La spiritualità russa ai Musei Vaticani con la mostra “The Russian Way. Da Dionisio a Malevich”

Reuters
Un’esposizione evento, organizzata in collaborazione con la Galleria Tretyakov di Mosca, porta negli spazi del Braccio di Carlo Magno 54 capolavori dell’arte russa. Non solo icone, ma anche le opere di Kandinsky, Repin e Malevich saranno visibili al pubblico a partire dal 20 novembre

Nel 2016 fu la volta di “Roma Aeterna”, l’esposizione che portò a Mosca i capolavori della Pinacoteca Vaticana. Ora la sinergia tra la Galleria Tretyakov e i Musei Vaticani si rafforza con una nuova mostra: “The Russian Way. Da Dionisio a Malevich”. Dal 20 novembre 2018 al 16 febbraio 2019 gli spazi del Braccio di Carlo Magno in Vaticano ospiteranno 54 opere dell’arte russa, di cui 47 provenienti dalla Galleria Tretyakov e le altre cedute in prestito da vari musei della Federazione, come il Museo Russo, la Galleria statale d’Arte di Perm, il Museo d’Arte di Nizhny Novgorod e altri ancora. I visitatori potranno così ammirare non solo le icone dei secoli XV-XVI e opere dal grande valore spirituale, ma anche sculture e pitture emblematiche della seconda metà del XIX secolo, tra cui i lavori di Ilya Repin, Mikhail Nesterov, Isaac Levitan e i capolavori dei maestri del XX secolo come Vasily Kandinsky, Natalia Goncharova e Kazimir Malevich.
Così come riporta Rossiskaya Gazeta, i curatori russi del progetto Arkady Ippolitov (Ermitage), Tatyana Samoilova e Tatyana Yudenkova (Galleria Tretyakov) hanno preferito mettere da parte il filone cronologico dei dipinti, privilegiando invece i punti che accomunano le opere di questi artisti, vissuti in periodi storici diversi. E visto che l’arte russa del XIX secolo è meno nota al pubblico occidentale, ecco che si cerca di far risaltare le opere dei Peredvizhniki, ad esempio, proponendole in un nuovo contesto. Un contesto, ha spiegato Yudenkova, caratterizzato soprattutto dalla ricerca filosofica dell’intellighenzia russa, dalla sua sete di risposte alle domande che Fyodor Tyutchev, Nikolai Gogol, Lev Tolstoy e Fyodor Dostoevskij hanno formulato nelle loro opere. Il concetto della mostra si è quindi sviluppato attorno al tentativo di identificare il “filo comune che unisce l’arte nei vari secoli”.
“Questa mostra offre l’eccezionale opportunità di mostrare al Vaticano, a Roma e al mondo intero l’arte e la spiritualità russe – ha dichiarato Zelfira Tregulova, direttrice della Galleria Tretyakov di Mosca -. Vogliamo portare ai Musei Vaticani un percorso e una ricerca spirituali che non hanno fine”.
Per volere della Galleria Tretyakov e dei Musei Vaticani, l’ingresso alla mostra sarà gratuito.

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