La campagna anti-sigarette e le lobby del tabacco

Il governo russo imporrà il quasi totale divieto di fumo nei luoghi pubblici (Foto: Itar-Tass)

Il governo russo imporrà il quasi totale divieto di fumo nei luoghi pubblici (Foto: Itar-Tass)

Il governo vara nuove misure, tra cui il divieto quasi assoluto di fumare nei luoghi pubblici a partire dal 2015. E i russi si dividono tra favorevoli e contrari

Nel 2013 arriva in Russia anche una legge sulla limitazione del fumo che dovrebbe ridurre del dieci per cento il numero delle rivendite di tabacchi.

La stampa russa è venuta a sapere delle disposizioni previste dalla nuova legge del Ministero della Salute nell’agosto del 2011. La notizia dell’imminente divieto ha suscitato scalpore, spingendo la popolazione ad abbracciare il fronte degli ardenti sostenitori o quello e detrattori – non meno ardenti – della proposta. Questi ultimi ritengono che la legge “non è contro il fumo, bensì contro i fumatori”, e aggiungono che la sua entrata in vigore porterà alla rovina decine di migliaia di piccole rivendite.  

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Tra gli aspetti dell’iniziativa che produrranno i maggiori effetti si conta il divieto quasi assoluto di fumare nelle aree pubbliche a partire dal 2015. Le sigarette saranno inoltre bandite non solo all’interno di bar, ristoranti, locali notturni, etc., ma anche a bordo dei treni e delle navi a lunga percorrenza.   

Data la vastità della Russia (per raggiungere in treno Mosca da Vladivostok occorrono sei giorni e mezzo di viaggio), appare dubbio che una simile disposizione possa essere imposta. Non sarà più permesso fumare nelle zone che separano gli scompartimenti dei treni, nelle quali è possibile sostare solo in piedi, ma nemmeno nelle fermate lungo il percorso: il divieto di fumare infatti comprenderà anche le stazioni (e gli aeroporti).

Ad annunciarsi controversa, inoltre, è la proposta di vietare alle rivendite di piccole dimensioni la vendita di sigarette e l’ostentata esibizione di prodotti da fumo. Stando ai legislatori, tale l’iniziativa mirerebbe a proteggere i minori dal fumo e a incrementare la capacità del governo di assicurarsi che tutti i rivenditori di tabacco rispettino il divieto di vendere sigarette a minori.

I piccoli negozi di tabacchi si oppongono con determinazione alla legge: secondo le loro stime la vendita di sigarette genera sino al cinquanta per cento delle loro entrate. Stando all’associazione che riunisce i piccoli rivenditori, inoltre, la perdita della licenza di vendere prodotti da fumo obbligherà molti di loro a chiudere i battenti e a licenziare i propri dipendenti. Quanto alle restrizioni sulla superficie del negozio, i proprietari di chioschi puntano il dito contro i grandi rivenditori, ad oggi responsabili di poco meno del dieci per cento delle vendite complessive di sigarette. Se si considera che il commercio di tabacco in Russia genera ogni anno circa dodici miliardi di dollari, è chiaro che i grandi rivenditori sarebbero ben felici di potersi assicurare una maggiore fetta di quel mercato.

Inizialmente la legge non era stata sottoposta alla Duma statale in forma così estesa. Sotto l’allora primo ministro Vladimir Putin, sia il Ministero dello Sviluppo economico che quelli dell’Industria, dell’Agricoltura e della Cultura hanno criticato il documento. In considerazione del gran numero di obiezioni sollevate dall’accordo interdipartimentale, l’allora ministro della Salute Tatiana Golikova ha più volte chiesto al governo di rimandare la data di scadenza prevista per presentare la legge al gabinetto dei ministri. I partiti tuttavia non sono riusciti a raggiungere un compromesso.  

Laddove Golikova aveva fallito, il nuovo ministro della Salute, Veronika Skvortsova, ha invece avuto successo: con il sostegno del primo ministro Dmitri Medvedev (e convinto non fumatore), Skvortsova non ha perso tempo e ha ritirato dal tavolo dei negoziati ogni forma di compromesso. “Se i piccoli rivenditori campano della vendita di birra e sigarette, la Russia non ha bisogno di loro”, ha dichiarato dopo aver assunto la carica.

Il nuovo esecutivo ha approvato la legge sulla limitazione del fumo senza ulteriori ostacoli e il 31 ottobre del 2012 è stata introdotta dal governo alla Duma statale. Poco prima di Capodanno, il Parlamento ha approvato la nuova legge in prima lettura, ma si prevede che nel 2013 la situazione si farà più tesa.

Prima della seconda lettura saranno infatti apportati alcuni emendamenti di base e il primo ministro ha già fatto sapere che il governo è pronto ad ammorbidire alcune posizioni.

Le statistiche dimostrano che la Russia ha uno dei più alti tassi di fumatori al mondo. In una classifica basata sul numero di sigarette fumate pro capite, la Russia figura tra il primo e il quinto posto, a seconda dei metodi utilizzati per la ricerca. Di certo nessuno mette in discussione il fatto che in Russia il consumo di tabacco rappresenti un problema enorme.

Stando a Rospotrebnadzor (l’Agenzia russa per la tutela dei diritti dei consumatori), nel Paese vivono più di quaranta milioni di fumatori: il tabagismo affliggerebbe infatti il 65 per cento degli uomini e il 30 per cento delle donne. Il Ministero della Salute russo ha reso noto che ogni giorno nel Paese più di 700 persone morirebbero per cause legate al fumo, per un totale di 260.000 vittime all’anno. L’ex ministro della Salute Tatiana Golikova dichiarò che il fumo in Russia è responsabile del 17 per cento di tutti i decessi. Molti esperti però confutano questi dati: oltre ai fumatori che muoiono di cancro ai polmoni (spesso causato dal fumo), il Ministero della Salute considera infatti vittime del fumo anche i fumatori che muoiono prematuramente per malattie cardiovascolari.

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Oggi, in Russia, il principale strumento per limitare il fumo è rappresentato dalla legge federale “sulla restrizione del fumo di tabacco”, entrata in vigore nel 2001. Lo statuto è, in generale, assai permissivo verso i fumatori e i produttori di sigarette: la legge prevede, infatti, che i pacchetti di sigarette riportino delle scritte di avvertimento, stabilisce un prezzo massimo al consumatore e vieta il fumo in molti luoghi pubblici (uffici, istituti medici, edifici governativi, etc.), stabilendo però che in quegli stessi luoghi siano allestite delle apposite stanze per fumatori.

Chiaramente si tratta di direttive assai lontane dalle misure introdotte da altri Paesi. Avendo ratificato nel 2008 la Convenzione quadro dell’Organizzazione mondiale della Sanità sul controllo del tabacco, la Russia ha aderito al processo contro il fumo. Adottata nel 2003, la Convenzione quadro rappresenta ad oggi la spina dorsale dell’offensiva mondiale contro il fumo. Si tratta di un documento dichiarativo, di cui molte disposizioni sono adottate su base volontaria. Quasi ogni clausola del documento enfatizza che i firmatari dovrebbero essere guidati dalle legislazioni nazionali nell’adozione di misure volte a ridurre il consumo di tabacco.

Il documento propone inoltre delle rigorose direttive riguardo alla pubblicità delle sigarette, la vendita di sigarette ai minori, alle sponsorizzazioni da parte di compagnie del tabacco, etc.

Firmando la Convenzione quadro, la Russia ha iniziato ad inasprire le sue leggi riguardo alla pubblicità e all’introduzione delle etichette di monito. Tuttavia, le organizzazioni pubbliche anti-fumo che percepiscono sovvenzioni internazionali – come la Fondazione intitolata a Bill Gates – continuano fare pressioni affinché il problema del fumo sia affrontato attraverso una legislazione federale radicalmente nuova. 

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