La Russia paradiso fiscale per ricchi europei?

L'attore Gérard Depardieu, divenuto cittadino russo, festeggia indossando abiti tradizionali e ballando (Foto: Itar-Tass)

L'attore Gérard Depardieu, divenuto cittadino russo, festeggia indossando abiti tradizionali e ballando (Foto: Itar-Tass)

Le polemiche intorno al caso dell'attore Gérard Depardieu fanno interrogare il potere, che cerca di capire se i paperoni del Vecchio Continente siano pronti a trasferirsi nella terra degli zar e che cosa li attende

Dopo la trionfale consegna del passaporto russo all'attore francese Gérard Depardieu, il vice premier Dmitri Rogozin ha scritto su Twitter: "In Occidente si sa ben poco delle particolarità del nostro sistema fiscale. Quando la gente comincerà a conoscerle, ci dobbiamo aspettare un'immigrazione di massa di europei facoltosi verso la Russia". 

Durante l'intero anno trascorso dalle prime massicce manifestazioni di protesta, le autorità russe periodicamente si sono trovate a dover dare una risposta agli stati d'animo dell'élite, che voleva emigrare all'estero e a cercare di convincere se stessi e i connazionali del fatto che in fondo nessuno aveva realmente intenzione di andarsene.

Ed ecco che, manco a farlo apposta, è capitato a fagiolo Depardieu: per via dei suoi contrasti con il presidente François Hollande, per motivi di tasse, l'attore ha chiesto di potersi trasferire in Russia. "La questione si può considerare già risolta, e risolta in senso positivo", aveva dichiarato Vladimir Putin rispondendo a una domanda sulla cittadinanza a Depardieu nel corso di una conferenza stampa a dicembre 2012.

Depardieu si era rivolto di persona al Ministero degli Esteri chiedendo la cittadinanza russa e aveva indirizzato una lettera personale a Vladimir Putin, come aveva reso noto al settimanale Vlast l'addetto stampa del Presidente, Dmitri Peskov.

Alcuni giorni dopo la dichiarazione di Putin è stata pubblicata l'ordinanza con cui si conferiva la cittadinanza a Depardieu: il Presidente ha consegnato il passaporto russo all'attore durante un incontro organizzato per l'occasione a Sochi e, poi, Depardieu è stato accolto solennemente in Mordovia.  

Vista dall'esterno, la Russia si distingue dall'Europa per le condizioni favorevoli per i più ricchi. Per pagare le tasse in Russia, che sono più basse di quelle europee, non è neppure indispensabile diventare cittadini della Federazione Russa. Si può avere la cittadinanza di qualsiasi Paese o essere addirittura apolidi.

Condizione essenziale è trascorrere fisicamente in Russia più di 183 giorni nell'arco di 12 mesi consecutivi.  I viaggi all'estero per vacanza, studio o cure mediche di durata inferiore ai sei mesi non contano. In compenso, il cittadino paga solo il 13 per cento di imposte, e, cosa rara nel resto del mondo, l'aliquota fiscale non varia in proporzione al reddito. 

"È vantaggioso anche vivere in Kirghizistan o in Kazakhstan, dove l'imposta sul reddito è solo del 10 per cento: ma questo, probabilmente, lo sanno davvero in pochi", dice il vicedirettore del Centro per le politiche fiscali Aleksandr Derjughin.    

In teoria, la Russia ha ottime chance di attirare a sé gli europei ricchi e avari. Ma la pratica dimostra tutt'altro. "Sulle imprese qui da noi, per contro, c'è una pressione fiscale molto alta; pertanto, gli uomini d'affari non accorreranno in Russia, mentre per i semplici cittadini può essere vantaggioso. Ma, se non si tratta di un episodio isolato fatto per le pubbliche relazioni, e se il governo è davvero interessato ad attrarre gli stranieri abbienti, il Presidente dovrebbe dichiarare personalmente e ripetere più volte che non aumenterà le aliquote fiscali e che non verrà abbandonato il principio proporzionale", spiega Derjughin.   

Persino per i ricconi europei più temerari, che dovessero decidere di diventare concittadini di Depardieu, il cammino per ottenere la residenza fiscale in Russia può rivelarsi pieno di spine. "Esistono vari criteri in base ai quali una persona può essere riconosciuta come residente fiscale, e sono legati al centro degli interessi vitali, ai beni immobili, alla famiglia. Pertanto, ottenere lo status di residente fiscale in Russia non garantisce l'esenzione dal pagamento delle tasse in altri Paesi", spiega il partner russo della società di consulenza fiscale PricewaterhouseCoopers Mikhail Filinov.

"Tra gli uomini d'affari russi è molto diffusa la situazione per cui l'imprenditore e i suoi interessi d'affari si trovano in Russia, mentre la sua famiglia e i beni immobili si trovano all'estero, soprattutto in Francia, Italia o Spagna. In questo caso, anche se l'imprenditore trascorre la maggior parte dell'anno qui e si considera fiscalmente residente in Russia, può essere riconosciuto come residente fiscale anche in Francia, secondo la legislazione interna di quel Paese. Naturalmente, esiste una procedura concordata tra Francia e Russia in base alla quale i due organismi fiscali chiariscono in quale dei due Paesi una persona fisica debba avere la residenza fiscale e pagare tutte le tasse; ma si tratta di una procedura complessa e fastidiosa per il contribuente. Ciò nonostante, oggi in Russia viene applicata piuttosto spesso". 

Pur con tutta l'attrattiva della Russia come paradiso fiscale e del divertimento, per poter ottenere il passaporto russo chiunque, anche il cittadino straniero più ricco e di successo, dovrà avere a che fare con il Servizio Federale per l'Immigrazione: la disposizione emessa per Depardieu, dopo tutto, è un caso isolato. 

Al Servizio Immigrazione dicono che non esiste un vero e proprio piano per l'attribuzione della nazionalità a questo a quello straniero famoso in casi di emergenza. "Non succede spesso; semplicemente, il Presidente emette un'ordinanza e noi prepariamo tutti i documenti in tempi ristretti. Non capisco perché la cittadinanza a Depardieu abbia suscitato una reazione così forte: può soltanto accrescere l'attrattiva del nostro Paese per gli stranieri", spiega l'addetto stampa del Dipartimento, Zalina Kornilova.

Secondo le statistiche del Servizio Immigrazione, nel 2012 la cittadinanza della Federazione Russa è stata concessa a 51.276 persone. Tra di loro, assicura la Kornilova, ogni anno vi sono sempre più "specialisti altamente qualificati che vengono dall'Europa", anche se la maggioranza di quanti ottengono la cittadinanza provengono, come prima, dai Paesi della Csi.  

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