion, anche di grandi dimensioni, sarà nell’ordine delle migliaia ogni notte”.

“Attualmente stiamo vagliando alcuni lotti per l’installazione del polo commerciale in direzione Nord e Sud rispetto all’Mkad”, ha dichiarato a Rbc Daily il responsabile del Dipartimento del Commercio e dei servizi. Per Alexei Nemerjuk è prioritario avere uno spazio sul Leningradskoe shosse, nel quartiere Molzhaninovo, e sull’autostrada Don. Nell’elenco figura anche un terreno sull’autostrada Kiev. Tuttavia il rappresentante del sindaco teme che le condizioni della statale e la vicinanza al terminal per i voli speciali dell’aeroporto di Vnukovo renderebbero difficoltoso il suo impiego.

Secondo Valentin Gavrilov, direttore del Dipartimento di Ricerche di mercato del Cbre (la più grande agenzia immobiliare al mondo, ndr), lo spazio accanto all’autostrada Don sarebbe più adatta ai progetti edilizi del polo di commercio agricolo. “In quanto struttura di deposito la domanda sarà comunque alta, indipendentemente dal luogo in cui il mercato verrà costruito, a Nord o a Sud della capitale”, ha fatto notare il responsabile.

L’ipotesi è che il mercato di Molzhaninovo si specializzi in merci d’importazione che arrivano nella capitale dai porti di San Pietroburgo e della Finlandia, mentre il centro alimentare a Sud sarebbe orientato alla produzione che parte dalle regioni meridionali della Russia e dell’Ucraina.

Il Comune della capitale conta di realizzare tali ambiziosi progetti attraverso un partenariato pubblico privato. Mosca può entrare nel progetto mettendo a disposizione la terra (nelle sue proprietà di Molzhaninovo ci sono sufficienti ettari liberi) o limitandosi a costruire vie d’accesso e infrastrutture ingegneristiche nel caso in cui venga scelta un’altra piattaforma per gli immobili. A detta di Alexei Nemerjukov, sono già stati raggiunti alcuni accordi preliminari con i possidenti terrieri, gli investitori e gli imprenditori edili. Il funzionario però si è rifiutato di rivelare i nomi di chi ha partecipato alle trattative.

Valentin Gavrilov stima che gli investimenti per il progetto edilizio si aggirino su 900 milioni di dollari. Le autorità cittadine si assumeranno anche la funzione di regolatori. “La città stabilirà le regole di commercio e prezzatura, oltre a fornire ai produttori accesso libero ai mercati”, ha promesso il capo del Dipartimento.

La struttura del centro commerciale modello Rungis o Mercamadrid – dove intervengono in qualità di venditori un gran numero di aziende finali e i consumatori risultano essere, almeno in Occidente, i rappresentanti del piccolo commercio – richiede, secondo Andrej Vasjutkin, dirigente del Dipartimento di Ricerche e consulting della compagnia “Negozio dei negozi”, una partecipazione statale e non soltanto per le spese di costruzione delle infrastrutture di trasporto. “Qualcuno deve pur verificare e garantire la qualità dei prodotti”, ha osservato.

Negli altri Paesi ad assumersi tale funzione è lo Stato che, di norma, fa parte del gruppo di azionisti o soci fondatori dell’azienda che gestisce il centro di commercio all’ingrosso. Anche in Russia la questione della sicurezza alimentare è gestita dalle autorità cittadine.

Vasjutkin ha ricordato che a Mosca si trovano alcune importanti basi di commercio alimentare all’ingrosso. La città deve però sostituire questi format (significativamente più piccoli per estensione e situati all’interno dell’Mkad, il che complica la logistica) creando due poli di grandi dimensioni e rilevanza.

Valentin Gavrilov del Cbre considera le modalità di arrivo della produzione agricola un problema fondamentale, da risolvere una volta ultimata la costruzione del complesso. “Le catene logistiche di fornitura di merci dalle regioni più lontane sono già state messe a punto e avviate. Completare la produzione nazionale con le merci provenienti dalle regioni più vicine, come nel caso di Rungis, potrebbe invece risultare un compito non facile”, ipotizza Gavrilov. A suo avviso se si riuscirà a risolvere in modo efficace la questione delle forniture delle merci si ridurrà il tempo di recupero del progetto, che ora è stimato in sette anni circa.

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