La campagna anti-corruzione migliora il clima d'affari?

Partecipanti al raduno di protesta anti-corruzione a San Pietroburgo. Sui cartelli si legge: "Predatori e funzionari corrotti: non c'è posto per voi nella capitale culturale della Russia" (Foto: Itar-Tass)

Partecipanti al raduno di protesta anti-corruzione a San Pietroburgo. Sui cartelli si legge: "Predatori e funzionari corrotti: non c'è posto per voi nella capitale culturale della Russia" (Foto: Itar-Tass)

Come gli imprenditori e i cittadini possono cominciare a trarre vantaggi dalla guerra contro le tangenti, anche se gli effetti a lungo termine sul business rimangono incerti

Lo sconcertante business della corruzione in Russia da 300 miliardi di dollari l’anno (secondo i dati del governo) permea quasi ogni aspetto della vita, dall’avviare un'impresa all’ottenere un impiego in un asilo nido pubblico.

“La corruzione è sistemica, con molti criminali impuniti”, sottolinea Elena Panfilova, direttrice di Transparency International Russia. Moody’s ha recentemente indicato la corruzione come motivo della sua decisione di non aumentare il rating Baa1 a lungo termine della Russia negli ultimi cinque anni, nonostante i bassi livelli di debito e l’avanzo di bilancio.

Sei mesi fa, il fenomeno ha iniziato a coinvolgere importanti personaggi: l’ex vice ministro dello Sviluppo regionale Roman Panov è finito in prigione per l’utilizzo illegale di 93 milioni di dollari destinati alla preparazione del vertice 2012 dell’Apec tenutosi a Vladivostok, mentre gli ex ministri della Difesa e dell'Agricoltura, Anatoly Serdyukov e Elena Skrynnik, sono stati coinvolti in scandali simili.

La Russia ha scalato 21 posizioni nell’Indice di percezione della corruzione di Transparency International (passando dalla 154ma posizione nel 2010 alla 133ma del 2012). Il Gruppo di Stati contro la Corruzione, l’organo di controllo del Consiglio d’Europa, in un recente rapporto ha elogiato le iniziative delle autorità.

“Gli effetti si sono già fatti sentire sia tra i semplici cittadini, che tra gli imprenditori -, ha affermato Dmitri Butrin, giornalista economico di Kommersant. - Le finanze comunali sono diventate più trasparenti e i capi della polizia stradale locale hanno paura di essere coinvolti in fenomeni di corruzione”.

Ma quando la battaglia si è spostata nella camera bassa del Parlamento russo, gli esperti hanno cominciato a intravedere il movente politico. Diversi deputati dell’opposizione, e in particolare del partito comunista e di Russia Giusta, si sono visti revocare i propri mandati per presunti conflitti di interesse. In seguito, il partito filogovernativo Russia Unita è stato molto criticato quando Vladimir Pekhtin, presidente della Commissione Etica, si è dimesso per il presunto possesso di immobili di lusso in Florida del valore di 2 milioni di dollari. Sono attese anche altre dimissioni. 

"Le ragioni sono politiche -, ha spiegato Anton Belyakov, membro del parlamento per il partito Russia Giusta e presidente della commissione pubblica anticorruzione. - Dopo le ultime elezioni i parlamentari, compresi gli esponenti del partito di governo, hanno iniziato a mostrarsi indipendenti e a ignorare le posizioni del presidente. La sua amministrazione ha dovuto dimostrare chi era il capo”.

“Il problema è che la loro intera campagna è in ogni caso diretta dall'alto e non è sistematica”, ha sottolineato Butrin, aggiungendo: “L’attuale cultura della corruzione è una cosa molto difficile da cambiare. Per sconfiggerla occorrerebbe smantellare il sistema attuale”.

Jon Hellevig, socio fondatore di Awara Group con sede a Mosca, non è d'accordo. “Non è corretto definire campagna ciò che sta accadendo adesso perché molte leggi che limitano la burocrazia e il potere degli ispettori sono state approvate negli ultimi cinque anni e le piccole e medie imprese stanno cominciando a raccoglierne i frutti. Le aziende che hanno scelto di non farsi coinvolgere in episodi di corruzione stanno adesso godendo di una maggiore parità di condizioni”.

“Abbiamo ancora due scappatoie legislative importanti che devono essere affrontate -, ha detto la Panfilova. - I funzionari accusati di avere redditi illegali vengono di solito solo licenziati e non vanno incontro ad alcuna vera punizione, e non ci sono meccanismi concreti per proteggere gli informatori. Le persone hanno paura di parlare perché potrebbero andare incontro a delle ripercussioni. Il caso più famoso in questo senso è lo scandalo Sergei Magnitsky”.

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