Global Rrt per una benzina più economica

I fondatori della start up Global Rrt, Oleg Parputs (33 anni) e Oleg Giyazov (23) (Foto: Kommersant)

I fondatori della start up Global Rrt, Oleg Parputs (33 anni) e Oleg Giyazov (23) (Foto: Kommersant)

La start up pietroburghese ha messo a punto un procedimento che permette di ridurre i costi di produzione del carburante

La start up pietroburghese Global Rrt ha messo a punto un procedimento che permette di ridurre i costi di produzione della benzina. Questa nuova tecnologia è già stata acquistata dalla società indiana Indian Oil. 

“Se queste cifre sono vere, allora è grandioso”, ha pensato l’ex vicepresidente della Tnk-Bp, Douglas Harris, titolare di una società di consulting, incappando per caso sul suo notebook nella presentazione della start up Global Rrt. Nel documento, due giovani scienziati russi proponevano un metodo di produzione della benzina che consentiva di risparmiare circa 0.06-0.09 dollari (l’equivalente di 2-3 rubli) a litro.

Dopo aver letto il documento, Douglas Harris ha preso il suo aereo, e anziché far rotta su Los Angeles, è volato dritto a Mosca. Una volta conosciuti i fondatori di Global Rrt, Oleg Parputs (33 anni) e Oleg Gyiazov (23 anni), il top manager ha acconsentito a prendere le redini della loro società.

Parputs e Gyiazov, dopo la laurea conseguita all’Istituto tecnologico statale di San Pietroburgo, nel 2009, erano entrati nello staff della società di ingegneria Lenkor Engineering che progettava raffinerie di petrolio per clienti cinesi e coreani.

Nel tempo libero i due giovani scienziati hanno sperimentato l’ipotesi, già avanzata da Parputs alcuni anni prima nella sua tesi di dottorato, secondo la quale i processi chimici di isomerizzazione (per ottenere componenti di benzina dalla classe ambiente Euro 4 in su) possono determinarsi in una sola colonna e non in sei, come avviene nello schema di produzione delle attuali raffinerie. “Attualmente questo metodo viene utilizzato nella produzione di caucciù, plastica, sacchetti, ma non in quello della benzina” spiega Alexei Kameshkov, caporeparto degli impianti di produzione di benzina dell’azienda Kinef, una delle principali raffinerie russe.

Nel 2011 i due giovani soci erano riusciti a dimostrare scientificamente la fondatezza della loro teoria e avevano portato ai dirigenti della loro azienda il prototipo, ricevendo però in cambio un cortese rifiuto, in quanto i dirigenti erano più interessati alla produzione corrente che non all’introduzione di nuove tecnologie. Si erano rivolti allora a fonti di finanziamento alternative, ma questi angeli del business risultavano poco affidabili per il mercato e gli unici finanziamenti erano arrivati, in via del tutto eccezionale, da Forsight Ventures, che prima di  allora aveva finanziato solo start up digitali. Una volta incassati i 100mila dollari, i due giovani soci hanno registrato la società, il brevetto per la realizzazione  e la produzione di documentazione tecnica.

Sei mesi dopo in tutto il mondo non si parlava che di questa nuova tecnologia. Sulle pagine della rivista Chemical Engineering and Processing e di altri periodici scientifici erano apparsi alcuni articoli di studiosi occidentali che confermavano la proficuità della proposta. La tecnica di isomerizzazione messa a punto da Parputs e Gyiazov prometteva degli indicatori record di efficacia: impiegandola le perdite di capitali si riducevano di 3,2 volte e le perdite di risorse energetiche di 5 volte. 

La nuova economia energetica era l’esito della modalità, scoperta dai due inventori, di reimpiego del calore ottenuto dalle reazioni chimiche nei processi ulteriori di produzione che consentiva di evitare dispersioni nell’atmosfera. Nei costi di produzione della benzina la quota di perdita di risorse energetiche  è, a detta di Gyiazov, del 60 per cento.

Il riconoscimento degli esperti aprì così ai due giovani inventori nuove fonti di finanziamento. In primo luogo, nell’estate 2011, Rrt si stabilì nel Centro d’innovazione di Skolkovo, ricevendo 40 milioni di rubli di finanziamenti. Inoltre, nello sviluppo del business la fondazione del ministro per gli Affari del Governo aperto, Mikhail Abyzov, investì un milione di dollari.

Il progetto era talmente piaciuto ad Abyzov che quest’ultimo invitò i giovani inventori a un incontro con l’allora Presidente della Federazione Russa Dmitri Medvedev. E poi Douglas Harris assunse la guida di Global Rrt. “Doug è diventato nostro azionista soprattuto per ragioni di interesse -, ammette Gyiazov. - Lui è una business machine,  un panzer delle corporation, capace di annientare qualunque avversario nelle trattative d’affari”.

Avendo i piedi ben piantati a terra, i due giovani partner hanno portato le loro invenzioni direttamente a Gazprom. Evidentemente sentivano il bisogno di un settore più vasto in cui testare e implementare le loro teorie.

Secondo Parputs  e Gyiazov, la più potente compagnia russa ha confermato che la tecnologia di Global Rrt permetterà di risparmiare su un litro di benzina 0.06-0.09 dollari (l’equivalente di 2-3 rubli), ma finora non è stata ventilata la possibilità di stipulare contratti. Anche le trattative con il colosso russo del petrolio Rosneft sono affondate nei meandri della burocrazia. “Dopo la spedizione a Rosneft abbiamo capito che che le compagnie più importanti sono troppo rigide -, dice Parputs. - Solo per mettere a punto il protocollo del primo incontro ci sono voluti tre mesi”.

Medvedev ha avuto in ogni caso un ruolo non irrilevante nel destino della società. “La foto con lui (Medvedev) ha prodotto un grande effetto”, racconta Parputs. Nelle trattative con i clienti stranieri spesso la presenza della fotografia conta quanto le garanzie finanziarie, spiega ancora.

I primi clienti di Rrt sono stati indiani. La foto, naturalmente, li aveva impressionati, ma tutto è avvenuto quasi per caso: volendo ampliare il loro staff, i due partner hanno assunto un ingegnere indiano, Adarsh Tripathi,  che ha mostrato grande spirito di iniziativa ed è riuscito a organizzare un incontro tra gli inventori e il vicepresidente di Indian Oil Corporation, la più grande compagnia petrolifera indiana, Sunil Rajagopal.

Le trattative hanno avuto un esito positivo e il colosso indiano ha acquistato da Rrt  la licenza  per l’utilizzo della tecnologia e la relativa documentazione per 6 milioni di dollari. Ora a mostrare interesse per le tecnologie Rrt sono i clienti di aree e Paesi emergenti come la regione Asia-Pacifico, il Medio Oriente e il Kazakhstan, elenca Parputs. L’ampiezza del marketing costringe di conseguenza la società a estendere la sua presenza geografica: oltre alla sede di Pietroburgo, Rrt ha già aperto degli uffici negli Stati Uniti e in India.

Dopo la firma del primo contratto e la partecipazione in fiere di settore, alla Rrt hanno cominciato a rivolgersi anche clienti russi. Dal gennaio 2013 la Russia è passata alla benzina di standard Euro 3. Solo lo scorso anno le compagnie petrolifere hanno investito nella modernizzazione delle loro raffinerie circa 6,3 bilioni di dollari (pari a 190 miliardi di rubli). “Ma nel 2014 cambierà la base imponibile: sulla benzina di standard inferiore a Euro 4 vi sarà un’impennata delle accise - spiega  Parputs - e i proprietari delle rafinerie si troveranno a un bivio: abbandonare il loro business o ingegnarsi a trovare  altre soluzioni”. 

Attualmente Rrt ha stipulato dei contratti con due raffinerie della Russia Centrale. “In Russia è più conveniente lavorare con le raffinerie, che sono circa 186, che non con le compagnie petrolifere statali - sottolinea Parputs - le formalità burocratiche da sbrigare sono decisamente meno e così le somme da sborsare per la licenza”.

Per ora i due fondatori di Rrt  sono completamente immersi nella realizzazione dei progetti in corso, la cui consegna è fissata da contratto per il 2014. Nella primavera 2013 il direttore generale di Rrt, Douglas Harris, chiamerà Parputs e Gyiazov negli Stati Uniti per valutare i primi risultati e forse stipulare nuovi contratti.

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