Difesa, l'export che non conosce crisi

Le forze aeree russe hanno ricevuto dieci nuovi missili di difesa SA-22 (Foto: Alexei Kudenko / RIA Novosti)

Le forze aeree russe hanno ricevuto dieci nuovi missili di difesa SA-22 (Foto: Alexei Kudenko / RIA Novosti)

Fatti e dati relativi alle esportazioni di armi russe: un giro d'affari che supera i 15 miliardi di dollari l'anno

La Russia ha consolidato la propria posizione di secondo fornitore di armi a livello mondiale. Nel 2012 il Paese ha venduto armi per un valore pari a 15,13 miliardi di dollari: due miliardi in più rispetto all’anno precedente. Se i test di prova a cui è stata sottoposta la Ins Vikramaditya – la nuova portaerei della Marina indiana – fossero andati a buon fine e la sua consegna non fosse stata rimandata all’autunno del 2013, nel 2012 le esportazioni russe di armi avrebbero superato i 17,4 miliardi di dollari.

Benché le vendite dei produttori di armi russi rappresentino solo un terzo di quelle registrate dai loro omologhi statunitensi, il tasso annuale di crescita delle esportazioni e il solerte rispetto dei piani annuali non può non essere motivo di soddisfazione per le autorità e i vertici dell’industria della Difesa russi.  

La perdita della Libia e la sospensione dei contratti con l’Iran e la Siria non hanno avuto sul commercio delle armi alcun impatto immediato: allarmati dal dilagare delle rivolte arabe, i Paesi in via di sviluppo stanno infatti incrementando i loro approvvigionamenti di forniture militari. E mentre gli ordini di armi da parte di India e Cina sono in aumento, l’industria militare russa può contare anche su altri grossi clienti quali l’Algeria, il Venezuela, il Vietnam e l’Indonesia. Lo scorso anno all’elenco si erano aggiunti anche Azerbaijan, Iraq e persino gli Stati Uniti, interessati all’acquisto di settanta elicotteri Mi-15 da destinare all’esercito afghano.

Da un rapporto del Servizio ricerche congressuali degli Usa emerge che negli ultimi anni la Russia ha imparato ad essere più flessibile con i propri clienti, offrendo loro delle condizioni favorevoli di pagamento, prestito e ammortizzamento. Il rapporto evidenza inoltre la disponibilità della Russia a stringere accordi di licensing per la produzione di armi in India e Cina, che rappresentano due mercati chiave.

Il rapporto sottolinea anche i rischi associati a tale pratica, e dovuti alla consuetudine della Cina di reingegnerizzare e copiare i sistemi di combattimento di produzione estera. La “pirateria” dell’industria militare cinese non sorprende nessuno: nel 2011, ad esempio, la Cina inaugurò la produzione del caccia J-16, reingegnerizzato sulla base del russo Su-30MK2, che aveva acquistato nei primi anni del 2000. Già prima di allora, però, gli esperti cinesi erano riusciti a produrre gli analoghi Su-27 e Su-33, e avevano lanciato in orbita la capsula spaziale Shenzhou, ispirata per design e caratteristiche tecniche alla russa Soyuz.

Nel 2012 la Rosoboronexport ha firmato per seicento milioni di dollari un contratto che prevede la fornitura alla Cina di cinquantadue elicotteri da trasporto Mi-171E. L’ordine potrebbe non avere seguito, dato che l’esercito cinese già conta diversi modelli analoghi di fabbricazione europea e russa.

Quali sono le armi russe più richieste? Per rispondere a questa domanda, Forbes ha preso in esame le statistiche relative agli anni 2008-2012.

Missili terra-aria (Sam)
Tra il 2008 e il 2011 la Russia ha venduto ai Paesi in via di sviluppo 7.750 Sam; gli Usa, dal canto loro, ne hanno consegnati solo 944, e l’Europa occidentale 290. Lo scorso anno, nell’ambito di un accordo dal valore di oltre 4,2 miliardi di dollari, la Russia ha venduto all’Iraq quarantadue sistemi Pantsir-S1 (per la difesa aerea dal suolo; vedi foto). Teheran acquisterà inoltre sino a trenta elicotteri d’attacco Mi-28N e (stando a fonti ufficiose) dei caccia MiG-29M/M2.  

Veicoli corazzati
Nel periodo compreso tra il 2008 e il 2011 la Russia ha venduto 570 carri armati e 490 velivoli corazzati; gli Usa ne hanno venduti, rispettivamente 348 e 234, mentre l’Europa occidentale 360 e 470. Lo scorso anno la Rosoboronexport ha firmato con il ministero della Difesa indonesiano un contratto che prevede la fornitura di trentasette veicoli da combattimento da fanteria BMP-ZF, per un valore di 114 milioni di dollari. La Russia di distingue anche per la sua capacità di distruggere i veicoli corazzati: lo scorso anno infatti, Mosca ha firmato con l’India un contratto per la fornitura di sistemi anticarro Invar e Konkurs-M, per un valore che sfiora i seicento milioni di dollari.

Velivoli da combattimento
Tra il 2008 e il 2011 la Russia ha venduto centottanta aerei da combattimento, ovvero 3,3 volte in più rispetto agli Stati Uniti (l’Europa occidentale ha venduto cinquanta velivoli ai Paesi in via di sviluppo). Lo scorso anno Russia e India hanno firmato un contratto per la fornitura di componenti russi destinati all’assemblaggio di quarantadue caccia Su-30MKI (il contratto è stato stimato attorno a 1,5 miliardi di dollari). Un altro contratto è stato firmato con l’India, e prevede la progettazione di un aereo multiruolo da trasporto. La Cina ha anche firmato con la Russia un contratto per la fornitura di una partita di motori di Su-27/30.

Elicotteri
Tra il 2008 e il 2011 la Russia ha venduto duecentosettanta elicotteri ai Paesi in via di sviluppo. Nello stesso periodo gli Usa ne hanno piazzati cinquantadue e l’Europa occidentale centodieci. A dicembre dello scorso anno è stato firmato un contratto per la fornitura di elicotteri Mi-17V-5, del valore di circa un miliardo di dollari, mentre cinquantadue elicotteri Mi-171E saranno inviati alla Cina (per una valore di circa seicento milioni di dollari) e dieci elicotteri Mi-17V-5 saranno acquistati dagli Usa e destinati all’esercito afghano.

Armamenti navali
Nel periodo compreso tra il 2008 e il 2011, la Russia ha venduto duecentoventi sistemi missilistici antinave, gli Usa 176 e l’Europa occidentale solo sessanta. Lo scorso anno, nell’ambito del Progetto 11356 (del valore di circa un miliardo di dollari; vedi foto), la Russia ha venduto all’India due fregate e dato “in affitto” il sottomarino nucleare Nerpa (che la Marina indiana ha ribattezzato “Ins Chakra”).

Tutti i dati citati sono tratti dai rapporti del Centro per l’analisi del commercio mondiale di armi e il Servizio di ricerche congressuali Usa

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