Il monumento della discordia

Workers seen by a monument to Prince Vladimir the Great, a ruler who Christianised Kievan Rus, in Moscow's Borovitskaya Square

Workers seen by a monument to Prince Vladimir the Great, a ruler who Christianised Kievan Rus, in Moscow's Borovitskaya Square

: Vladimir Smirnov / TASS
Fra pochi giorni nel cuore di Mosca verrà inaugurata una nuova statua, alta 16 metri e dedicata a Vladimir, il principe che nel 988 battezzò la Russia. Ma le polemiche, scoppiate fin dalle prime bozze del progetto, sembrano destinate a non placarsi

Il monumento di 16 metri dedicato al principe Vladimir. Fonte: Vladimir Smirnov / TASSIl monumento di 16 metri dedicato al principe Vladimir. Fonte: Vladimir Smirnov / TASS

Mancano pochi giorni all’inaugurazione della statua dedicata al principe Vladimir. Il taglio del nastro dovrebbe avvenire il 4 novembre in Piazza Borovitskaja, vicino al Cremlino di Mosca. Ma la scia di polemiche, iniziata già con le prime bozze del progetto, sembra destinata a non placarsi.

L'idea dell'installazione è venuta alla comunità storico-militare russa RVIO, che fa capo al ministro della Cultura della Federazione Russa Vladimir Medinskij. Nei primi mesi dello scorso anno la comunità aveva lanciato un concorso per selezionare il progetto: attraverso una votazione chiusa era stato selezionato il lavoro proposto dallo scultore russo Salavat Shcherbakov e dall'architetto Vasilij Danilov.

Il fronte dei “no”

Una parte della società si è però schierata contro l’installazione del nuovo monumento, che inizialmente doveva essere alto 24 metri, sostenendo che esso non c'entra nulla con Mosca, dato che il primo riferimento alla capitale risale al 1147, cioè un secolo dopo la morte del principe. Inoltre gli storici sottolineano la crudeltà di Vladimir, che dopo aver soggiogato nel 980 la città di Polotsk, violentò Rogneda, figlia del principe della città, e la prese forzatamente in moglie. In seguito uccise con le sue mani il padre e i due fratelli.

Chi critica il progetto vede anche una connotazione politica associata al Presidente russo Vladimir Putin: il noto giornalista Oleg Kashin ha infatti suggerito che un monumento a Vladimir potrebbe essere considerato come un omaggio al capo del Cremlino. Inoltre, la scultura di Salavat Shcherbakov, nella sua prima versione, doveva superare in altezza il monumento a Vladimir installato a Kiev, in Ucraina, alto 20 metri. Nel contesto del conflitto russo-ucraino, però, anche questo viene considerato dai critici un gesto politico.

Le peregrinazioni del monumento

L'inaugurazione del monumento sarebbe dovuta avvenire in occasione del millenario della scomparsa del principe, il 4 novembre 2015. La direzione della RVIO aveva proposto di installarlo accanto all'Università di Mosca, sul territorio della riserva naturale di Vorobyevij Gory. Tuttavia, le condizioni geologiche del luogo non hanno permesso di installare sulla riva del fiume Moscova una scultura pesante 300 tonnellate poiché si temevano frane.

Cantieri attorno al monumento. Fonte: Vladimir Astapkovich / RIA NovostiCantieri attorno al monumento. Fonte: Vladimir Astapkovich / RIA Novosti

Così un gruppo di moscoviti ha lanciato una petizione contro l’installazione del monumento, raccogliendo oltre 80mila firme. E così le autorità della capitale hanno proposto ai cittadini diverse alternative: il lungofiume Moskvoretskaja, le piazze Lyubyanskaya e Borovitskaya. I moscoviti, nel corso della votazione online sul sito governativo "Aktivnyj grazhdanin" (cittadino attivo), hanno supportato quest'ultima opzione. Anche la Commissione per la scultura monumentale presso il Governo di Mosca l'ha approvata, ma questa soluzione non ha soddisfatto i difensori della città: il terreno tra ulitsa Mokhovaja e Znamenka, dove sorgerà la statua di Vladimir, rientra nella zona di sicurezza del Cremlino di Mosca, in cui è proibita la costruzione di nuovi edifici. All'inizio di quest'anno, l'Unesco aveva avvertito le autorità russe che in caso di mancate consultazioni in merito all'immagine storica del Cremlino di Mosca e di mancato rispetto dei requisiti esposti nella convenzione sulla protezione del suo patrimonio, il Cremlino avrebbe perso lo status di patrimonio mondiale dell'umanità. Di conseguenza, gli autori hanno concordato di ridurre le dimensioni del monumento: ora l'altezza della figura del principe è di 12,2 metri, e quella complessiva del monumento, compresa la croce, è di 16,8 metri.

Un altro requisito dell'Unesco è stata la ristrutturazione della Piazza Borovitskij con il coinvolgimento di partner internazionali. Ad aprile di quest'anno le autorità hanno pubblicato i risultati del concorso sul progetto della piazza. Ha vinto il progetto dello studio russo di architettura Al-Architects. Questo presuppone la costruzione, in Piazza Borovitskaja, di una pendenza a gradini che simboleggia il fiume Dnepr, in cui il principe Vladimir battezzò gli abitanti di Kiev. “È stata proposta un’idea interessante. Immaginiamo una goccia che cadendo nell’acqua crea dei cerchi: si associa al rituale del battesimo”, ha spiegato il capo architetto di Mosca Sergej Kuznetsov.

La posizione dell’Unesco

Improbabile che entrambe queste soluzioni possano essere considerate dei compromessi, afferma il coordinatore del movimento pubblico “Arkhnadzor” Rustam Rakhmatullin. “L’Unesco valuta il progetto del monumento a Vladimir esclusivamente dal punto di vista del suo impatto sul Cremlino. Intanto costituisce anche una minaccia per l’adiacente monumento del classicismo russo ‘Casa Pashkov’, che non rientra nel patrimonio mondiale. Il nuovo monumento chiuderebbe la vista storica su questo edificio dalla parte del Cremlino. In questo non aiutano le dimensioni della scultura seppur ridotte, né che sia stata spostata rispetto all’asse centrale del colonnato centrale di Casa Pashkov. Questo monumento semplicemente non dovrebbe esserci”, ha detto Rakhmatullin parlando con Rbth. La probabilità che il Cremlino perda lo status di patrimonio mondiale dell’Unesco, secondo “Arkhnadzor”, è piuttosto ridotta. “Tutte le istruzioni Unesco sono state date solo a voce alle autorità moscovite. In sostanza non sono fissate da nessuna parte e non sono un obbligo per coloro che installeranno il monumento su Piazza Borovitskaja. Insomma, non esiste alcuna base formale per le minacce dell’Unesco”, ha aggiunto Rakhmatullin.

Entro il 1° dicembre di quest'anno la Russia dovrà inviare al Centro del Patrimonio Mondiale Unesco una relazione sui risultati dell’installazione del monumento al principe Vladimir.

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