L'agenda economica della Russia

Il governo russo punta a far crescere l'economia del Paese e a migliorare le condizioni per le imprese (Foto: Itar-Tass)

Il governo russo punta a far crescere l'economia del Paese e a migliorare le condizioni per le imprese (Foto: Itar-Tass)

Il governo intende trasformare Mosca in un centro finanziario internazionale e portare il Paese nella top 20 di “Fare business” della Banca Mondiale, entro il 2018

Durante seduta allargata del governo che si è tenuta al Cremlino alla presenza del Presidente Vladimir Putin, Dmitri Medvedev ha illustrato il programma di attività del Gabinetto dei ministri previsto fino al 2018, su cui si basano i decreti inaugurali  del Presidente.

Nella bozza del documento, riportata da Vedomosti, viene proposta un’intensa piattaforma economica che ha come obiettivo il raggiungimento entro il 2013 di un tasso di crescita del Pil del 4-5 per cento e la modernizzazione della base tecnologica, delle infrastrutture e delle istituzioni statali e sociali.

I piani del governo rischiano di rimanere sulla carta se la Russia non sarà in grado di rispondere alle sfide del prossimo decennio, è detto nel documento. Le sfide principali includono il superamento dell’instabilità dell’economia globale, l’ulteriore sviluppo tecnologico mondiale e il cambiamento dell’equilibrio energetico mondiale dovuto al crescente sviluppo delle riserve di shale gas.

Serie ripercussioni potrebbero avere sull’economia russa il rallentamento della crescita (fino a un tasso dell’uno per cento l’anno) e la stagnazione delle esportazioni di materie prime. E un’altra minaccia è rappresentata dall’elevato deficit non petrolifero del bilancio federale, pari al 10,5 per cento del Pil, vale a dire un tasso due volte superiore al livello di rischio. Nel documento si rileva, inoltre, in Russia, la drastica riduzione (pari a circa un milione di unità l’anno) della popolazione in età lavorativa. Infine, nelle Linee guida dell’attività del governo, vengono sottolineate la scarsa qualità della sfera istituzionale e delle infrastrutture del Paese e l’inefficienza del sistema finanziario.

L’unica via d’uscita possibile - si dice nel programma - consiste nel passaggio a un nuovo modello di crescita economica che preveda il potenziamento della capacità competitiva del  sistema economico russo, il miglioramento della qualità delle istituzioni sociali, la soluzione del problema dell’edilizia abitativa, il rafforzamento della good governance e la garanzia di uno sviluppo regionale equilibrato.

Entro il 2018 la Russia si prefigge di entrare nella classifica delle prime venti nazioni del “Fare business” della Banca Mondiale, ma per raggiungere tale obiettivo Mosca dovrà diventare un centro finanziario internazionale. Per la piccola impresa si prevede la realizzazione di almeno 30 parchi industriali e tecnoparchi. Il rapporto tra ricavi bancari e Pil passerà dal 76,3 per cento al 115 per cento. La quota media percentuale di credito ipotecario provocherà un aumento dell’indice dei prezzi al consumo di non più di due punti di percentuale pari al 6,3-7,1 per cento.

Si prevede inoltre che due istituti superiori universitari russi entreranno tra le cento università di eccellenza del mondo. Il consumo di alcool dei russi diminuirà del 20 per cento e quello di tabacco del 25. L’aspettativa media di vita nel 2018 raggiungerà i 74 anni.

“Il programma che è stato redatto non è male - afferma un autorevole funzionario del governo russo; - l’essenziale è che i suoi obiettivi non restino solo un’utopia”. Medvedev, rammenta il funzionario, non è nuovo a programmi del genere, basti ricordare il discorso da lui pronunciato a Krasnoiarsk nel 2008, incentrato sulle quattro “I”: Istituzioni, Infrastrutture, Innovazione e Investimenti. In quel programma erano stati formulati tanti obiettivi giusti, che poi non sono stati realizzati -, osserva con rammarico l funzionario. - Molti punti del programma sono stati ripresi anche qui”.

“A prendere le decisioni cruciali sulla vita del Paese è il Presidente e ciò significa che il successo del programma del governo dipende innanzitutto dalla sua volontà”, assicura  il rettore della Scuola superiore di Economia Evgeny Iasin.

Le linee guida dell’attività del governo previste fino al 2018 riecheggiano per molti aspetti i pronostici fino al 2030 resi noti dal Ministero dello Sviluppo economico. Secondo il documento, il livello di sviluppo economico della Russia corrisponderà a quello di una potenza mondiale leader del XXI secolo. Mentre il tenore di vita dei suoi cittadini raggiungerà il livello medio di nazioni avanzate come gli Stati Uniti, l’Australia e i Paesi dell’Unione Europea.

Il Ministero ha valutato tre possibili opzioni di sviluppo nazionale: in uno scenario prudenziale il livello di crescita si assesterà su un tasso del 3,2 per cento l’anno, mentre il processo di modernizzazione dell’economia si orienterà prevalentemente sul know-how e l’importazione di tecnologie.

Realizzando questo  scenario innovativo la Russia si espanderà rapidamente anche a livello internazionale. Per esempio, nel 2014 il suo potenziale economico le consentirà di passare dal sesto al quarto posto nella classifica mondiale ed entro il 2021 la Russia sorpasserà la Germania.

Lo scenario più ottimistico prevede anche un’intensa crescita demografica: entro il 2030 la popolazione dovrebbe raggiungere i 150,5 milioni contro i 141,3 milioni previsti da uno scenario prudenziale. Attualmente la Russia ha una  popolazione di 143,5 milioni di abitanti.

“Il governo può darsi qualunque obiettivo tanto più che nel 2030 nessun membro dell’attuale staff di Gabinetto sarà ormai più in carica e di conseguenza può permettersi di sottoscrivere qualunque programma”, osserva, commentando i pronostici, il direttore del Dipartimento di Macroeconomia della Scuola Superiore di Economia di Mosca, Sergei Aleksashenko.

“Leggendo questi scenari - continua nella sua analisi - scaturisce legittima una domanda: avete già definito gli obiettivi, d’accordo, ma che cosa intendete fare per raggiungerli? Esistono tre tipi di scenario, uno positivo, l’altro ancora più positivo e l’ultimo sensazionale, e noi ci stiamo indirizzando verso lo scenario sensazionale. Ma quali ostacoli ci hanno impedito di indirizzarci verso questo scenario sensazionale anche un anno fa? Che cosa farete per far cambiare rotta alla nostra economia e orientarla verso questo sensazionale cammino fino a superare gli Stati Uniti? Ecco, una tale risposta negli scenari delineati dal governo non si trova”.

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