I giovani imprenditori danno fiducia alla Russia

La Russia può offrire di più ai giovani imprenditori rispetto all'Occidente (Foto: Ria Novosti)

La Russia può offrire di più ai giovani imprenditori rispetto all'Occidente (Foto: Ria Novosti)

Soltanto un sesto dei businessmen junior ritiene che un’attività all’estero dia più garanzie di successo che nel proprio Paese. Gli esperti ne spiegano le ragioni

I dati del sondaggio di febbraio 2013 della società Biznes Molodost, in collaborazione con il Centro Levada, dimostrano che la maggior parte dei giovani imprenditori crede nel successo della propria attività in Russia.

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L’84 per cento degli intervistati, infatti, è sicuro che la vita in Russia – se si tratta di iniziare un’attività imprenditoriale – sia di gran lunga più promettente che in Occidente. Il 56 per cento, poi, non ha intenzione di prendere la residenza estera, anche se il 73 per cento vorrebbe ricevere una formazione fuori dal proprio Paese.

Anche le strategie di gestione degli affari sono cambiate; se all’inizio degli anni Novanta puntavano all’accumulo e alla conservazione delle risorse economiche, ora le priorità si sono spostate: spesso ci si mette in affari per piacere. “Oggi il ritratto dell’imprenditore è cambiato ed è passato a un’altra fase - sostiene Petr Osipov, co-fondatore della società Biznes Molodost. - L’uomo d’affari di oggi non è spinto a mettersi in affari per accumulare denaro, ma crea un’attività perché gli va”.

Nonostante ciò, la giovane imprenditoria ha bisogno di essere sostenuta. Oltre alle agevolazioni fiscali e alla diminuzione della pressione amministrativa per muovere gli affari serve l’aiuto di insegnanti-tutor: l’82 per cento degli imprenditori alle prime armi vuole trovarsi un mentore con cui fare un progetto ad hoc sull’attività in questione.

“Senza dubbio, abbiamo fatto un bel salto nel settore dell’imprenditoria -, commenta Evgenij Jakubovskij, membro del direttivo di Opora Rossii. - Se nei primi anni dopo il crollo dell’Urss vari schemi di privatizzazione delle proprietà statali o di tagli del bilancio venivano scambiati per imprenditoria, negli ultimi tempi le cose sono cambiate”. A detta di Jakubovskij gli imprenditori di oggi assomigliano di più al “classico uomo d’affari”. Inoltre la moda di fare impresa che è nata fra i giovani è un buon segno, assicura l’imprenditore.

“Delovaja Rossija (Unione dei giovani imprenditori russi, ndr) non ha mai dichiarato che oggi gli affari si stiano muovendo nella giusta direzione. Purtroppo soltanto il settore delle materie prime è in crescita”, dichiara scettico Anton Danilov-Daniljan, vice-presidente della società. Secondo lui la svolta è avvenuta negli anni Duemila: “Se prima la quota di produzione delle materie prime e del settore primario per l’esportazione era intorno al 63-65 per cento, adesso è salita circa all’85 per cento”.

L’imprenditore prevede che nella seconda metà di questo secolo bisognerà puntare sui settori agricoli e aggiunge: “Abbiamo enormi possibilità, bisogna soltanto abbattere le barriere. Ci sono prospettive di sviluppo anche nel settore chimico, delle comunicazioni e della produzione di tecnologie”.

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